Monthly Archives: Settembre 2017

pordenoneveste atto III

Alla terza edizione di pordenoneveste – i migliori e peggiori look di pordenonelegge – non sapevo che aspettarmi. Con mia grande sorpresa, mi sono trovata di fronte ad una città gaia, che ama vestire e che lo fa in modo assai più disinvolto che nelle passate edizioni.
Certo, non sono mancate le icone di grazia e di stile, ma ciò che ho visto è più uno streetstyle che molto apprezzerebbe il compianto Bill Cunningham.
E di cose brutte ne ho viste? Purtroppo devo deludervi: sarà stato per via del tempo incerto (niente derriere allo scoperto e niente ombelichi), ma di outfit orrendi non ne ho visti poi tanti.
Le cose che mi hanno divertito e che mi sono piaciute sono state
molte.

Due outfit in un colpo solo: queste due amiche si sono prestate senza troppa resistenza ad un mio scatto
It’s a wrap

Due outfit in un colpo solo: queste due amiche si sono prestate senza troppa resistenza ad un mio scatto: d’altra parte con un visto così e con questo look, sapevano bene di posizionarsi ai vertici della hit parade di pordenoneveste. Killerlook per entrambe.

Fringe super chic Guardando l'outfit di questa signora capirete che una scala da 1 a 10 non è sufficiente

Fringe super chic

Guardando l’outfit di questa signora capirete che una scala da 1 a 10 non è sufficiente per decretare quanto siano chic le frange. Piacevole anche la texture etnica della giacca e lo stivaletto che lascia intravvedere la caviglia nuda.

Reputo il loro streetstyle look un vero colpo da manuale: dal boyfriend cut jeans, al jeans tagliato alle ginocchia, alle sneakers.

In black and denim we trust

Non potevo farmi scappare queste due ragazze restie a farsi fotografare (soprattutto una). Reputo il loro streetstyle look un vero colpo da manuale: dal boyfriend cut jeans, al jeans tagliato alle ginocchia, alle sneakers.

È un outfit vivace quello scelto da questa ragazza con treccia bionda: il fucsia di cui sono realizzati i dettagli si stende sulla bag di Galliano, provandone l'assoluta sintonia.

A colorful mind

È un outfit vivace quello scelto da questa ragazza con treccia bionda: il fucsia di cui sono realizzati i dettagli si stende sulla bag di Galliano, provandone l’assoluta sintonia.
Un paio di jeans chiari e boots con frange ne completano lo stile.

Il gonnellone e il giubbetto in jeans con voile sono i capi selezionati da questa lettrice intenta a sfogliare il programma della 18esima edizione con l'amica.

Yellow e big smiles anche per questi tre universitari

Yellow and big smiles

Il gonnellone e il giubbetto in jeans con voile sono i capi selezionati da questa lettrice intenta a sfogliare il programma della 18esima edizione con l’amica.
Yellow e big smiles anche per questi tre universitari che si sono lasciati catturare dal mio obiettivo appena arrivata a Pordenone.

Semplicemente Inarrivabile. Anche impegnandosi molto è impensabile pensare di poter raggiungere lo stile di questa signora pordenonese.

L’icona di stile

Semplicemente Inarrivabile. Anche impegnandosi molto è impensabile pensare di poter raggiungere lo stile di questa signora a passeggio per le vie del centro. Per lei cappottino leggero in pelle rossa e manica a tre quarti in lana. MI viene quasi da pensare sia amica di Anna Wintour, arrivata direttamente dalla New York Fashion Week e che gli occhiali le servano per abituarsi gradualmente al fuso orario locale.

Semplicemente Inarrivabile. Anche impegnandosi molto è impensabile pensare di poter raggiungere lo stile di questa signora pordenonese.

From Bolzano with love

Blogger di Womenoclock e grande appassionata di cultura, Barbara Gramegna contrasta la giacca e il pantalone grigio con un paio di décolleté in camoscio rosse. Di grande effetto anche la borsa di ispirazione etnica in cui vi è un richiamo a tutte le tonalità che indossa: il rosso, il nero e il grigio.

Felicemente greyhair, Giulia Buzzolo sposa un urban look che sentirebbe suo anche uno dei grandi ribelli della storia dell'arte: Caravaggio.

Una pennellata d’autore

Giulia Buzzolo è un artista: una di quelle vere, capace di dipingere con le tecniche antiche e di misurarsi con stili pittorici che incutono timore solo a pronunciarne il nome. Felicemente greyhair, Giulia Buzzolo sposa un urban look che sentirebbe suo anche uno dei grandi ribelli della storia dell’arte: Caravaggio.

A Cat story Può una giacca in lana cotta catturare la mia attenzione (e quella di molti passanti del Corso) da finire nell'articolo dedicato a pordenoneveste?

A Cat story

Può una giacca in lana cotta catturare la mia attenzione (e quella di molti passanti del Corso) da finire nell’articolo dedicato a pordenoneveste? Sì, quando è perfettamente abbinata a tutto il resto!

