Pordenoneveste atto IV

“Ah, tu sei quella di pordenoneveste! Chissà chi ci sarà nel tuo articolo quest’anno!” – questo è quello che mi avete detto mentre passeggiavo per Pordenone a caccia dei migliori e peggiori look di pordenonelegge.
Avranno trionfato anche quest’anno il giallo e il nero? Chi si sarà aggiudicato il podio del peggior vestito?

In tutta sincerità, a parte qualche Birkenstock con calzino e qualche canotta in lurex che lasciava intravedere una rosa tatuata da “Fuffa Tattoo”, non ho visto cose per cui rischiare mancamenti.
Certo, quando ci si ostina a mescolare più colori assieme, il rischio è sempre alto e anch’io confesso di cadere spesso nel tranello!

Ma passiamo alle buone notizie (che hanno a che fare con il look): anche a Pordenone sembrano essere arrivati gli hair colourist, ovvero gli esperti di tinta. Negli Stati Uniti sono richiesti da anni e si fanno pure ben pagare. Ma cosa fanno gli hair colourist? Accettano di applicarvi delle colorazioni improbabili solo se dovete partecipare ad un evento cosplay o se vi chiamate “Fata Turchina” all’anagrafe.
Quest’anno a Pordenone non ho visto le stranezze di tinta delle precedenti edizioni e mi sembrava ci fosse maggiore discrezione!

Focus nei dettagli: non ho mai visto più attenzione al dettaglio come quest’anno! D’altra parte, chi prima spendeva in abiti, se ora non lo può più fare, continua a spendere negli accessori. Il vantaggio? Costano (quasi sempre) meno dei capi d’abbigliamento e personalizzano e rinnovano con facilità ogni genere di look.

Buckle lovers – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Buckle lovers

Non so se si debba a Valentino e alle sue iconiche Rockstud, ma ad oggi sembra che la femminilità si misuri nella quantità di borchie di cui sono tappezzati i capi spalla, la pelletteria e gli accessori in genere.
La ragazza con le ciglia chilometriche incontrata in Corso sembra pensarla proprio così. La borsa nera con manico in pelle e tracolla in catena dorata è tempestata da minuscole borchie dorate. Anche lo stivale è caratterizzato da borchie dorate, che qui definiscono il perimetro della calzatura.

No logo no party – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

No logo no party

Eccola qui la logo maniac, colei che saprebbe mettere in croce anche Anna Wintour, viste le sue conoscenze enciclopediche su moda, tendenza e brand. Sorriso e viso da conquistatrice e piglio di chi sa bene cosa vuole dalla vita. Nel suo armadio non mancano gli staple pieces, ma non rinuncia neppure all’acquisto di tutto ciò che è now trending. Una cavigliera fucsia in cotone rosa tradisce il suo amore per l’estate, l’orologio la riporta alla quotidianità scandita da appuntamenti lavorativi e glamour.

Yes, we are fabulous – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Yes, we are fabulous

E poi arrivano loro: belli, anzi bellissimi! Questa coppia di bergamaschi arriva a Pordenone allungando la strada da Asolo, senza sapere della manifestazione.
Lei è un inno al sole e all’estate, lui perfetto grazie allo stile casual scelto per la gita fuori porta. Nella fantasia dell’abito di lei – neanche a farlo apposta – c’è il blu scarico della camicia di lui: che si siano messi d’accordo?

Parental advisory: explicit gorgeousness – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Parental advisory: explicit gorgeousness

Deve essere proprio un luogo comune quello in cui si dice che una neo mamma non si cura e tende a vestire in modo trascurato: la mamma che ho incontrato io sfoggia un total black look e tacco capaci di fare impallidire chiunque. Raccoglie i capelli in una coda per dare ancora maggiore enfasi all’ovale del viso, per cui sceglie un trucco leggero.

 

Blazer’em up! – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Blazer’em up!

Questa ragazza con carré castano e viso dai lineamenti gentili ci fa innamorare della giacca in quattro e quattr’otto. L’unico problema è che a noi il blazer non starà mai come a lei. Chapeau!

L’accoppiata (sempre) vincente: camicia e jeans – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

L’accoppiata (sempre) vincente: camicia e jeans

È proprio vero ciò che si dice: ti infili una camicia e un paio di jeans e sei a posto. Meglio ancora quando si ha il fisico longilineo e il buon gusto della nostra pordenoneveste victim. Il motivo floreale della camicia si contrappone al jeans sfilacciato alla caviglia. Ai piedi un mocassino/pantofola con micro borchie oro che fanno da trait d’union alla montatura dei suoi Aviator.

