Monthly Archives: Gennaio 2016

Poloni Arredamenti firma un progetto esclusivo nel trevigiano

Poloni Arredamenti villa Tresviso

La villa vista dal giardino di sera. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

È Poloni Arredamenti a firmare gli arredi esclusivi di questo progetto abitativo nel trevigiano curato dall’Architetto Alfonso Sernaggiotto.

E al territorio – quello unico e variegato del Montello – si sono rapportati costantemente entrambi, vista la richiesta dei committenti di voler vivere “in osmosi” ambienti interni ed esterni.

Poloni Arredamenti villa a Treviso

Uno specchio in lamiera battuta e sagomata prolunga il corridoio in legno chiaro. Rari gli oggetti, tra cui la sedia di Frank Gehry: Wiggle chair. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

Da subito, i proprietari, l’architetto e i vari professionisti hanno seguito un iter progettuale dove si è aggiunto per poi sottrarre e viceversa. Il lavoro è stato ultimato nel 2012 e a febbraio 2015 il progetto è comparso nella prestigiosa rivista Pièra, la Bibbia degli addetti ai lavori.

Poloni-Arredamenti

La zona living si prolunga anche sul deck a ridosso della piscina. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

Sin dagli esordi, i committenti hanno scelto di affidarsi ad un’ equipe di professionisti, proprio perché convinti del valore aggiunto che avrebbero apportato alla loro idea di casa.
E di valore se ne è aggiunto parecchio ai 6000 mq di questo lotto di terreno, un ambiente su cui sorgeva un’abitazione risalente agli anni ’70, circondata dalla tipica boscata del territorio del Montello.

Poloni Arredamenti

Uno scorcio della zona Living curata da Poloni Arredamenti. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

La casa è costituita da due volumi principali dove si sviluppano l’area dei ragazzi e quella dei genitori separate da un corridoio centrale.
Tutto è stato curato in ogni dettaglio: dall’organizzazione degli spazi alle finiture, ma è stata prestata anche molta cura allo studio dell’illuminazione interna e a quella destinata all’area outdoor.

Poloni Arredamenti

Per la zona Living sono stati scelti i volumi di Minotti e tavoli Alivar. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

Grazie al know-how di Marco Poloni ed alla sua presenza constante in cantiere, gli interni sono stati risolti senza intoppi, rispettando l’armonia e le richieste pratiche dei proprietari.
Il fatto che la proprietà fosse caratterizzata da una costruzione esistente circondata dal verde, ha in qualche modo condizionato gli interni in cui si trova spesso questo contrasto tra costruito e naturale.

Poloni-arredamenti-outdoor

Un altro scatto dell’abitazione di Treviso vista dal giardino. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

È di Poloni Arredamenti lo studio e la mise en place dell’interior design. Di Poloni è pure la scelta della cucina (realizzata su misura da un artigiano) e dei bagni di Antonio Lupi.
Per la camera padronale è stato scelto il programma Marlene di Twils con testata in pelle bianca, appoggiato ad una parete che vira verso un colore grigio-tortora. I complementi – i comodini in cristallo su misura e le lampade di Kartell– sono trasparenti proprio per non sminuire i volumi del grande letto.

Poloni Arredamenti

Per la camera da letto è stato scelto il grande letto con testata in pelle bianca di Twils. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

Per la zona giorno, Marco Poloni firma il progetto di un esclusivo tavolo in metallo laccato bianco dal grande formato (il piano supera i due metri di lato). Sebbene il suo trasporto e il posizionamento in casa siano stati impegnativi per via di peso e dimensioni, questo pezzo “costumized” è capace di trasformare la zona pranzo da un ambiente domestico ad un ambiente per ricevere ospiti. Le sedie in pelle bianca sono dell’azienda storica Alivar. Il mobile da giorno è dell’azienda brianzola Porro.

Poloni Arredamenti

Il tavolo da pranzo è realizzato su disegno di Marco Poloni ed è di grandi dimensioni: 220×220 cm. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

Per il corridoio è stato scelto l’originale specchio in latta metallica battuta a mano ed un pezzo iconico di Frank Gehry, ossia la Wiggle chair di Vitra.
Per il living la scelta è caduta sui volumi di Minotti in tessuto scuro, tavolini da giorno Alivar e la lounge chair di Vitra.

Poloni arredamenti tavolo pranzo

Un altro scorcio della zona pranzo separata dal resto del living da pratiche ante scorrevoli. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

Catellani & Smith e i puff realizzati su misura da Poloni Arredamenti danno vivacità ad alcuni spazi della casa, sempre luminosissima grazie alla luce naturale che filtra dalle enormi vetrate.

