Monthly Archives: Aprile 2014

Le loro fronde definiscono il perimetro del giardino

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Il Populus Alba – noto a tutti come pioppo –  è un albero piuttosto comune, ma quando le sue fronde si gonfiano col vento, diventa davvero bello. Ce ne sono due che incorniciano il giardino e sembrano cambino colore a seconda del tempo. Con una bella giornata di sole sono di un colore verde chiaro appena sporcato di nocciola, mentre una giornata piovosa diventano grigi.

POPULUS ALBA

Populus Alba, disegno al tratto e matite acquerellabili

Oggi erano di un color verde oliva con delle sfumature grigiastre.

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fronte mosse dal vento, accquaforte su rosaspina

fronde pioppo

Come vi sono riuscite le frittate a San Marco?

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Il mio esordio ai fornelli è avvenuto in assoluto Chiara’s style. Mi ricordo che fino ad allora non sapevo neanche cosa volesse dire bollire un uovo, né probabilmente accedere il gas sotto la pentola. Ebbene, la sera del mio battesimo di fuoco decisi di preparare un flan ai porri.
E questo non perché mi ritenessi un asso in cucina, ma solo perché mi piaceva esteticamente. E sarebbe stato bello da impiattare. A posteriori capisco che, anche se rischioso, non sarebbe stato nel mio stile un esordio con una pasta al pomodoro!
Perché adoro fare cose complicate. La riuscita di un piatto in cucina dipende secondo me da diversi fattori: materia prima, gusto nella presentazione e tempo a disposizione. La mia cucina sta cambiando in funzione proprio di quest’ultimo elemento. E quindi, back to basis! Poco male! Non è detto non si possano fare delle cose semplicissime ma anche belle e gustose.

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La frittata è uno del piatti che non aveva mai riscosso il mio interesse. L’ho sempre trovata “brutta”. Ma, visto che adoro gli aperitivi e adoro avere ospiti, ho capito che poteva essere un piatto vincente perché è veloce e facile da fare, perché è amato dagli ospiti vegetariani e perché sazia. Ma come rendere una frittata interessante?
Taglietela a rondelle con il coppa pasta per esempio! E allora non vi sembrerà più una comune frittata ma una deliziosa croquette!

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le zucchine mondate e pronte per essere tagliate

 Ricetta (ingredienti per 4 persone)

3/ 4 uova

una ciotola di formaggio di latteria tagliato a pezzetti

2 zucchine medie

latte q.b.

pepe

prezzemolo

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la frittata in cottura nella padella antiaderente

Preparazione:

sbattete leggermente le uova in una terrina. Aggiungetevi il formaggio tagliato a pezzetti. Lavate le zucchine e pelatele con lo strumento per renderle a listarelle. La polpa restante riducetela a dadini di piccole dimensioni. Versate tutto nella ciotola con le uova, aggiungete del latte ( q.b.) per ottenere un composto denso. Pepate e aggiungere un pizzico di sale ( qualora il formaggio fosse davvero fresco ). Aggiungete infine un cucchiaio abbondante di prezzemolo. Mescolate in modo da amalgamare bene il tutto. Prendete un tegame antiaderente, spennellatelo con un filo di olio per evitare che la frittata attacchi sul fondo. Accendete il fuoco al minimo sotto la padella e versateci tutti gli ingredienti della ciotola. Lasciate cuocere per circa 20 minuti a fiamma bassissima sino a quando, il fondo del composto avrà preso una colorazione dorata. Aiutandovi con una paletta di legno, sollevate gli angoli della frittata per controllare che la cottura sia ben uniforme e che il fondo si stacchi facilmente dal tegame. Spegnete il fuoco. Posizionate un piatto al contrario sopra il tegame e, avendo cura di non scottarvi, girare il tegame sotto sopra in modo da far cadere la frittata sul piatto per girarla. Attendete qualche minuto che la frittata si raffreddi e poi, aiutandovi con un coppa pasta ricavate delle formelle circolari di frittata.

la frittata impiattata assieme a delle carotine con olive taggiasche e capperi

la frittata impiattata assieme alle carotine con olive taggiasche e capperi

12 minuti e 36 secondi

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I L    C A M P O   D I   G I R A S O L I    S F I O R I T I

Quando i girasoli fanno bella mostra in estate nelle nostre campagne, non possiamo fare a meno che ammirarli in tutto il loro splendore. Guardano al sole e ne catturano ogni singolo raggio. Amiamo il loro colore giallo oro, le foglie verdi e il loro fusto solido e vellutato. Io li apprezzo anche da sfioriti perchè diventano una vera manna per chi adora il disegno al tratto: non leggo la tristezza di qualcosa che sta per finire, ma colgo la loro bellissima trasformazione.

