Monthly Archives: Luglio 2015

Ballate di china: Spilimbergo, piazza Duomo

Spettacolo di musica e disegno con Erica Boschiero e Paolo Cossi

È tutto pronto per domani sera per Ballate di China. Sarà proprio questo spettacolo ad aprire alle ore 21.15 in Piazza Duomo a Spilimbergo Arabesque, la rassegna di concerti che farà da quinta sonora ai Corsi internazionali di perfezionamento musicale a cura dell’istituto musicale Fano. A Paolo Cossi e Enrica Boschiero spetterà il compito di realizzare uno spettacolo insolito e stimolante grazie alla fusione di arte figurativa e musicale. Nella serata di domani infatti, una storia diventerà musica e si trasformerà successivamente in disegno.

ballate di china

Erica Boschiero è cantautrice e cantastorie e fa parte dell’Associazione Ambasciatori in Musica, associazione che rappresenta la musica italiana in diversi contesti internazionali. L’artista vanta diverse dirette televisive e radiofoniche e ha vinto diversi premi e riconoscimenti. Solo pochi giorni fa le è stato assegnato il Premio Lunezia Future Stelle per il suo ultimo disco Caravanbolero. Sarà proprio la Boschiero, accompagnata da tutta la sua band al completo, ad essere la “voce narrante” della serata.
Al Pordenonese Paolo Cossi, artista del fumetto con ben quindici libri pubblicati sia in Europa che in Corea, spetterà il compito di tradurre e raccontare con il disegno al tratto, le parole e la storia.

Appuntamento da non perdere dunque domani sera con Ballate di China a Spilimbergo in piazza Duomo. In caso di maltempo, la serata si terrà all’interno del Cinema Miotto.

Ballate di China, mercoledì 29 luglio, Piazza Duomo Spilimbergo (PN)

Chiara Orlando

Michele Bertolini: i dieci film della mia vita

In tempi non sospetti, quando mai avrei pensato che uno dei miei sogni potesse prendere forma, mi era venuta voglia di inserire all’interno del blog una sezione dedicata al cinema. Un post scritto da Michele Bertolini, docente all’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo e grande appassionato di cinema, mi aveva fatto capire che quello poteva essere lo spunto giusto per iniziare una piccola rubrica legata alla mia passione per il cinema. Ed è proprio con la sua introduzione a “I dieci film della mia vita” che ho il piacere di iniziare questo nuovo appuntamento di Chiara’s room. Michele Bertolini ci parlerà dei film a cui è più legato con cadenza settimanale, sino ad arrivare in cima alla sua top list. Buona lettura.

Chiara Orlando

 

I dieci film della mia vita

Se Flaubert consigliava di leggere per vivere, lo stesso consiglio potrebbe essere esteso al cinema? Ogni film che abbiamo visto non si deposita nella memoria come un tassello della nostra personale biografia, evocando momenti della nostra esistenza, suggerendo percorsi, stimolando lo sviluppo di passioni o interessi ulteriori, che non si esauriscono nella semplice visione dell’opera? Posto di fronte al difficile, forse impossibile, compito di scegliere i dieci film della mia vita, gioco continuamente cangiante come un prisma colorato in movimento, in quanto sottoposto esso stesso alle trasformazioni del tempo e della memoria, sono spinto quasi naturalmente a evocare insieme a un film l’esperienza storica della visione di quell’opera, il valore che ha assunto per la mia esistenza futura, la maniera in cui la pellicola proiettata sullo schermo, come ogni opera d’arte, si è poi tradotta e sciolta in pensieri, immagini, sentimenti, azioni, dubbi, propositi. Un film non è solo un’opera o un oggetto culturale: parlare di un film significa evocare l’esperienza personale della visione di quell’opera, le circostanze, casuali o necessarie, fatali o contingenti, che ci hanno spinto, in un pomeriggio autunnale e umido di pioggia verso quella sala, quell’autore, quegli attori, quella storia.