A smile is worth all the colors of the rainbow – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

A smile is worth all the colors of the rainbow

Qui non servono tanti bijou ed accessori, vista la capacità che ha un sorriso di questo tipo ad illuminare in un colpo solo il nero e il jeans!

Detail lover – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Detail lover

Sebbene non possa sfuggire il suo omaggio a pordenonelegge visto il colore della camicia che indossa, a catturare la mia attenzione è stato l’orologio il cui quadrante si abbina alla perfezione allo spolverino.

Tutti (e tre) appassionati di moda – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Tutti (e tre) appassionati di moda

Entrambi amano il mondo della moda: chissà che buon gusto avrà anche la loro bimba. La futura mamma sceglie il comfort dell’abito lungo nero con dettaglio floreale e una giacca in pelle. Il logo della maison di moda francese personalizza la borsa con catena oro scelta per accompagnare l’outfit. Per lui, look casual: camicia bianca e pantalone grigio da portare con sneakers “d’autore”.

Omaggio a pordenonelegge – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Omaggio a pordenonelegge

Ed eccola raggiante nel suo look confezionato ad hoc per pordenonelegge: la giaccia e il pantalone gialli sono un chiaro richiamo ai colori dell’evento pordenonese. Impossibile perderla di vista, sia per il colori che veste, sia per la bellezza del suo viso.

Il military look per fronteggiare le code – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Il military look per fronteggiare le code

Chi è un abitué di pordenonelegge sa bene quanta coda ci sia agli eventi: lei ha deciso di affrontarle in “assetto da guerra” con chemise verde militare e dettagli floreali e anfibi ai piedi.

Light color palette – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Light color palette

Se il tempo è incerto, meglio evitare colori scuri (soprattutto quando essi non sono tanto nelle nostre corde)! Dev’essere proprio ciò che ha pensato lei nella scelta di un outfit che valorizza la chioma bionda e la pelle ancora abbronzata dall’estate. Ai piedi un paio di calzature casual confortevoli ed adatte ad un day look.

A very fancy couple – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

A very fancy couple

Il modo in cui si tengono per mano è direttamente proporzionale alla cura con cui hanno scelto cosa vestire in occasione di pordenonelegge.
Per lei, abito lungo in seta marrone a pois e sandalo infradito con decoro centrale la cui tinta si sposa perfettamente alla borsa di pelle color tortora. Per lui giacca blu e camicia che sceglie di portare in modo più informale, ovvero leggermente aperta sul collo. Un mocassino marrone è la calzatura scelta da questo Sir pordenonese (?) per completare il look.

Ton sur ton – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Ton sur ton

Sebbene la signora all’inizio non fosse d’accordo, non ho saputo proprio rinunciare a fotografare il perfetto match tra collana e abito plissé che portava: un’ottima lezione di stile!

Back in black – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Back in black – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Back in black

Oltre ad amare il comfort, lei è una grande fan del nero, tinta che sceglie sia per la gonna a pieghe sottili, che per la giacca. Ai piedi una sneaker resa ancora più confortevole da qualche centimetro di gomma bianca.

Easy like Sunday morning – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Easy like Sunday morning

Sebbene la prima prediliga il jeans e l’azzurro, e la seconda le tonalità marroni e il sabbia, il filo conduttore è unico: entrambe scelgono un look informale e easy, perfetto per seguire la rassegna di pordenonelegge.

The perfect shade of grey – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

The perfect shade of grey

È un abito in camoscio grigio quello che sceglie questa signora per visitare la rassegna. Il taglio di capelli corti lascia campo ad un viso luminoso quanto lo sono i suoi infradito e gli orecchini. Una maxi borsa in cuoio marrone è l’accessorio da lei scelto per conservare i libri acquistati.

From Russia with so much love – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

From Russia with so much love

Lei è arrivata a Pordenone dalla lontana Russia – dove si interessa di libri per l’infanzia – e lo fa vestita all’insegna della praticità con giacca in jeans con strappi e sneakers ai piedi.

Channeling perfection with long dress and boots – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Channeling perfection with long dress and boots

Tra i tanti abiti lunghi che ho visto, mi è piaciuto molto il modo in cui lo portava lei, armata di grande sorriso e boots in pelle nera. A caratterizzare l’abito leggero una minuscola fantasia di colore chiaro che rendeva meno evidente il contrasto con la borsa bianca portata sulla spalla.

