Monthly Archives: Maggio 2018

Dogman, la mia recensione del film

Non credo di essere troppo generosa nell’affermare che Dogman, il nuovo film di Matteo Garrone, sia un vero capolavoro, visto che chi lo ha recensito prima di me ha gridato addirittura al miracolo. L’ultima pellicola del regista italiano è uno di quei film che speri sempre di vedere al cinema e il cui ricordo, una volta terminata la proiezione, ti accompagnerà per diversi giorni.

Dogman, la locandina del film di Matteo Garrone.

C’è una premessa da fare: è meglio vedere Dogman senza cenare prima (ma poi sarà comunque difficile farlo), viste alcune scene in compagnia delle bestiole che il protagonista Marcello ama (quasi) quanto la figlia e altre scene piuttosto cruente.
Ma veniamo alla storia: Marcello (uno straordinario Marcello Fonte) vive una vita di stenti in una periferia in cui la desolazione e la miseria sembrano aver inghiottito ogni uomo ed ogni sua possibilità di condurre una vita “normale”.
Lo scempio estetico del luogo non lascia scampo a chi è costretto a vivere lì.

La toelettatura per cani che Marcello ha costruito dopo tanti sacrifici è il luogo in cui, ad un certo punto del film, il rapporto di sudditanza tra Marcello e Simoncino (Edoardo Pesce), il bullo temuto della zona, subirà un brusco cambiamento.

Nulla sarà come prima, neppure Marcello. Da timoroso e accondiscendente prima, stanco di essere deriso e maltrattato, si ribellerà come non aveva mai fatto in vita sua.

Garrone misura tutto ciò accade lasciando siano la realtà e i protagonisti ad entrare nei fotogrammi. Il dolore e lo sconforto non sono nulla rispetto all’impotenza di non riuscire a cambiare ciò che accade. Dogman ha i colori sbiaditi delle macchinette della sala slot e il grigiore delle pozze d’acqua che tappezzano l’ingresso della toelettatura cani di Marcello, ma anche la poesia delle migliori sequenze cult di Windin Refn, dove il sangue e l’odio scorrono (meravigliosamente) copiosi.

Chiara Orlando

Max Noacco: questa è la mia cucina veg

Può la cucina veg di Max Noacco appassionare e suscitare curiosità in una “carnivora” come la sottoscritta?

Dopo aver assistito alla presentazione del suo libro “Questa è la mia cucina, Storie e ricette veg” al Palagurmé la risposta é “Assolutamente sì”.

Il titolo del volume esprime chiaramente il modo in cui lo stesso chef e proprietario del ristorante Al Tiglio si pone alla sua clientela : “Io ho scelto questa cucina, questi ingredienti, ti va di venire a provare le mie preparazioni?

Nei suoi piatti non si leggono le crociate pro veg, o almeno non più: Noacco sceglie di mangiare vegetariano a trent’anni e le discussioni con chi non approvava questa scelta sono ferme a quel tempo. Ora, egli semplicemente cucina per un ospite – spesso non vegetariano e non vegano – che a fine serata gli pone qualche domanda, e ad accendersi sono i complimenti, non il dibattito.

La verità è che di fronte alle preparazioni di Noacco a tutti viene l’acquolina in bocca: il mix di sapori che non ha nulla a che vedere con le solite zuppe insipide e la bellezza di piatti ricchi di sfumature cromatiche fanno da apripista ad una cucina ricca e sana.

Nel volume “Questa è la mia cucina, storie e ricette veg” tutto ciò viene esaltato grazie al lavoro di un team che ha colto lo spirito dello chef friulano. La direzione artistica e il progetto grafico curato da Carin Marzaro, la stesura dei testi di Fabiano Braida e le fotografie di Roberto Casasola che ritraggono in modo così fedele la cucina e l’atmosfera che circonda il Tiglio di Moruzzo rappresentano l’identità del locale su carta.

I relatori, presentati al pubblico dalla sempre preparatissima Gianna Buongiorno, hanno raccontato il modo in cui è nato il libro e alcuni divertenti aneddoti ad un pubblico attento e curioso.

Il volume è stato presentato nel piacevole rooftop del Palagurmé, struttura che ospita corsi per i professionisti e gli addetti ai lavori, ma anche eventi aperti al pubblico che hanno come tema il mondo delle eccellenze gourmet e della comunicazione.

La presentazione del libro è di fatto solo uno dei tanti eventi organizzati al Palagurmé di Pordenone a cui suggerisco di partecipare sia per la qualità di ciò che viene organizzato, sia per l’atmosfera particolarmente piacevole che si respira in questa struttura.

Chiara Orlando

Al Tiglio cucina naturale

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