La Biennale d’Arte di Venezia

La Biennale di Venezia

Il giorno più propizio per andare a visitare La Biennale d’Arte di Venezia è stato il primo week end di novembre quando il clima mite e una giornata piena di sole hanno reso i Giardini della Biennale ancora più belli.
Di visitatori ce n’erano, ma fortunatamente mancava la ressa tipica del periodo estivo che non ti permette di guardare le cose con tranquillità.
La Biennale d’Arte di Venezia è sempre un’esperienza: ti arricchisce, ti fa vedere il meglio (e pure il peggio) degli artisti di fama e i nuovi talenti internazionali.

La Biennale di Venezia

Uno scatto che ritrae “The Key in the hand” di Chiharu Shiota

Quest’anno c’erano meno video-arte e meno “volgarità” del solito. Il tema a cui molti artisti si sono dedicati è stato quello dell’ambiente, inteso come luogo in cui l’uomo dovrebbe sentirsi protetto e al sicuro. Quello che si avverte in tutti i padiglioni è invece l’inquietudine di vivere in un ambiente vulnerabile, privo di radici e in cui è difficile sentirsi a casa.
La Biennale d’Arte è in parte lo specchio della società post-modernista – e la sua rappresentazione visiva – contraddistinta da incertezze. Siamo concentrati a vivere solo nel presente. Il futuro rimane una foto sfuocata di cui non solo non riusciamo a leggere il contenuto, ma non ne decifriamo neppure i contorni.

La Biennale di Venezia

L’opera presentata a Venezia dell’artista giapponese Chiharu Shiota

Uno tra gli autori che muove una dura critica alla società contemporanea è senza dubbio il giapponese Ishida: sua la serie di opere della fine degli anni novanta allocate nel Padiglione Centrale. I protagonisti dei suoi quadri sono uomini dagli sguardi tristi che somigliano più ad automi, piuttosto che uomini in carne ed ossa. Ishida si esprime grazie ad una notevole capacità tecnica. La sua abilità pittorica ha assicurato all’artista grande fama e l’ha reso uno degli artisti più acclamati in patria e fuori confine. Tragica sarà tuttavia la sua fine, visto che verrà investito da un treno in un passaggio a livello all’età di soli trentun anni.
Ishida non è il solo ad esprimere il disagio del nostro tempo: dopo aver visto la sua opera e quelle di altri artisti della Biennale, non si può che rimanere turbati.

La Biennale d'Arte di Venezia
Un sospiro di sollievo lo si tira nell’ammirare l’opera della connazionale di Ishida, Chiharu Shiota. Shiota sospende centinaia di chiavi ad una fitta trama di fili rossi posizionati sopra a due barche in legno. La sua è un’opera che mette in evidenza il valore della memoria espresso da oggetti di fogge e dimensioni diverse, provenienti da tutto il mondo. La chiave è di per sé un oggetto denso di significati e parte integrante della memoria di ciascuno di noi.

 

La Biennale d'Arte di Venezia

L’opera dell’artista vincitrice del Leone d’Oro della 56esima Biennale d’Arte di Venezia, “Everything will be taken away”, Adrien Piper

L’opera a mio avviso più significativa di questa 56esima edizione della Biennale d’Arte di Venezia è quella di Adrien Piper, artista concettuale americana e filosofa che proprio qui a Venezia viene premiata con il Leone d’Oro. Un premio meritato per suggellare una carriera artistica che è stata un continuo crescendo sia in termini espressivi, che di impatto nella realtà sociale.

La Biennale d'Arte di Venezia

Una delle opere più significative del giapponese Tetsuya Ishida

Nell’opera “Everything Will Be Taken Away” realizzata su diversi supporti, tra cui anche quattro lavagne, è inevitabile il riferimento alla punizione scolastica. Analizzando l’opera più in profondità, ci accorciamo che l’artista vi cela una denuncia al mondo politico, all’influenza dei media e ad una spiritualità sempre più fragile.

Chiara Orlando

La Biennale d’Arte di Venezia ultima modifica: 2015-11-16T21:20:45+02:00 da Chiara Orlando

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