Pois overall – pordenoneveste 2018, i look di pordenonelegge 2018

Pois overall

C’è anche chi ha ama così tanto i pois da indossarli non solo sulla chemise, ma anche nei calzini, indumento oramai da portare visto il clima settembrino.

Una ciliegia tira l’altra – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Una ciliegia tira l’altra

Gabriella, in forze al prezioso team social dell’evento, sceglie la seta azzurra, il blue jeans con bordo sfrangiato e una giacca dal taglio a kimono blu.
A completare il look, gli accessori di colore giallo con cui mettere in risalto la sua capigliatura bionda. Immancabile sulla spalla, la borsa con le ciliegie disegnata per la 19ma edizione di pordenonelegge.

Righe su righe – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Righe su righe!!

Quando in un tavolo ben tre commensali su quattro vestono le righe è inevitabile pensare quanto questo elemento grafico sia ancora in voga. Tra tutti ho però scelto lei, perfettamente coordinata anche con il piatto scelto: la zuppa.

I loro libri hanno invaso casa – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

I loro libri hanno invaso casa

Dalle spille che vedrete sugli zaini, capirete che questi avidi lettori, sono degli assidui frequentatori di pordenonelegge, manifestazione a cui partecipano sempre vestiti sportivissimi. A casa loro – mi hanno detto – ci sono più libri che mobili!

Fall must have colors – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Fall must have colors

Se c’è un colore a cui dovremmo abituarci questo autunno è il rosso cupo: lei lo abbina al jeans, alla pelle nera dei suoi stivaletti e della sua postina di Zanellato.

E per questa edizione di pordenoneveste 2018 è tutto: desidero davvero ringraziare chi si è fatto fotografare ed è stato al gioco! Ci si vede alla 20ma edizione di pordenonelegge… intanto iniziate a pensare all’outfit!  😉

Chiara Orlando

 

Sulla mia pelle, il film sulla vicenda di Stefano Cucchi

Sulla mia pelle era alla fine della lista dei film che mi ero ripromessa di vedere al Festival di Venezia.
A pensarci ora me ne vergogno, visto che è una delle pellicole che ho apprezzato di più.
Il mio iniziale “rifiuto” nel vedere l’opera cinematografica di Alessio Cremonini era dovuto al fatto che temevo che il racconto della vicenda di Stefano Cucchi mostrasse solo una versione dei fatti.

Alessandro Borghi in una scena di Sulla mia pelle, film che narra gli ultimi sette giorni di Stefano Cucchi

Della storia di Cucchi ne avevano parlato così tanto i media che c’era il pericolo che si trasformasse in un film “banale” e pieno zeppo di stereotipi.
Ciò invece non è accaduto: Alessio Cremonini non si schiera e narra gli ultimi sette giorni di Stefano Cucchi con grande intelligenza.

Una delle scene di Sulla mia pelle, film di Alessio Cremonini interpretato da un ottimo Alessandro Borghi.

Al dì là di ciò che uno possa pensare sull’accaduto, dopo aver visto Sulla mia Pelle avrà una percezione diversa. Vivrà “sulla sua pelle” l’inquietudine della famiglia: si sentirà impotente quanto loro di fronte a tutti i rifiuti e gli assurdi cavilli burocratici che hanno condito la triste vicenda. E allo stesso modo, percepirà anche l’impotenza dei medici e delle persone che si erano adoperate per migliorare le condizioni del giovane romano.

Oltre ad Alessandro Borghi, qui in una scena del film, Sulla mia pelle ha nel cast anche Max Tortora, Jasmine Trinca, Milvia Marigliano.

Alessandro Borghi ci restituisce uno Stefano Cucchi che non è un santo, ma è un “uomo”, con tutti i difetti e le debolezze tipiche degli uomini. Borghi è così bravo da farci dimenticare che quello che stiamo vedendo sullo schermo non è Stefano Cucchi. Quella che egli offre al pubblico è una prova magistrale (e di grande coraggio) che lo proietta nell’Olimpo dei giovani grandi attori di cui vantarci anche all’estero.

Chiara Orlando

Venezia 75: la mia recensione di The Sisters Brothers di Jacques Audiard

Quando ho letto che The Sisters Brothers era un western, volevo quasi non vederlo e invece questo film si è rivelato una delle più piacevoli sorprese di Venezia 75.

