Monthly Archives: Marzo 2015

SECRET GARDEN

Secret garden

UN PICCOLO (NEANCHE TANTO) PEZZO DI PARADISO

E’ una giornata dal cielo coperto e non soleggiata come quella di ieri, ma comunque che fa venire voglia di stare all’aperto. Impossibile non stare un attimo fuori in giardino ad ammirare i colori che stanno riprendendo vita dopo questo inverno bizzarro. Passeggiando in giardino continuavo a pensare a tutta la marea di cose che devo fare. Argghh!!

Poi sono rientrata in casa e ho digitato su YouTube una canzone che ero sicura mi ridesse pace e così è stato.

E’ Secret Garden. E tutto improvvisamente mi è sembrato possibile.

Chiara Orlando

a magic atmosphere for the weekend

Bruno Paillard

UN CLASSICO TRA I CLASSICI

Uno dei motivi per cui amo il sabato è perché riesco a fare una passeggiata in giardino per raccogliere i fiori per i vasi. Questa mattina ho deciso di non fare composizioni complicate e di lasciare spazio solo ai narcisi e agli ellebori. Ho messo il cestello di Paillard sopra a questo mobile vecchio che ricorda i mobili decorati di Cortina. Non è un pezzo pregiato, ma mi piace per quel verde insolito che uno zio ha usato quando è stato risistemato. Oggi mi piace ancora di più perché mi sono accorta che i suoi decori hanno le tonalità degli ellebori. Che colpo di fortuna!

Ma veniamo alla composizione: in genere ho la mania di fare “i miei altarini” con i rami e con altro verde, ma in questo caso mi sembrava stridessero. Sarebbero stati davvero in più.

Chiara Orlando

“HARRY BERTOIA – DALLA NATURA AL SEGNO” CHIUDE DOMENICA 29

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“HARRY BERTOIA – DALLA NATURA AL SEGNO”, PORDENONE, GALLERIA HARRY BERTOIA

Chiude domenica 29 marzo la doppia mostra Dalla natura al segno, omaggio a Harry Bertoia, nel centenario della nascita, allestita nelle 2 sedi di Pordenone (Galleria Bertoia) e Arzene (Casa natale) per iniziativa del Comune di Pordenone e degli amici di Harry Bertoia. Un percorso espositivo che permette di avere una visione  organica del lavoro di questo scultore e designer di fama internazionale. Partito dalla piccola Arzene, nel 1937 Bertoia si iscrisse alla Cranbrook Academy of Art di Bloomfield Hills di Detroit, molto legata al movimento moderno europeo. Nel 1942 ricevette l’incarico della direzione del laboratorio di stampa alla Cranbrook Academy, dove sperimentò tecniche nuove, producendo i primi monotipi. “Nella sua metodologia – spiega Angelo Bertani – si possono notare influenze dal surrealismo, dall’automatismo psichico, dalla psicologia analitica, ma mantenendo sempre una concezione fluente e organica dello spazio, da cui emergono alcune forme, apparentemente affini a quelle della natura ma in realtà materializzazioni dell’immaginazione creativa. Sperimentatore all’ incessante ricerca di una propria originale espressione artistica, ebbe come punti di riferimento le coordinate formali del costruttivismo e le suggestioni preformali provenienti dal surrealismo.  Questo suo conciliare gli opposti – che troviamo anche nella  Diamond Chair , accogliente e protettiva come un grembo generativo eppure saldamente costruttivista – è tratto caratteristico della sua genialità. Accomodandosi su una Diamond  ci si sente sospesi nello spazio geometrico di un’architettura moderna, ma anche accolti nelle braccia protettive della natura che ci circonda: ora materna ora seducente e sensuale. I monotipi esposti in mostra  costituiscono sorta di diario grafico-disegnativo, che testimonia la qualità della sua ricerca. La visione comparata dei monotipi e delle sculture evidenzia inoltre le relazioni e gli scambi reciproci tra queste diverse forme d’espressione. La discendenza grafica di certe configurazioni scultoree è comprovata anche dal video Metal Dimensions. Famosissime sono le scultura sonore, le cui origini formali che risalgono alle ricerche grafico-lineari degli anni ’40, con cui egli anticipò di alcuni anni le ricerche di altri sul rapporto tra scultura e suono, sia sugli aspetti visivo-cinetici e performativi; inoltre gli undici LP da lui incisi hanno di fatto aperto nuovi orizzonti alla musica contemporanea sulla via che stava conducendo verso le sonorità elettroniche”.

Clelia Delponte / Comune di Pordenone

Mario Vidor da BID ON fashion

Palazzo Ducale

Saranno le atmosfere dei luoghi storici di Venezia quelle che vedremo da BID ON fashion sabato 28 marzo.