The Champ non lascia nulla al caso neppure nello stile: Pordenoneveste lo incornicia casual ricercato, con giacca blu, T-shirt, jeans e sneakers.

The Champ

Incappare in Enrico Spadotto in queste occasioni è il sogno di ogni blogger: questo triatleta ventisettenne dagli occhi color Pantone Reflex Blue C è un riferimento per le IG stories, dove racconta la sua passione smisurata per lo sport (si allena prima di andare al lavoro) e il piacere di lunghi aperitivi.
The Champ non lascia nulla al caso neppure nello stile: pordenoneveste lo incornicia casual ricercato, con giacca blu, T-shirt, jeans e sneakers.

Una cascata di capelli castano chiari incornicia un viso che sembra rubato alla più celebre tela del Botticelli. Questa giovanissima sceglie il colore rosa per addolcire il giubbotto in pelle nera.

The angel

Una cascata di capelli castano chiari incornicia un viso che sembra rubato alla più celebre tela del Botticelli. Questa giovanissima sceglie il colore rosa per addolcire il giubbotto in pelle nera. Dettagli leather garbati anche nella bag di Michael Kors da portare a spalla e taccuino della stessa maison.

Come definire il loro look? Super casual e super cool, come lo erano loro.

Bansky’s friends

Non appena ho visto questi due ragazzi non ho potuto fare a meno di pensare facessero parte di qualche circuito musicale di nicchia o che fossero amici di Bansky. E se la seconda ipotesi non fosse solo una mia fantasia? Mi prenoto per l’intervista a Bansky!
Come definire il loro look? Super casual e super cool, come lo erano loro.

 C'è forse solo una persona al mondo che veste il trench meglio di lei: Kate Middleton, ma forse Kate Middleton non ha quella borsa.

Unconditionally love

Coup de cour: non le vedevo da secoli e incontrarle in questa occasione mi ha reso ancora più felice. C’è forse solo una persona al mondo che veste il trench meglio di lei: Kate Middleton, ma forse Kate Middleton non ha quella borsa. E quando mamma e figlia sono a spasso per Pordenone gli accessori sono perfettamente abbinati.

 il focus è tutto il suo stile: jeans nero con tasche laterali, anfibio e giacca mimetica.

Military rulez

Sebbene io non sia riuscita a mettere a fuoco il viso di questa military fan, il focus è tutto il suo stile: jeans nero con tasche laterali, anfibio e giacca mimetica.

La super mamma conquista Corso Vittorio con un total black total: vestito, occhiali con la montatura spessa, calze a rete nere.

Style is a family business

Non ci sono dubbi sul fatto che a questa bimba è stato trasmesso il buon gusto (e l’amore per le calze particolari). La super mamma conquista Corso Vittorio con un total black: vestito, occhiali con la montatura spessa, calze a rete nere. Gli stivaletti in pelle morbida creano un trait d’union con il resto dell’ensemble.

Due amiche e due stili così diversi: la prima sceglie il rosso per dare vivacità all'incarnato e la seconda mixa sapientemente il giacchino color cognac al bianco.

Aperitivo time

Due amiche e due stili così diversi: la prima sceglie il rosso per dare vivacità all’incarnato e la seconda mixa sapientemente il giacchino color cognac al bianco.

Cosa mi è piaciuto di loro? I loro non fronzoli e la loro disinvoltura, a conferma di quanto lo stile sia in primis uno stato mentale.

More than casual

Tre tentativi di messa a fuoco e tutti portati a termine con scarso successo: è toccata così a questi due ragazzi che ringrazio per essersi prestati pazienti al gioco. Cosa mi è piaciuto di loro? I loro non fronzoli e la loro disinvoltura, a conferma di quanto lo stile sia in primis uno stato mentale.

Chiara Orlando

Festival di Venezia, au revoir!

Paolo Baratta ieri sera ha chiuso la 74esima Mostra Internazionale di Venezia e ha comunicato le date ufficiali per il 2018. Anche questa edizione ha visto un parterre di ospiti internazionali prestigiosi e una buona selezione di pellicole.

Paolo Baratta, sabato 9 settembre ha chiuso la 74esima edizione del Festival di Venezia e ha comunicato le date ufficiali per il 2018. Anche questa edizione ha visto un parterre di ospiti internazionali prestigiosi e una buona selezione di pellicole.
Per me si trattava della 3^ volta consecutiva alla Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia  come accreditata. Anno dopo anno riesco a vivere meglio l’esperienza di Venezia perchého capito come muoverti.

nno dopo anno riesco a vivere meglio l'esperienza di Venezia perchého capito come muoverti.

La vista sul red carpet dall’interno della Sala Grande

Già, perché per i veri appassionati di cinema che al Lido vanno per vedere le pellicole e non solo i divi, il Festival di Venezia può tramutarsi in un percorso ad ostacoli (se non sei in possesso dell’accredito giusto). Di file a Venezia se ne fanno parecchie sia che ci sia il sole, sia che ci sia la pioggia incessante.