La voce fuori campo ad inizio film di Joachin Phoenix quando dice: “Hey, we are the Sisters Brothers” ti mette già a sicuro almeno su uno degli attori del cast. Ogni copione che egli tocca si trasforma in pepita d’oro, per cui difficile incorrere in delusioni.

Un’immagine di The Sisters Brothers, pellicola di Jacques Audiard che ha ricevuto il premio per la miglior regia a Venezia

E sebbene il film inizi come il più banale dei western, pian piano prende vita e la trama si fa più interessante.

The Sisters Brothers è un film “veloce” che lascia spazio anche a momenti esistenzialisti. Il merito va a Jacques Audiard che in realtà con questo genere di pellicola c’entra poco, ma a cui riesce a dare la sua consueta intensità, tanto da aggiudicarsi il premio come miglior regia alla 75. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Una scena di The Sisters Brothers con i due protagonisti della pellicola: Joachin Phoenix e John C. Reilly.

Ma non è solo Joachin Phoenix a brillare come una pepita qui, lo è anche il co-protagonista John C. Reilly a cui spetta il ruolo del fratello maggiore impacciato, sfortunato e stufo di fare l’assistente alle risse e alle sbronze del fratello.

Il cast di The Sisters Brothers

Nella pellicola c’è anche Jake Gyllenhaal, il cui volto sembra essere nato per fare western (e molto altro).

C’è molto da vedere in The Sisters Brothers: la famigerata caccia all’oro prende tutte le sfumature più colorate della vita toccando gli affetti, i ricordi del passato, per chiudersi con ciò che ognuno di noi cerca: la serenità.

Chiara Orlando

Venezia 75: Suspiria, la mia recensione del film di Luca Guadagnino

Una premessa: non ho visto la pellicola realizzata da Dario Argento nel 1977 ispirata dal libro De Profundis di Thomas de Quincey, pertanto non posso fare un paragone con il film Suspiria diretto da Luca Guadagnino.
Ma partiamo con ordine: l’hype per questa pellicola era così alto, che era inevitabile che in molti ne rimanessero delusi.

Un’immagine che ritrae Tilda Swinton, una delle protagoniste di Suspiria di Guadagnino

Chi guarderà Suspiria di Guadagnino dovrà calarsi nell’ottica con cui il regista siciliano ha girato la pellicola, ovvero prediligendone l’estetica, dando particolare vigore alle scene di danza e omaggiando la donna. Basterà?
No, ciò non basta, perché sebbene ci siano delle sequenze interessanti, il film non riesce a catturarti completamente.
Non sono una fanatica del genere horror o spatter, ma in Suspiria mi aspettavo delle scene più cruente e grottesche.

Dakota Johnson nel ruolo di Susie Bannion nella pellicola presentata da Guadagnino a Venezia 75

La violenza resta confinata nella trasformazione che subisce una ballerina non appena la protagonista, la giovane ballerina statunitense Susie Bannion (interpretata da Dakota Johnson) che vuole studiare nella prestigiosa scuola di danza di Berlino, inizia a volteggiare in aria di fronte alla coreografa Madame Blanc (Tilda Swinton).

In Suspiria, la tensione non corre lungo tutto il film e ciò è un peccato.
Certo, la città di Berlino grigia e sterile e alcune sale della scuola di danza fanno venire i brividi, ma la cosa finisci qui, mancano le scene in cui sgranare gli occhi per lo stupore o il disgusto.

Una scena di Suspiria, film presentato a Venezia alla 75.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Dakota Johnson e cast in una delle scene di danza di Suspiria

Guadagnino si concentra invece su ciò che ama e che avevamo già visto nelle sue opere precedenti: l’arte. In Suspiria con la musica (le musiche sono di Tom Yorke) e la danza.
Tilda Swinton, ovvero Madame Blanc, dà prova anche in questa pellicola di essere sempre talentuosa e versatile, ma ciò non è sufficiente ad ingentilire il mio giudizio sul film.
Che peccato.

Chiara Orlando

A Star is born, la recensione del film di Bradley Cooper

A Star is Born, film presentato fuori concorso a Venezia 75, segna la prima volta alla regia di Bradley Cooper.
Il canovaccio del film si rifà ad un tema caro a Hollywood e già sviluppato in precedenza: quello della nascita di una stella, così come indica proprio il titolo della pellicola di cui Cooper è anche attore e co-produttore.