Mario Vidor ama fotografare diversi scorci della città lagunare, ma dice di amare tra tutti l’Isola di San Giorgio. Un po’ per via della sua posizione ed un po’ per l’atmosfera magica che ancora conserva.
Dell’arte fotografica di Mario Vidor ci sono due aspetti che saltano agli occhi: il primo è l’uso delicato del colore che fa spiccare uno o più elementi dal contesto. Il secondo è il tipo di taglio fotografico che l’autore, vista l’esperienza raggiunta, riesce a dare all’immagine con grande rapidità ed efficacia.

Santa Maria Formosa, Mario Vidor

Santa Maria Formosa, Mario Vidor

Ma prima di arrivare alla fotografia, Vidor ha sperimentato diverse tecniche artistiche. Una tra tutte la pittura che gli servirà proprio per trasferire la sua passione per il colore e la prospettiva in fotografia.

Isola di San Giorgio, Mario Vidor

Isola di San Giorgio, Mario Vidor

La fotografia di Mario Vidor prevede un lavoro di post produzione di grande competenza, ma che lui usa esclusivamente per la saturazione del colore. Seppure di primo acchito guardando le sue opere abbiamo la sensazione di essere catapultati nel passato, vi è anche la sensazione di una nuova contemporaneità.
-“Cos’è che l’affascina quando fotografa?”- ho chiesto a Mario Vidor -“Lo spazio o l’idea di poter fermare per sempre un’istante?”
-“Quello che mi affascina di più è che la fotografia rende fisso quello che ci sta davanti e che poi con il tempo viene modificato”- ha risposto il fotografo di Farra di Soligo.

Ponte di Rialto, Mario Vidor

Ponte di Rialto, Mario Vidor

Quella da BID ON fashion sarà una mostra che vi darà modo di vedere una Venezia lontana dai classici stereotipi e che vi darà modo di vivere i suoi gloriosi momenti storici, come pure quelli contemporanei.

Chiara Orlando

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Mario Vidor: http://www.mariovidor.com/

Arte Contemporanea 2015 – Mario Vidor e Renato De Marco
Inaugurazione sabato 28 Marzo alle ore 18.00 
BID ON fashion – Via Enrico Fermi, 24 Fossalta di Portogruaro (VE)

www.bidonlascarpa.com

www.bidon.gushmag.it

la mostra sarà aperta sino al 6.06.2015 con i seguenti orari:
LUNEDÌ
15:00-19.00
MARTEDÌ – DOMENICA:
9:00-12:30 15:00-19.00

La scultura di Renato De Marco da BID ON fashion

Dimensioni parallele banner

Nel corso di questi anni Renato De Marco si è dedicato a diverse tecniche espressive, ma saranno le sue sculture ad essere presentate sabato 28 marzo da BID ON fashion per la rassegna Arte Contemporanea 2015 curata da Alessandra Santin.

Designer ed architetto, nella sua opera scultorea sente la necessità di contrastare il caos con l’ordine per ristabilire un armonico equilibrio d’insieme. Seppure palpabile la formazione di architetto, questo aspetto nella sua opera non è totalizzante, ma va inteso come semplice orientamento verso la plasticità delle forme.

Cunei ferro

Cunei d’infinito, Renato De Marco

Materiali naturali come il legno contrastano altri tipi di superfici. Queste esplicite opposizioni materiali incarnano il concetto di “dualità” all’interno dell’opera di De Marco. Per l’artista infatti è solo attraverso l’espressione della contraddittorietà fisica che si riesce ad evidenziare simultaneamente quell’aspetto sfuggente dell’esistenza rappresentato dagli opposti complementari.

L’artista ha saputo coltivare ed accrescere nel tempo il dono innato della conoscenza dei materiali. E a chi si chiedesse se nutre delle preferenze per un materiale piuttosto che un altro, risponde di amare sia il legno che il ferro in egual misura. E di non escludere neppure che la sua instancabile “curiosità”, un domani, possa portarlo ad indagare su qualcosa di completamente diverso.

Dimensioni parallele

Dimensioni parallele, legno e ferro. Renato De Marco

Renato De Marco raccoglie gli spunti per realizzare le sue opere ovunque: non v’è preclusione in tal senso, ciò che conta è un’indispensabile predisposizione all’indagine e alla curiosità, il saper guardare alle cose con occhi sempre diversi.
Quando ci riferiamo alle sue opere, parliamo di “sculture architettoniche”, ma viene spontaneo chiedersi quanto sia importante anche lo scenario architettonico che le ospita. De Marco così afferma: -“A mio avviso, in senso generale è importante che il “contenuto” ed il “contenitore” possano trarre reciproco vantaggio dal proprio interfacciarsi. Questo può avvenire in termini di consonanza formale tra i due, ma a volte è vero soprattutto il contrario, e ciò dipende dal contesto in cui, di volta in volta, ci si trova ad operare.”-

Chiara Orlando

logo

 

 

 

Renato de Marco: http://renatodemarco713.blogspot.it/

Arte Contemporanea 2015 – Renato De Marco e Mario Vidor
Inaugurazione sabato 28 Marzo alle ore 18.00 
BID ON fashion – Via Enrico Fermi, 24 Fossalta di Portogruaro (VE)

www.bidonlascarpa.com

www.bidon.gushmag.it

la mostra sarà aperta sino al 6.06.2015 con i seguenti orari:
LUNEDÌ
15:00-19.00
MARTEDÌ – DOMENICA:
9:00-12:30 15:00-19.00