Poloni Arredamenti

La grande lampada Cattellani & Smith e due puff realizzati su misura sono i protagonisti di questo angolo dell’abitazione. Foto credits @VitoCorvasce, MMTA Studio

Viabizzuno, Flos ed Artemide firmano l’illuminazione di interni ed esterni quando la luce solare inizia a mancare e fanno sì che anche di notte, questa casa del trevigiano sia piena di luce.

Chiara Orlando

 

Poloni & C. s.a.s. via Treviso 96 – Signoressa di Trevignano Tv – Italy
Orari di apertura showroom:

Dal lunedi al venerdi 9.00-12.00 • 15.30-19.30 Sabato 10.00-12.00 16.00-19.30 Domenica chiuso
Telefono +39.0423.819875 – Fax +39.0423.670633
Marco Poloni – Mobile+39.347.7157967 – marco@poloniarredamenti.it

http://www.poloniarredamenti.it/

 

The Revenant: la recensione del film

The Revenant Di Caprio

Tom Hardy e Leonardo Di Caprio in una scena di The Revenant

Non ci sono dubbi sul fatto che Leonardo Di Caprio sia uno degli attori più talentuosi della sua generazione, ma definire la sua interpretazione in The Revenant da Oscar, è un’altra cosa.

Diciamo che se gli venisse assegnata la famosa statuetta in oro zecchino per The Revenant, direi che se l’è sudata per tutte le altre grandi interpretazioni. Io l’ho trovato particolarmente brillante in The Wolf of Wall Street, dove nel ruolo di Jordan Belfort, ci ha divertito nel caricaturizzare il personaggio affidatogli da Scorsese.

In The Revenant Di Caprio è bravo nel rendere palpabile (forse anche troppo) la sofferenza a cui è sottoposto Hugh Glass, un cacciatore di pelli dell’Ottocento che viene abbandonato dai suoi stessi compagni di spedizione e riuscirà a sopravvivere nelle sconfinate foreste del Missouri.

The Revenant Di Caprio

L’attore Leonardo Di Caprio in una scena del film

E di foreste, acqua e nevicate ne vedremo parecchie in questa pellicola di Alejandro González Iñárritu. Sebbene The Revenant non sia un genere di film mainstream, sin dalla prima inquadratura ho avuto la sensazione che fosse un film di cui ci si ricorderà, un po’ come era successo decenni fa a Balla coi Lupi. La regia del messicano va tuttavia ben oltre la mia citazione ed è il motivo principale per cui The Revenant va visto. Di Caprio ha raccontato che sul set faceva così freddo che ci sono stati momenti in cui le cineprese non funzionavano. A me, viene da dire che se fosse merito del luogo così impervio un tale capolavoro di regia, varrebbe la pena che gli altri registi ci provino.

Anche Emmanuel Lubezki va menzionato, perché la sua fotografia in The Revenant ci restituisce una natura a cui non siamo più abituati.
Nel cast assieme a Leonardo Di Caprio brilla pure Tom Hardy, l’attore britannico che Nicholas Windin Refn aveva voluto nella parte del muscoloso Bronson e nel recente Mad Max – Fury road. Hardy è bravo, lo è da sempre ed è un piacere rivederlo nella parte di un vero “cattivo”.

The Revenant Tom Hardy

L’attore britannico Tom Hardy, candidato all’Oscarcome attore non protagonista

Tuttavia, mi viene pure da pensare che, in quelle condizioni, portare a casa la pelle (sia in un senso, che nell’altro) significava anche venire meno della propria umanità.

Chiara Orlando

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

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La Trattoria Alla Luna rende omaggio alla Rosa di Gorizia

Trattoria Alla Luna

La Trattoria Alla Luna è uno di quei locali in cui capisci da subito che le tue voglie culinarie verranno soddisfatte. Questo grazie al lungo bancone all’ingresso, all’arredo del locale che, pur essendo straboccante di oggetti, è rassicurante e familiare e ai gestori che ti fanno sentire a casa.

Trattoria Alla Luna Primosic

La Ribolla Gialla di Primosic, il vino che ha accompagnato il pranzo delle Rosa di Gorizia

Una volta seduta al tavolo, l’ennesima conferma che qui avrei mangiato divinamente è arrivata osservando la mise en place diversa per ogni ospite. Difficile dire se si tratti di un’attenzione voluta dai gestori, per cui il cliente è “unico” o se è per puro caso: mi piace pensare sia la prima delle due possibilità.