La natura ci regala davvero meraviglie.

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Ah… 12 minuti e 36 secondi, è il tempo che mi è servito a fare il disegno. Da arrugginita 🙂

Il crostino: una vera leccornia

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LE  TRE  “S”

A mio parere sono due i posti nella provincia di Pordenone e in quella di Udine, dove si preparano crostini di altissimo livello.
Il primo è la famosa Osteria al Cappello di Udine, dove non ho mai capito chi fa quegli incantesimi ( il gatto?); e il secondo è la mia adorata Osteria agli Stemmi di Brugnera. I classici posti dove uno mi deve portar via a forza. Perchè ci resterei giorni interi. L’unica ragione per cui, dopo una prima fase iniziale, cerco di spegnere il mio entusiasmo, è che temo la Stradale di Spilimbergo. 😉

Al Cappello riesco a trasformarmi in vero rugbista ( prima vedo se c’è in giro qualcuno che mi conosce …) per piazzarmi davanti al gattone e fare meta con un super ordine di crostini a volontà e vino che eviterà la coda per quei buoni 45 minuti. Mi è antipatico starmene lì in piedi però, perchè, da portatrice sana di tacchi, almeno quando si mangia è preferibile starsene seduti.

L’Osteria agli Stemmi di Brugnera ha un biglietto da visita che fà già capire molto bene di che pasta sono fatti i gestori: “ Consigliamo tutto, tranne con chi berlo ”.
Wow. Potere della sintesi. Il buon Massimo Boscaia, un pò Totò, un pò gondoliere veneziano ( sà imitare perfettamente qualsiasi dialetto ), si esibirà nel suo show creativo del crostino “ daleccarsiibaffi ” ( ! ) .
Una sera, gli ho chiesto se mi faceva un tagliere di crostini.
– “ Con cosa te li faccio” – mi chiede
– “ Mi va bene tutto tranne che con le acciughe ”- rispondo io.
Capisco di aver sbagliato risposta, quando mi arriva vicino con una scatola in latta ( graficamente invitante e che mi aveva già conquistato ) con acciughe della Cantabria. Vere pepite d’oro.
Inutile dirvi che erano qualcosa che si avvicinava al paradiso.

Ma allora quali sono le regole per preparare un gran crostino?
A mio avviso devono esserci le tre “s”:
il crostino dev’essere:
– sfizioso
– sudato
– saporito

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eccolo qui: sfizioso, sudato e saporito!

Domenica, giorno in cui mi sono imposta di fare solo cose creative, mi sono messa a preparare qualche crostino nuovo.
Me n’è uscito uno che se non si piazza dopo i crostini di Boscaia e quelli del Cappello, è certamente tra i top 10. Una vera leccornia.

Ingredienti:

pane tipo zoccoletto ( va bene sia nella variante semplice che con le olive )

indivia belga

Rhum ( miele per gli astemi )

pancetta stufata

formaggio di latteria

aceto balsamico invecchiato ( o crema densa di aceto balsamico )

capperi sotto sale

olive taggiasche

pepe

sale

fior di sale

un rametto di timo

Preparazione:

Pulite l’indivia belga e tagliate il cespo in quattro parti. In questo modo sarà più facile da disporre sul crostino. Aggiungeteci una manciata da capperi lavati dal sale. Aggiungete qualche oliva taggiasca e sfumate l’indivia belga col Rhum.  Il Rhum servirà a togliere l’amaro che ricorda molto quello del radicchio di Treviso. Se siete astemi potete mettere un cucchiaino di miele che avrà la stessa funzione. Regolate di sale e pepe. L’indivia si cucina in brevissimo tempo.

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L’indivia belga nella casseruola. Pronta per essere sfumata col Rhum.

In un tegame antiaderente cucinate la pancetta e trasferitela, avendo cura di scolarla dal grasso, su di un piatto.