Con lui, un’attesissima Lady Gaga nelle vesti di Ally, la ragazza che per puro caso il protagonista Jackson Maine (Bradley Cooper) sente cantare in un bar.
Lei tuttavia è solo una cameriera con l’ambizione della musica: l’incontro fortuito con il re della country music Jackson, le cambierà la vita.
Jackson Maine, la cui popolarità è enorme, paga lo scotto della fama vivendo una vita di eccessi e convivendo con un grosso problema di udito e un fratello manager con cui ha un rapporto conflittuale di odio e amore.

A Star is born, in foto Ally e Jackson (Lady Gaga e Bradley Cooper)

Ally, che grazie a Jakson inizierà la sua scalata nel mondo della musica, si trova a vivere anche la graduale discesa negli inferi del musicista a cui si lega.
In A Star is Born non ci sono novità, né particolari colpi di scena, ma i due protagonisti sono così fedeli alla verità e così sinceri da far dimenticare allo spettatore un copione con qualche cliché di troppo.

A Star is born, Bradley Cooper oltre ad essere regista della pellicola è anche co-produttore e attore

Lady Gaga, si conferma un’artista a tutto campo e conquista i cuori anche di chi ne ha sempre detestato musica o l’iconico personaggio costruito da Stefani Joanne Angelina Germanotta con una buona prestazione di attrice.

Se siete curiosi di vedere una Lady Gaga senza trucco, priva di orpelli e vera, non perdetevi A Star is Born, pellicola in cui i suoi duetti con un sensazionale Bradley Cooper (canta davvero lui nel film), vi faranno tenere i fazzoletti sotto mano in più di qualche occasione.

A Star is born, in foto Allie e Jackson (Lady Gaga e Bradley Cooper) nella pellicola presentata fuori concorso a Venezia

A corollario della storia, l’America dei palchi dei grandi concerti e della voglia di emergere, così come quella dei rapporti difficili.
Ma è comunque l’amore il punto fermo su tutto: quando l’ago della bilancia si sposta e la stella appena nata inizia ad offuscare quella che brilla da più tempo, l’amore di Ally per Jackson sovrasterà tutto.

Chiara Orlando

First Man, recensione del film di apertura a Venezia75

In First Man – Il primo Uomo, film di apertura a Venezia 75, Damien Chazelle racconta la vicenda umana di Neil Armstrong (interpretato da Ryan Gosling) prima di raccontarne l’impresa per cui passerà alla storia.
La scelta del regista permette allo spettatore di avvicinarsi al protagonista di First Man e di comprenderne la natura schiva e i turbamenti che attraversano la vita dell’astronauta statunitense.

First Man, un’immagine tratta dal film di Damien Chazelle

Armstrong, il primo uomo a camminare sulla luna, era noto per il suo carattere introverso ed era dotato di grande sensibilità.
Il dramma della scomparsa prematura della figlia lo segnerà profondamente: ciò sarà per lui motivo di grande turbamento e di consapevolezza dei rischi che comporta portare a termine una missione che pare impossibile al giorno d’oggi, figuriamoci con gli strumenti e la tecnologia di allora.
Chazelle, il regista di Wiplash e dell’acclamato La La Land con cui aveva già aperto La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2017, ci invita a bordo delle navicelle spaziali e non ci risparmia nulla di ciò che vivono gli astronauti in volo, nausea compresa.

Una scena tratta da First Man, film di apertura al Festival di Venezia

Il realismo dei lanci, così come quello della vita quotidiana vissuta dai protagonisti, è senza dubbio una delle armi scelte da Chazelle per farci innamorare di First Man. Sebbene il film sia confezionato alla perfezione per guadagnare milioni di incasso, lascerà senza dubbio lo spettatore soddisfatto.
Chazelle, regista trentenne che vanta già cinque nomination agli Oscars, è noto per la particolare attenzione nel ricostruire l’ambiente dove si muovono i suoi attori: in First Man la sua attenzione al dettaglio è quasi maniacale.

First Man, la locandina del film che ha per protagonisti Ryan Gosling e Claire Foy.

A Ryan Gosling spetta il ruolo del leggendario Neil Armstrong: ingegnere, pilota, astronauta, ma prima di tutto uomo. E il racconto di un Armstrong timido e umile calza a pennello all’attore canadese, appoggiato da una ancora più solida Claire Foy, moglie di Armstrong che, scena dopo scena, si fa sempre più decisiva per la pellicola.