Trattoria-Alla-Luna

Il saluto delle donne della Trattoria Alla Luna

E non poteva esserci occasione migliore di un invito di un’amica goriziana per apprezzare la cucina di uno dei locali storici della cittadina giuliana. Al primo sorso di Ribolla gialla – il primo di una lunga serie – il pranzo è decollato nel piacere di chiacchiere brillanti, ma anche grazie alle righe tratte da “La Luna di Celestina” di Roberto Covaz, che racconta di Celestina, proprietaria della Trattoria Alla Luna e dell’incontro con il suo uomo. Le righe lette dall’autore erano rosse come l’amore dei due giovani e come la Rosa di Gorizia, prelibatezza su cui era incentrato tutto il pranzo.
Questa qualità di radicchio rosso ricorda per certi versi il radicchio rosso di Treviso, ma è più docile al palato e permette innumerevoli interpretazioni.
Nel “saluto” agli ospiti delle donne della Luna, le sue radici vengono abbinate a barbabietola e patate croccanti, mentre nell’entrée essa ha il ruolo di bilanciare il sapore predominante della cipolla caramellata adagiata su fonduta di gorgonzola.

Trattoria Alla Luna
Anche la lasagnetta – uno dei piatti principi della nostra cucina mediterranea – trova nuovo brio grazie alla Rosa di Gorizia e al crumble di cacao.
All’antipasto e al primo si sposa una Ribolla noir brut dell’azienda Primosic con cui è un piacere sgrassare i sapori decisi delle pietanze e fare un tuffo nelle colline terrazzate del Collio.

Trattoria-Alla-Luna

L’antipasto con cipolla caramellata adagiata su fonduta di gorgonzola.

Un altro piatto della tradizione è la Lubjianska, ossia la cotoletta impanata che al primo morso svela un ripieno di montasio fresco e di Rosa.
Non posso fare a meno di pensare alla mia infanzia quando viene servita l’insalata con le cicciole, uno dei rari piatti che mia nonna preparava (bene) e di cui io e mia sorella eravamo ghiotte.
Con il main course ci si eleva con una Ribolla di Oslavia 2011 Riserva. Questa bottiglia dell’azienda Primosic mette tutti d’accordo su come la Ribolla possa essere un vino con cui sperimentare. Questa versione macerata a mette un sigillo ad un pranzo estremamente piacevole.
O forse il sigillo l’ha messo il dolce?

Trattoria Alla Luna dessert

La “cocola”: la rivisitazione dello strudel con Rosa caramellata, mele, cannella e crema al mascarpone.

Chi non sa decidersi tra due dolci come il tiramisù e lo strudel, alla Trattoria Alla Luna, non viene deluso: a chiudere il pranzo è stata infatti una rivisitazione dello strudel con Rosa caramellata, mele, cannella e crema al mascarpone, chiamata “la cocola”.
Ed è un’altra Riserva, per la precisione un Picolit del 2008 di Marko Primosic, ad accompagnare l’ultima lettura del libro di Covaz, “La domenica delle scope”. Un vino che, ancora una volta, ci fa pensare alla varietà dei territori dove i vignaioli si tramandano di generazione in generazione la passione per la loro terra.
Del pranzo della Rosa di Gorizia mi ricorderò a lungo ed ogni volta che sfoglierò il volume La Ribolla Gialla Oslavia, penserò a Daniela, Marko Primosic e alle donne della Trattoria Alla Luna. E mi sembrerà di essere ancora lì, ad un passo dal Collio.

Chiara Orlando

 

Trattoria Alla Luna 

Via oberdan,13
Gorizia
tel: 0481 530374
https://www.facebook.com/Trattoria-alla-Luna-421983241254551/?fref=ts

Primosic vini 

Indirizzo Madonnina d’Oslavia 3
34170 – Oslavia – Gorizia
ITALIA
Telefono:+39 0481 53 51 53 (r.a.)
Fax: +39 0481 53 67 05
E-mail: info@primosic.com
Skype: primosicazienda

http: http://www.primosic.com/it/

The Golden Globes: ecco com’è andata

the-golden-globes-Ricky-Gervais

Se si facesse un sondaggio per capire perché in tanti anche quest’anno non si sono persi la notte dei Golden Globes, risulterebbe che era per lo show di Ricky Gervais, e in secondo luogo per la premiazione.

Il monologo di apertura alla 73esima edizione dei Golden Globes 

Ricky Gervais, per chi non lo conoscesse, è un comico, attore e presentatore inglese trapiantato negli Stati Uniti con un grande pregio/difetto: non ha limiti.
Era da giorni che su twitter aveva fatto capire le sue intenzioni: non avrebbe avuto peli sulla lingua. E sin dal suo monologo iniziale non ha deluso le aspettative.
E così, tra battute piuttosto accese e scherni rivolti alle star del cinema e alla stessa emittente televisiva che lo ha ingaggiato, oltre che a tutto il mondo del glam, la serata è volata. Volata come sono volati via i Golden Globes.

Il trailer di The Revenant, che ieri notte si è portato a casa ben 3 Golden Globes

Il film dove ci si aspettava si posassero invece uno stormo di statuette è rimasto a bocca asciutta: Carol non ha portato a casa nessun premio.
Il migliore attore protagonista è stato un Leonardo di Caprio in splendida forma nella pellicola The Revenant. Sul palco, dopo i ringraziamenti di rito, non ha dimenticato di fare una sua personale crociata a favore delle minoranze indigene di tutto il mondo. Good job Leo.

