Cucina

Max Noacco: questa è la mia cucina veg

Può la cucina veg di Max Noacco appassionare e suscitare curiosità in una “carnivora” come la sottoscritta?

Dopo aver assistito alla presentazione del suo libro “Questa è la mia cucina, Storie e ricette veg” al Palagurmé la risposta é “Assolutamente sì”.

Il titolo del volume esprime chiaramente il modo in cui lo stesso chef e proprietario del ristorante Al Tiglio si pone alla sua clientela : “Io ho scelto questa cucina, questi ingredienti, ti va di venire a provare le mie preparazioni?

Nei suoi piatti non si leggono le crociate pro veg, o almeno non più: Noacco sceglie di mangiare vegetariano a trent’anni e le discussioni con chi non approvava questa scelta sono ferme a quel tempo. Ora, egli semplicemente cucina per un ospite – spesso non vegetariano e non vegano – che a fine serata gli pone qualche domanda, e ad accendersi sono i complimenti, non il dibattito.

La verità è che di fronte alle preparazioni di Noacco a tutti viene l’acquolina in bocca: il mix di sapori che non ha nulla a che vedere con le solite zuppe insipide e la bellezza di piatti ricchi di sfumature cromatiche fanno da apripista ad una cucina ricca e sana.

Nel volume “Questa è la mia cucina, storie e ricette veg” tutto ciò viene esaltato grazie al lavoro di un team che ha colto lo spirito dello chef friulano. La direzione artistica e il progetto grafico curato da Carin Marzaro, la stesura dei testi di Fabiano Braida e le fotografie di Roberto Casasola che ritraggono in modo così fedele la cucina e l’atmosfera che circonda il Tiglio di Moruzzo rappresentano l’identità del locale su carta.

I relatori, presentati al pubblico dalla sempre preparatissima Gianna Buongiorno, hanno raccontato il modo in cui è nato il libro e alcuni divertenti aneddoti ad un pubblico attento e curioso.

Il volume è stato presentato nel piacevole rooftop del Palagurmé, struttura che ospita corsi per i professionisti e gli addetti ai lavori, ma anche eventi aperti al pubblico che hanno come tema il mondo delle eccellenze gourmet e della comunicazione.

La presentazione del libro è di fatto solo uno dei tanti eventi organizzati al Palagurmé di Pordenone a cui suggerisco di partecipare sia per la qualità di ciò che viene organizzato, sia per l’atmosfera particolarmente piacevole che si respira in questa struttura.

Chiara Orlando

Al Tiglio cucina naturale

via Centa 8
Moruzzo
+390432642024
info@altiglioveg.it

Palagurmé
Pordenone
Via Nuova di Corva, 80
+39 320 6418418

info@palagurme.it

Cucina 33 e Giulia Cerboneschi: il dolce pomeriggio

Non si può che definire goloso l’appuntamento di Cucina 33 con Giula Cerboneschi, che nel 2016 è stata nominata da Gambero Rosso come migliore pasticciera emergente. Premessa dovuta per chi non conoscesse la Cerboneschi, classe ’90, che vanta un curriculum in grado di intimidire anche i più smaliziati colleghi del settore.

Non si può che definire goloso l'appuntamento di Cucina 33 con Giula Cerboneschi, che nel 2016 è stata nominata da Gambero Rosso come migliore pasticciera emergente.

La pasticciera Giulia Cerboneschi a Cucina 33

Alajmo (sì, proprio lui) dopo uno stage di qualche settimana la vuole con sé. In seguito è Perbellini a contattarla per portarla all’Isola Rizza per poi darle la gestione della Dolce Locanda di Verona.
Ma veniamo a “I dolci dell’incontro”. Questo era il tema a Cucina 33: i dolci da inzuppo, ossia quelli con cui si accompagnano thé e caffè.