Già, perché per i veri appassionati di cinema che al Lido vanno per vedere le pellicole e non solo i divi, il Festival di Venezia può tramutarsi in un percorso ad ostacoli (se non sei in possesso dell'accredito giusto).
Ma perché è così magico andare a Venezia? Per il glamour? Sì, ma non solo. Venezia, questa incredibile città ad un passo da casa, offre in questi giorni un picco di internazionalità (tutta amante dell’arte) senza precedenti. Non è così strano arrivare in ristorante alle 23.00 per mangiare un boccone da soli e finire per cenare con una tavolata di ospiti americani e inglesi sorseggiando magnum di pinot nero. Ed è lì che ti dimentichi delle code, dei piedi doloranti e dei vestiti zuppi.

Non è così strano arrivare in ristorante alle 23.00 per mangiare un boccone da soli e finire per cenare con una tavolata di ospiti americani e inglesi sorseggiando magnum di pinot nero

L’Hotel Excelsior Palace al Lido di Venezia

Il mio rammarico al Festival è sempre lo stesso: non riuscire a vedere tutto e vivere il Festival a singhiozzi, tra una corsa di vaporetto e l’altra.

Cosa mi resterà di questo festival? La bellezza del nuovo spazio di fronte al Palazzo del Cinema, l'aver visto Mr. Clooney a distanza ravvicinata

George Clooney arriva all’Hotel Excelsior Palace

Cosa mi resterà di questo festival? La bellezza del nuovo spazio di fronte al Palazzo del Cinema, l’aver visto Mr. Clooney a distanza ravvicinata, gli applausi in Sala Grande a Human Flows, opera che a mio avviso andava premiata. E poi i colori del Lido: il rosso, il blu e il bianco, l’inchiostro nero sulla mia Moleskine che usavo non appena mi era possibile farlo.

E poi i colori del Lido: il rosso, il blu e il bianco, l'inchiostro nero sulla mia Moleskine che usavo non appena mi era possibile farlo.

Un mio disegno fatto in vaporetto sulla Moleskine.

Cos’altro ancora? Ah, il clima sognante che si respira qui, ma quello me lo porterò con me fino alla prossima edizione. O forse fino a Cannes. Chi lo sa.

Chiara Orlando

 

The Shape of Water, la mia recensione del film

La profondità dei fondali marini fanno da cornice scenica a The Shape of Water, la pellicola con cui il messicano Guillermo Del Toro si aggiudica il Leone D'Oro alla 74esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

La profondità dei fondali marini fanno da cornice scenica a The Shape of Water, la pellicola con cui il messicano Guillermo Del Toro si aggiudica il Leone D’Oro alla 74esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

 Del Toro confeziona un film di indubbia poetica sebbene la trama risulti a tratti prevedibile.
Del Toro confeziona un film di indubbia poetica sebbene la trama risulti a tratti prevedibile. Ciò che caratterizza The Shape of Water sono le atmosfere suggestive e la magia di una storia irreale i cui contorni diventano sempre più nitidi.

Maestro della cinepresa da sempre affascinato dai mostri e dalle fantasie “dark”, Guillermo Del Toro dà voce alla protagonista (muta) Elisa – interpretata da un’ottima Sally Hawkins – e un cuore alla creatura anfibia con cui ella costruisce un legame. La storia ruota poi sul resto del cast: Zelda, Giles e il perfido Strickland.

Gli anni sono quelli della Guerra Fredda e Baltimora è la cittadina dove la protagonista lavora come donna delle pulizie in un laboratorio scientifico. E sarà proprio nel laboratorio che Elisa incontrerà la creatura tenuta in cattività dagli americani che vogliono usarla per i test spaziali.

Gli anni sono quelli della Guerra Fredda e Baltimora è la cittadina dove la protagonista lavora come donna delle pulizie in un laboratorio scientifico.
The Shape of Water non è solo una fantasia ben raccontata, ma un film che vuole puntare l’attenzione sulle discriminazioni: da quelle fisiche a quelle sociali, ma senza gravare sull’aspetto poetico e sognante di cui il film è intriso.

The Shape of Water non è solo una fantasia ben raccontata, ma un film che vuole puntare l'attenzione sulle discriminazioni: da quelle fisiche a quelle sociali, ma senza gravare sull'aspetto poetico e sognante di cui il film è intriso.
La pellicola di Del Toro si impone sugli altri film in concorso proprio perché coglie l’aspetto magico, fiabesco e fuori dalle righe del cinema.
“Ho 51 anni, peso 136 chili e ho fatto 10 film” ha dichiarato Del Toro ieri sera al momento della consegna del premio stringendo il leone “Credo nella vita, nell’amore e nel cinema”.

Chiara Orlando