The Golden Globes

L’attore Leonardo Di Caprio, premiato con come migliore attore nel genere drammatico

Tra le attrice donne è Jennifer Lawrence a portarsi a casa la terza statuetta come migliore attrice per il genere commedia. Ci viene quasi da pensare che possa essere lei a seguire le orme della Streep che, in quanto a premi, deve averne piena la casa.
Quello che speriamo è che lei non usi i premi come dice di usarli il buon Gervais a cui, tuttavia, sono pronta a perdonare tutto.
Nel genere drammatico ad avere la meglio tra le signore è Brie Larson per Room, attrice pressoché sconosciuta, ma di cui sentiremo parlare.

Il trailer ufficiale di Room

Il film di Alejandro González Iñarritu, the Revenant viene anche premiato come migliore pellicola e come migliore regia e al Maestro Ennio Morricone, alla tenera età di 87 anni, va il Golden Globe come miglior colonna sonora per il film diretto da Tarantino (già, proprio quello per cui si pensava non avrebbe mai lavorato) The Hateful Eight.

The Hateful Eight, trailer ufficiale 

Pure Stallone ieri sera è salito sul podio – e non sul ring – per ritirare la statuetta come migliore attore non protagonista nella pellicola Creed.

Ho detto tutto? No, mancano ancora un sacco di premi, ma che volete, la nottataccia in bianco per i Golden Globes adesso si fa sentire…

 

Chiara Orlando

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

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The Big Short: la recensione del film

The Big Short film

Subprime morgages, SCDOs, Syntetic SDO’s: queste alcune tra le parole chiave che troverete nei dialoghi del cast stellare di The Big Short, La grande scommessa. Un linguaggio finanziario sconosciuto ai più che Adam McKay, già regista di Ancorman, The Other Guys e la serie Funny or Die, riesce a rendere più comprensibile. E lo fa con grande abilità.
The Big Short è la storia di un gruppo di outsiders che a cavallo tra il 2005 e 2007 si rende conto che il mercato immobiliare americano è basato su fondi estremamente a rischio. Ed è destinato irrimediabilmente a crollare. Un paradosso, se si pensa che JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Bear Stearns, AIG, and Lehman Brothers erano considerati dei colossi intoccabili da crack finanziari. Ma di marcio nei titoli presenti nei pacchetti finanziari ce n’è da vendere e ciò che alla fine si innesca è un vero e proprio “Ponzi scheme”.

The Big Short film

Steve Carell e Ryan Gosling in una scena del film

Il film è tratto da The Big Short: Inside the Doomsday Machine, il libro di Michael Lewis, che serve da “canovaccio” a questa intricata storia. Ma veniamo ai “personaggi” di cui questo film è ricco: Christian Bale impersonifica il dott. Michael Burry, un eccentrico manager finanziario amante del rock, delle t-shirt e dei tagli di capelli economici. Lui è il primo a leggere ed analizzare le migliaia di dati dei pacchetti finanziari e lo fa pure con un occhio solo, visto che l’altro l’ha perso in tenera età.

The Big Short film

L’attore Christian Bale in una scena di The Big Short

Bizzarro, a-sociale e geniale, il personaggio che interpreta Bale è convinto che le banche e gli enti finanziari stiano in piedi grazie ad un complicato sistema di frode che gode del beneplacito delle autorità che valutano i rating: la piramide è marcia dalle sue fondamenta.

Un Steve Carell come non lo si è mai visto prima mette tutti d’accordo sul suo talento e ci fa capire che non è solo il re della commedia. In The Big Short impersonifica Mark Baum, un fastidioso, petulante manager finanziario che scopre, grazie ad una telefonata di Jared Vennett (Ryan Gosling) quanto alta sia la possibilità di una bolla nel mercato immobiliare. Gli altri personaggi che si intrecciano in questo film avvincente sono Ben Rickerd (Brad Pitt) che aiuterà i novellini Charlie Geller (un bravissimo John Mangaro) e Jamie Shipley (Finn Wittorock) a diventare ricchi, e molti altri personaggi paralleli.

The Big Short, Trailer in lingua italiana

Brillante e acuto, questo film di McKay è imperdibile non solo per la storia, ma anche per la qualità della sceneggiatura (che lui ha curato personalmente con Charles Randolph) e per un montaggio insolito ed incalzante.

The Big Short film

Nella foto Brad Pitt e l’attore Finn Wittrock

The Big Short è il film per chi, come me, ama le storie avvincenti e i film che ti incollano alla sedia. Sperando non sia quella del vostro studio quando ricevete il resoconto dell’andamento delle vostre azioni.

Chiara Orlando

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

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