Ma veniamo a “I dolci dell'incontro”. Questo era il tema a Cucina 33: i dolci da inzuppo, ossia quelli con cui si accompagnano thé e caffè.
Giulia Cerboneschi si è cimentata in una versione classica delle Madeleines e una da lei personalizzata: difficile dire quale delle due fosse più buona. Un’altra delle ricette proposte dalla brillante pasticciera è stata quella degli scones, di cui ho lavato via il ricordo farinoso del mio soggiorno alle Aran Islands (Irlanda). Quelli assaggiati venerdì, erano leggerissimi e squisitamente indicati per la farcitura di marmellata di fragole da lei proposta. Grande approvazione dalle corsiste hanno avuto poi i cookies al doppio cioccolato, vere e proprie bombe caloriche travestite da biscotti innocui in cui burro, cioccolato bianco, nocciole e noci la facevano da padroni.

Grande approvazione dalle corsiste hanno avuto poi i cookies al doppio cioccolato, vere e proprie bombe caloriche travestite da biscotti innocui in cui burro, cioccolato bianco, nocciole e noci la facevano da padroni.

I cookies al doppio cioccolato

E’ stata poi la volta degli Ovis Mollis, un “biscotto” di cui ignoravo l’esistenza, ma che dopo averne visto la preparazione, è entrato subito nelle mie grazie: l’idea che questo dolcetto si faccia con un uovo cotto, mi ha davvero conquistata.
Cinque i dolci spiegati e preparati da Giulia Cerboneschi in tre ore di corso a Cucina 33, un luogo dove l’oggetto, la passione per la cucina e il piacere della convivialità viaggiano sullo stesso binario: quello del buono e del bello.

Cinque i dolci spiegati e preparati da Giulia Cerboneschi in tre ore di corso a Cucina 33, un luogo dove l'oggetto, la passione per la cucina e il piacere della convivialità viaggiano sullo stesso binario: quello del buono e del bello.

Le Madeleines alla crema di nocciola proposte da Giulia Cerboneschi

Grazie alla regia impeccabile di Arianna Melissa, titolare di Cucina 33, il corso è risultato interessante e adatto ad ogni genere di pubblico, sia ai professionisti dei fornelli, che a quelli meno preparati.

Grazie alla regia impeccabile di Arianna Melissa, titolare di Cucina 33, il corso è risultato interessante e adatto ad ogni genere di pubblico, sia ai professionisti dei fornelli, che a quelli meno preparati.

Arianna Melissa, titolare di Cucina 33

D’altra parte la capacità comunicativa di Giulia Cerboneschi – a cui va anche il merito di proporre ricette facilmente riproducibili nelle nostre case e non solo nelle cucine dei ristoranti stellati – riduce la distanza con ciò che in pasticceria sembra impossibile realizzare.

Sulle alzate le Madeleine classiche e gli scones

Arianna Melissa introduce Giulia Cerboneschi alle partecipanti del corso

Il clima piacevole, la “sostanza” dell’incontro e il savoir faire “toscano” delle Cerboneschi (come più volte sottolineato dalla capace titolare di Cucina 33) hanno trasformato senza dubbio questo corso in un appuntamento da segnare in calendario. E una ragione in più per ritornare a quella che per anni è stata una mia passione: quella per la cucina.

Chiara Orlando

 

CUCINA33
via della ColonnaA 35/A
33170 Pordenone
t. 0434/247539
p. iva 01677670935
info@cucina33.it
http://www.cucina33.it/

Verticale di San Leonardo al Ristorante La Torre

Ieri sera, il Ristorante La Torre di Spilimbergo ha ospitato per pochi intimi una verticale di San Leonardo, vino dell’omonima Tenuta San Leonardo. Ben quattro le annate del magico “taglio bordolese” che hanno accompagnato la cucina davvero superlativa dello Chef Marco Talamini.

Il magico “taglio bordolese” che hanno accompagnato la cucina superlativa dello Chef Marco Talamini.

Le mura del Castello di Spilimbergo hanno accolto tutta la tradizione e la cultura enologica che si cela dietro ai vigneti coltivati a guyot trentini. Nelle quattro diverse annate 2011-2007-2005-2001 i sette ospiti hanno avuto modo di apprezzare il risultato della mescola di Cabernet Sauvignon, Carmenère e il Merlot.