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La scena finale di Pickpocket di Robert Bresson

Dieci film sono troppo pochi, mi dico. I dieci film che avrei scelto dieci o quindici anni fa, non sono gli stessi dei dieci film scelti oggi. Questa selezione è sottoposta a una continua re-visione, letteralmente, a un ripensamento che dipende dal mutare del gusto, della sensibilità, dell’atteggiamento generale verso la vita, e prima di tutto dalle continue, nuove visioni dei film. Ma in fondo si tratta di un gioco, e come tale dev’essere accettato. Anzi, ripeto a me stesso che alla fine non contano tanto i titoli scelti, quanto piuttosto l’esperienza di vita che quei titoli suggeriscono: i titoli sono un’occasione per pensare al valore del cinema per la vita, al rapporto decisivo fra arte ed esperienza. Ogni titolo è per me un omaggio e un atto di amore verso un regista di cui selezionerei l’intera opera, se potessi; e il film scelto spesso non rappresenta ai miei occhi il capolavoro del suo autore, l’opera d’arte più compiuta, quanto piuttosto il momento di un incontro, di un contatto con quell’autore, con quell’esperienza specifica. A volte, come nel caso di Robert Bresson (Pickpocket), è il primo film che ho visto di quel regista, un primo bacio da cui difficilmente sono riuscito a staccarmi: un’epifania, una rivelazione improvvisa, l’incrocio di sguardi di un primo amore.

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Marcello Mastroianni in 8 1/2 di Federico Fellini

Riconosco il valore artistico superiore di altri film del regista francese, ma non posso che scegliere Pickpocket: d’altra parte l’amore trasforma anche i difetti in virtù, e la lista dei miei dieci titoli è soprattutto una promozione personale di affetti. Oppure, è forse l’incontro aurorale con il cinema stesso e con la sua magia, come nel caso del Settimo sigillo di Ingmar Bergman, visto quasi di soppiatto in un’aula scolastica a 17 anni: il momento della rivelazione del cinema come arte. Di alcuni film ho condiviso la storia, la morale, la concezione del mondo, in un processo di identificazione che la filmologia come la semiologica o la psicanalisi del cinema non cessano di indagare; di altri soprattutto lo stile, la forma, il ritmo del montaggio. Ogni film evoca una storia, un racconto di vita che insegue le esistenze personali al di là della pellicola, di ciò che scorre sullo schermo. Sono queste storie, queste esperienze che cercherò di raccogliere nelle righe che leggerete.

Michele Bertolini

Moroso: Little Albert per la caccia al design

moroso

E’ Moroso oggi il protagonista della mia consueta caccia ai pezzi di design, anche se in realtà in questa immagine sono tanti i grandi pezzi di design che andrebbero citati. Dell’azienda di Cavalicco, paesino alle porte di Udine, è il celebre modello disegnato da Ron Arad ad essere stato scelto da Poloni Arredamenti per questo rustico a Venezia.

La poltroncina Little Albert, disegnata dal designer londinese per Moroso ormai 15 anni fa,  appartiene alla serie Victoria and Albert Collection. Little Albert è diventata sin da subito un pezzo vendutissimo perché combina il design innovativo alla seduta estremamente confortevole. Qui la troviamo di un rosso vivace a ridosso dell’angolo relax dei padroni di casa che si sono affidati a Marco ed Enrico Poloni per questo spazio in cui non manca il buon gusto italiano sia nei lavori di ristrutturazione, sia nei pezzi d’arredamento inseriti.

Chiara Orlando

 

Poloni & C. s.a.s. via Treviso 96 – Signoressa di Trevignano Tv – Italy
Orari di apertura showroom Dal lunedi al venerdi 9.00-12.00 • 15.30-19.30
Sabato 10.00-12.00 16.00-19.30 Domenica chiuso
Telefono +39.0423.819875 – Fax +39.0423.670633
E-mail: info@poloniarredamenti.it
www.poloniarredamenti.it

the sketch diary: day 3

Day #3 per the sketch diary, la mia raccolta di disegni ispirati alla galleria fotografica di Instagram di Enrica Caretta. Una breve anticipazione l’avevo già fatta i giorni scorsi e sono felice di non aver tradito le vostre aspettative cambiando soggetto. E’ infatti una splendida porta in Sicilia quella che ritraggo in questo rapido schizzo fatto da me stamani per the sketch diary. Inutile dire che l’atmosfera dello scatto della Caretta, ma anche il mio disegno mi fanno subito pensare alla Vigata del buon Montalbano. Oggi non mi dispiacerebbe affatto vedere entrare nel cortile una vecchia Fiat Tipo grigio scura con dentro il Commissario. E sono pure certa che le nostre affinità andrebbero oltre all’amore per un buon piatto di arancini e un calice di vino di Rosso Antonello.