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i due tegami: rispettivamente con la pancetta e con l’indivia in cottura

Disponete l’indivia belga sul pane tagliato a metà. Posizionate una fetta di pancetta sopra l’indivia e continuate con una fetta spessa di formaggio di latteria. Aggiungeteci una seconda fetta di pancetta. Mettete i crostini su di una leccarda in forno a 180° fino a quando il formaggio non inizierà a “sudare”. Togliete dal forno i crostini. Lasciate cadere qualche goccia di aceto balsamico raddensato o crema di aceto balsamico già pronta, sulla pancetta stufata. Disponeteci sopra qualche oliva del fondo di cottura della verdura e impreziosite con un rametto di timo. Chi ama come me il fior di sale, può macinarne sopra un filo ma senza eccedere in quanto formaggio e pancetta sono già molto saporiti.

E così in barba alla Stradale di Spilimbergo mi sono mangiata un crostino “serio” , bagnato da una buona bolla, rimasta per miracolo sigillata in frigo.

Cheers!

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Il paradiso in giardino e il paradiso sul piatto: che scegliere? Entrambi!

Osteria al Cappello

via paolo sarpi 5, 33100 Udine.

tel: 0432 299327

e-mail: info@osteriaalcappello.it

www.osteriaalcappello.it

Giorno di chiusura: LU

orari: MA- DO 10:30-23:30

 

Osteria agli Stemmi

Via Vittorio Veneto, 28

33070 Brugnera, Italy

tel: 335 736 4990

www.osteria.stemmi@facebook.com

giorno di chiusura: ME

Chiara’s room @ Angiolo D’Andrea

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U N A    P I C C O L A    G R A N D E    M O S T R A

Ieri è stata inaugurata la mostra “Angiolo D’andrea – illustratore” presso la sala consiliare del Comune di San Giorgio della Richinvelda.
Si aggiunge così un nuovo tassello volto alla comprensione della figura complessa del D’andrea, artista nato nel 1880 a Rauscedo, capace di districarsi tra svariate tecniche artistiche; non per ultima quella dell’illustrazione.

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sullo sfondo: le “stoffe moderne” cent’anni dopo e la splendida riproduzione del mosaico del Bar Camparino realizzato da Lucio Bertoia

Una “piccola grande mostra” a San Giorgio della Richinvelda, organizzata in concomitanza con quella che lo celebra a Pordenone, inaugurata qualche giorno prima.

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La mostra è allestita nella sala consiliare e quindi visitabile anche in orario di apertura degli uffici del comune. Vale la pena essere visitata per le splendide copertine originali e per le grandi tele riprodotte dalle tavole di Angiolo D’andrea “Stoffe moderne” del 1908, ma che sembrano rubate alle collezioni di moda più all’avanguardia. Quando mi è stato chiesto di realizzare due composizioni floreali per la mostra, ho accettato con grandissimo entusiamo: quando mai mi potrà capitare di avere uno scenario così “prezioso” per i miei vasi ?

Ho deciso di lavorare con dei volumi leggeri e usare fiori minuti che riprendessero le tinte delle stoffe che campeggiano sulla parete di fondo. I lillà, i viburni ancora verdi, una base di rosso amaranto e delle foglie allungate per aumentare la profondità dei bouquets.

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Ho sintetizzati invece i tratti grafici e gli steli allungati delle stoffe del D’Andrea con rami secchi ( che adoro ) e che sembrano armonizzare il tutto.

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libri e riviste illustrati da Angiolo D’Andrea

Una visita all’esposizione merita davvero: per le meraviglie di un nostro grande artista del passato, ma anche per lo sforzo organizzativo fatto da quanti si dedicano con grande passione e dedizione ad eventi che promuovono cultura e bellezza del luogo.

Angiolo D’Andrea Illustratore

Sala Consiliare del Comune di San Giorgio della Richinvelda (PN)

Date e Orari:

12 Aprile – 21 Settembre 2014

9.30 – 12.30 lunedì, martedì’, mercoledì, venerdì e sabato

15.30 – 18.00 mercoledì

15.30 – 18.00 la prima domenica di ogni mese

Visite guidate ai ” luoghi di Angiolo”, su prenotazione, a cura della Pro Loco di San Giorgio della Richinvelda, prima domenica di ogni mese dalle 15.30  alle 18.00 ( tel. 348 6443824 ).

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