Anche il resto del cast diretto da Chazelle si dimostra all’altezza, offrendo uno spaccato concreto degli otto anni antecedenti al lancio dell’Apollo 11: dall’entusiasmo generale e al desiderio di battere la concorrenza sovietica, per poi finire con le manifestazioni anti NASA di tanti cittadini americani scandalizzati dalle spese esorbitanti delle missioni e dai tanti lanci finiti tragicamente.

 

E se c’è tutto questo in First Man, ciò che manca, motivo delle recenti polemiche, è la scelta di escludere dal film la scena in cui viene piantata la bandiera americana. Ciò ha mandato su tutte le furie molti americani, in particolare “Buzz” Aldrin, ovvero l’astronauta che ha calpestato il suolo lunare subito dopo Neil Armstrong il 20 luglio del 1969. Aldrin ha di recente twittato #ProudToBeAnAmerican dal suo account personale, facendo capire a tutti quale fosse il suo pensiero in proposito. Alla polemica che infuria oltreoceano, Gosling ha risposto dicendo che quell’impresa ha rappresentato un successo e un traguardo per l’umanità intera, non solo per il popolo americano.

Ryan Gosling nel ruolo di Neil Armstrong

Bandiera o non bandiera, First Man fa decollare e permette allo spettatore di vivere una storia che ha segnato non solo un’epoca, ma ha cambiato il modo che avevamo di vedere il mondo intero.

Chiara Orlando

Venezia 2018, si alza il sipario sul Festival del Cinema

C’è chi afferma che il programma di questo Festival di Venezia 2018 sia il migliore di sempre (lo dice anche la stampa estera): dando un’occhiata alla proiezioni che animeranno la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sembra proprio così.
La caccia ai biglietti è stata più agguerrita del solito: nessuno quest’anno vuole rinunciare alla grande emozione di entrare in sala ed applaudire gli attori o i registi che hanno segnato la propria “educazione cinematografica”, o chi fa brillare gli occhi semplicemente perché è una celebrity.
Anche il Lido di Venezia si sta preparando all’evento clou dell’anno scegliendo con cura il papillon da abbinare all’abito con cui accogliere le mega star che arriveranno a frotte al Palazzo del Cinema dal 29 agosto al 8 settembre.

La lista è roba che scotta: dall’attesissimo Ryan Gosling a Lady Gaga, Claire Foy, Emma Stone, Rachel Weisz, Bradley Cooper, Jake Gyllenhaal, Natalie Portman, Jude Law, Dakota Johnson, solo per citarne alcuni.

Bradley Cooper e Lady Gaga nel film A Star is Born, pellicola fuori concorso a Venezia 75

Occhi puntati sui film in concorso: da First Man dell’amatissimo Damien Chazelle, che aveva già aperto Venezia 74 con La La Land, a cui viene dato il compito di aprire la rassegna anche quest’anno. La pellicola ha per protagonisti Ryan Gosling nel ruolo dell’astronauta Amstrong e Claire Foy (Queen Elisabeth di The Crown) nel ruolo di moglie.

Il trailer ufficiale di “First Man” con Ryan Gosling e Claire Foy

Ma al Festival non ci sarà solo First Man: anche The Favourite di Yorgos Lanthimos è molto atteso con le attrici Emma Stone e Rachel Weisz, Suspiria di Luca Guadagnino con Dakota Johnson, The Sisters Brothers di Jacques Audiard con Joaquin Phoenix, William C Macy, Jake Gyllenhaal.

Il trailer ufficiale di “A star is born” con Bradley Cooper e Lady Gaga

Il trailer ufficiale di “The Sisters Brother” con Jake Gyllenhaal e Joaquin Phoenix

Questo è solo un assaggio di ciò che ci sarà a Venezia, ma non mancheranno anche tante altre novità che interesseranno le proiezioni, e poi un’infinità di eventi collaterali, incontri.

Un immagine di First Man di Damien Chazelle, film di apertura a Venezia 75

Il biglietto per vedere in anteprima mondiale First Man me lo sono già assicurato da tempo: se a fine proiezione sarò emozionata come lo ero dopo la proiezione di La La Land nel 2017, sarà un grande festival.
Non perdetevi le prossime news, il mio reportage da Venezia e le recensioni delle pellicole che vedrò per voi.

Buon cinema a tutti! 😉

Chiara Orlando