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Curiosi di sapere a quale foto di Enrica Caretta mi sono ispirata per questo day #3 dello Sketch diary? Eccovi qui il link alla sua galleria: https://instagram.com/enricacaretta

Chiara Orlando

Enzo Morson e le strutture geodetiche

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E’ una piccola grande mostra quella che presenta Enzo Morson all’interno della Galleria Celso e Giovanni Costantini di Castions di Zoppola.

La sala della Galleria a lui destinata è molto curata e valorizza alcuni dei suoi pezzi più significativi. Anche se i progetti da lui realizzati sembrano più’ indirizzati agli addetti ai lavori (architetti e ingegneri), risultano graditi anche ad un pubblico variegato che si ferma ad osservare curioso delle strutture in legno e metallo tanto futuristiche, quanto attuali.

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Morson nasce falegname e prima di compiere trent’anni diventa modellista per un architetto che lavora per una nota azienda produttrice di apparecchi televisivi. Sono cinque anni che segnano il suo percorso: da allora non abbandonerà mai il lavoro manuale, mezzo necessario per poter esprimere nella maniera più completa un progetto. Il legno usato per le strutture geodetiche è la robinia (acacia), il bambù e il bosso che con il suo particolare peso specifico risulta essere uno dei pochi legni che anche secco non rimane a galla, ma va bensì a fondo.

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La mostra prosegue nella corte interna del palazzo, dove è allestita una struttura geodetica di dimensioni più grandi. A differenza di ciò che normalmente accade nelle mostre d’arte, l’artista invita a toccare l’opera per avere prova della sua leggerezza e solidità.

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La sfera geodetrica esposta nella corte della Galleria che l’arista invita “toccare”

Un’altra caratteristica che non va trascurata è il fatto che queste strutture geodetiche sono inscrivibili con grande facilità nello spazio e pertanto sono in grado di offrire innumerevoli possibilità di sviluppo architettonico.

enzo morson strutture geometriche

Buckminster Fuller fu il primo inventore ed architetto che si occupò di cupole geodetiche e proprio a centoventi anni dalla sua nascita, il 12 settembre 2015, Enzo Morson apre la sua esposizione in Galleria Celso e Giovanni Costantini.

L’attenzione dello spettatore deve tuttavia andare oltre ai modelli in legno realizzati da Morson: questi elementi vanno letti come punto di partenza per una nuova concezione abitativa, di cui nessuno sino ad ora si è mai interessato. Seppur è vero che anche Norman Foster, Shigeru Ban e lo stesso Fuller, hanno realizzato dei progetti con elementi geodetici, lo hanno fatto per progetti di ampia scala. Enzo Morson desidera concentrarsi invece sull’utilità straordinaria di queste strutture applicate all’abitazione, specie quella unifamiliare. Un’idea confermata anche da tanti architetti che già negli anni trenta pensavano che la casa dovesse venire ri-concepita integralmente.

enzo morson strutture geodetriche

Un’ultima nota va spesa per le due strutture di grandi dimensioni allestite nel giardino dell’abitazione di Enzo Morson. Una struttura geodetica di una decina di metri vi darà l’impressione di essere racchiusi in una figura geometrica e una sorta di land art ad hoc. A pochi metri di distanza una seconda struttura, realizzata in bambù scaldato prima di essere piegato, è la somma di due semisfere perfette.

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Una delle due grandi strutture geodetiche allestite nel giardino dell’abitazione di Morson

Una piccola grande mostra dunque, che va vista come un punto di partenza per altri suggestivi progetti in cui Enzo Morson farà fruttare la sua abilità di falegname per un concetto architettonico davvero innovativo.

Chiara Orlando

 

Strutture geodetiche, le esplorazioni di Enzo Morson
Galleria Civica d’arte “Celso e Giovanni Costantini”

In collaborazione con: Galleria Civica d’arte “Celso e Giovanni Costantini” e Comune di Zoppola
info: Ufficio Cultura del Comune di Zoppola (PN) – cultura@com-zoppola.regione.fvg.it – www.comune.zoppola.pn.it

Piazza dell’Indipendenza 2, Castions di Zoppola (PN)
dal 12 luglio al 20 settembre 2015
sabato e domenica 15:00- 19:00, ingresso libero

Casa Morson
Via Casarsa 86, Orcenico Superiore di Zoppola (PN)
dal 12 luglio al 20 settembre 2015
sempre aperto ingresso libero

Jack Nicholson vs Chiara’s room

E’ uno di quei libri che bisogna assolutamente avere in casa, quello che ritrae un Jack Nicholson a cui ho voluto un po’ ispirarmi per uno scatto sotto il sole cocente in giardino.