TRIO di Arrigo Cappelletti, 24 Marzo ore 20.45 – Biasin Concert Hall, Azzano Decimo

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24 MARZO, ore 20.45 Biasin Concert Hall, Azzano Decimo, Pordenone
TRIO di ARRIGO CAPPELLETTI
Arrigo Cappelletti Pianoforte – Furio Di Castri Contrabbasso – Bruce Ditmas Batteria

Serata per Paul Bley

Sarà una serata per Paul Bley, quella proposta dal Trio di Arrigo Cappelletti alla Biasin Concert Hall di Azzano Decimo (Pn) martedì 24 marzo alle 20.45. Una formazione, quella del trio con pianoforte, particolarmente amata da Cappelletti, per la sua essenzialità che la avvicina alle esperienze spirituali zen, rinunciando a effettismi e manierismi per disvelare l’anima dei musicisti in contrapposizione alla musica prodotta artificialmente per il mercato. Essa infatti accompagna Arrigo Cappelletti lungo tutto la sua storia musicale, dal primo album Residui del 1982, a quello del 2005 Live in New York. Negli anni Cappelletti ha messo a confronto il suo jazz con musiche “altre”: dal tango argentino (è stato tra i precursori del tango-jazz in Italia) al fado portoghese, dal lied romantico e novecentesco all’avanguardia colta e ultimamente all’Africa di Abdullah Ibrahim. In quest’occasione Arrigo Cappelletti, che si presenta in compagnia di due celebri musicisti, il contrabbassista Furio Di Castri e il batterista americano Bruce Ditmas, che con il suo maestro Paul Bley hanno registrato molti dischi dagli anni Settanta a oggi, fa esplicito omaggio alla figura di Paul Bley, cui ha dedicato anche un libro, “Paul Bley: La logica del caso”, tradotto in inglese (primo libro di un jazzista italiano) con il titolo “The Logic of Chance”.
Arrigo Cappelletti si è dedicato al jazz realizzando 18 dischi a suo nome di cui almeno 4 hanno avuto importanza nella definizione di una via italiana al jazz, fatta di lirismo, introspezione e collegamenti con altre culture. Vanta collaborazioni con Soloff, Philips, Elgart, Hebert, Hirshfield e molti altri. Attualmente è docente principale di jazz al Conservatorio di Venezia.
Bruce Ditmas sin da giovanissimo suona con cantanti del calibro di Judy Garland, Sheila Jordan e Barbara Streisand. Negli anni ’70 diventa esponente di spicco dell’avanguardia newyorkese suonando con Paul Bley, Steve Kuhn, Jaco Pastorious e soprattutto con l’orchestra di Gil Evans, pietre miliari nella storia del jazz. In Italia suona soprattutto con il quartetto di Enrico Rava.
Furio Di Castri suona con nomi di spicco della scena internazionale come Petrucciani, Galliano, Baker, e nazionale come Urbani, Salis, Fresu, Rava. Premiato nel 1989 tra i migliori talenti europei al New Jazz Meeting di Baden Baden, nel 2007 ha vinto il premio Insound come migliore contrabbassista italiano e nel 2008 è stato selezionato per il World Bass Festival di Stuttgart e per la convention Bass2008 di Parigi. Dirige il TorinoJazzLab, in collaborazione con il Conservatorio e l’Università di Torino. Collabora a diversi spettacoli teatrali con Beppe Servillo, Lella Costa, David Riondino; compone sonorizzazioni ambientali per l’arte contemporanea e improvvisazioni per la danza contemporanea Nel 2009 il suo album Zapping ha ottenuto una nomination come Best jazz album agli Italian Jazz Awards.

Clelia Delponte

Chiara’s room e la caccia ai pezzi di design: Le Corbusier LC4

Le Corbusier LC4

E’ uno soppalco minimal quello che ospita la Chaise-Longue LC4 di Le Corbusier. In questo spazio la troviamo in pelle con pelo e poggiatesta nero. La poltrona è ad inclinazione variabile con struttura cromata lucida o verniciata nera opaca. E’ una caccia al pezzo di design di tutto rispetto quella odierna, ma la cosa non si fermerà qui. Vi racconterò di questa realizzazione e dell’arredamento che è stato inserito da Poloni Arredamenti nel prossimo articolo della rubrica “Abitare con l’anima”.

Stay tuned.

Chiara Orlando

 

Poloni & C. s.a.s. via Treviso 96 – Signoressa di Trevignano Tv – Italy
Orari di apertura showroom:
Dal lunedi al venerdi 9.00-12.00 • 15.30-19.30 Sabato 10.00-12.00 16.00-19.30 Domenica chiuso
Telefono +39.0423.819875 – Fax +39.0423.670633
http://www.poloniarredamenti.it/
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