“I don’t have two lifes”, così scrive Annie Liebovitz, nella prefazione del libro A Photographer’s Life, 1990-2005, un libro che ritrae perfettamente la personalità dei soggetti. Anch’io non ho due vite, ed è per questa ragione che quest’anno ho deciso di non perdere un minuto. O meglio, di minuti ne continuo a perdere per tante ragioni, ma diciamo che non ne perdo più come in passato. Da quando ho picchiato il muro il 31 dicembre 2013, ho capito che c’erano delle cose a cui dovevo assolutamente dedicarmi e altre potevo trascurare. L’arte era una di quelle cose da mettere al primo posto. E per arte non intendo solo disegnare o dipingere, intendo guardare le cose con gli occhi di chi ama l’arte ed è per forza di cose “diverso” da chi non ha questo genere di sensibilità. Non avrebbe senso fare un elenco delle cose dove spicca questo mio aspetto, ma con ogni probabilità sono davvero poche le cose che faccio “guardando con occhi normali”.

"I don't have two lifes", Annie Liebovitz writes in her book "a photographer's life,1990-2005". Me neither.  This year I decided to focus myself in what I really love: art. Photo credits for Jack Nicholson picture Annie Liebovitz. #picoftheday #photooftheday #jacknicholson #instagood #instadaily #liebovitz #photogrid #igers #instapic #summer #golf #photoshoot #green #photography #books #bookstagram

“I don’t have two lifes”, Annie Liebovitz writes in her book “a photographer’s life,1990-2005”. Me neither.
Photo credits for Jack Nicholson picture Annie Liebovitz.

Certo, indubbiamente si può apparire stravaganti, difficili, irrazionali e tutto ciò che si fa può risultare discutibile, ma come si può vivere senza passione? Senza qualcosa che ci renda davvero felici?

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Jack Nicholson ritratto da Annie Liebovitz

E così, in un pomeriggio di luglio in cui il calore dei raggi del sole era direttamente proporzionale a tutte le cose artistiche e creative che mi frullano in testa, ho deciso di vestire per un istante i panni (ciabatte escluse) di Jack Nicholson ritratto Annie Liebovitz.

Perché anch’io come lui mi sento piacevolmente “folle” ed incredibilmente viva!

Chiara Orlando

Mala Jazz: quattro serate jazz al Fossa Mala

Domani sera sarà la volta di un altro appuntamento da non perdere: al via il Mala Jazz, una rassegna di 4 appuntamenti musicali sotto la direzione artistica di Denis Biasin al Fossa Mala di Fiume Veneto. La rassegna aprirà proprio domani alle ore 20:00 con la formazione DrumLess Trio (Luca Ridolfo al piano elettrico, Pasquale Paterra alla tromba, Marzio Tomada al contrabbasso). La formazione eseguirà pezzi sia tradizionali, che originali.
Il secondo appuntamento previsto per il 24 luglio vedrà l’esibizione della Righea Big Band sotto la guida di Gastone Bortoloso. La formazione con sezioni di sassofoni, trombe, tromboni, comparto ritmico con pianoforte, chitarra, basso, batteria e voce solista, si esibirà nel genere swing degli anni ’40/’50. Oltre allo swing, non mancherà il rhythm and blues, il latin jazz e il funky. Gli amanti del jazz melodico e cantato, potranno apprezzare autori noti tra cui: Henry Mancini, Sammy Nestico, Glenn Miller, Duke Ellington, Cole Porter, Miles Davis, Dizzy Gillespie.

Il 31 luglio sarà la volta del Luca Di Rubba Trio (Luca Di Rubba al piano, Piero Cescut al basso, Andrea Pivetta alla batteria), un trio da sempre a suo agio sia nell’improvvisazione, che nel jazz più tradizionale.

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Nella foto: Luca Ridolfo al pianoforte, primo ospite con il tri DrumLess trio della rassegna Mala Jazz.

La chiusura delle quattro serate spetta il 7 agosto all’acoustic live dei Bossaloca e alla loro interpretazione di standard jazz, bossanova, funky e pop.
Tutto è pronto per questi quattro appuntamenti con il jazz alle ore 20:00, che saranno in grado di appassionare sia gli amanti del genere, ma anche chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di ascolto.

Chiara Orlando
Fossa Mala
Via Bassi, 81
33080 Fiume Veneto / PN
Italia
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