Gli ospiti presenti alla Verticale di San Leonardo

La degustazione offerta da Marco Talamini e Massimo Botter del Ristorante La Torre e dal bravo Eddy Leone di Artevino (se non siete ancora stati da lui per rifornire la vostra cantina vi invito a farlo) è un appuntamento conviviale ed eno-gastronomico a cui non si può rinunciare, proprio perché di livello altissimo.

L’anatra che difficilmente riuscirò a dimenticare

Significativa la scelta dello Chef di accompagnare il vino di color rosso rubino ad una cucina raffinata e piena di gusto: dall’entrée sino al secondo piatto con un’anatra che sarà difficile dimenticare. Talamini in questa occasione ha confermato quanto sia abile e talentuoso nell’avvicinare profumi e sapori ai grandi classici della cucina con un vezzo sempre creativo.

 

Con Orgnani, ospite della serata dedicata al San Leonardo e della prima degustazione di Sassicaia tenuta al Ristorante La Torre.

Con Branko, ospite della Verticale di San Lorenzo e ospite della seconda degustazione di Sassicaia allestita nel Ristorante La Torre qualche anno fa.

La cornice del luogo che ospita il più bel tavolo del Friuli con vista mozzafiato da cui è possibile scorgere addirittura San Daniele, è terreno di scena anche di Massimo Botter, titolare assieme a Talamini, da cui è sempre un privilegio essere serviti: grande esperto di vini, gioviale e preparatissimo, è lui l’altro tassello che permette alla Torre di essere un fiore all’occhiello della ristorazione del pordenonese.


Piacevoli e divertenti gli ospiti a cui ho avuto il piacere di unirmi, come rappresentante delle donne che amano la buona tavola, la convivialità e l’ottimo vino.

Chiara Orlando

 

Ristorante La Torre S.a.s di Marco Talamini e Massimo Botter
Indirizzo: Piazza Castello 8 – 33097
Località: Spilimbergo PN
Italia
Tel: +39042750555
Mob: 3387063198
Fax: +39042750555
info@ristorantelatorre.net

http://www.ristorantelatorre.net/

 

Artevino
Corso Roma, 19
Spilimbergo

Tel: 0427 419160

https://www.facebook.com/artevinospilimbergo/

 

Tenuta San Leonardo

Località San Leonardo
Borghetto A/Adige – Avio (TN)
Tel (+39) 0464 689004
Fax (+39) 0464 682200
info@sanleonardo.it
visit@sanleonardo.it

La Trattoria Alla Luna rende omaggio alla Rosa di Gorizia

Trattoria Alla Luna

La Trattoria Alla Luna è uno di quei locali in cui capisci da subito che le tue voglie culinarie verranno soddisfatte. Questo grazie al lungo bancone all’ingresso, all’arredo del locale che, pur essendo straboccante di oggetti, è rassicurante e familiare e ai gestori che ti fanno sentire a casa.

Trattoria Alla Luna Primosic

La Ribolla Gialla di Primosic, il vino che ha accompagnato il pranzo delle Rosa di Gorizia

Una volta seduta al tavolo, l’ennesima conferma che qui avrei mangiato divinamente è arrivata osservando la mise en place diversa per ogni ospite. Difficile dire se si tratti di un’attenzione voluta dai gestori, per cui il cliente è “unico” o se è per puro caso: mi piace pensare sia la prima delle due possibilità.

Trattoria-Alla-Luna

Il saluto delle donne della Trattoria Alla Luna

E non poteva esserci occasione migliore di un invito di un’amica goriziana per apprezzare la cucina di uno dei locali storici della cittadina giuliana. Al primo sorso di Ribolla gialla – il primo di una lunga serie – il pranzo è decollato nel piacere di chiacchiere brillanti, ma anche grazie alle righe tratte da “La Luna di Celestina” di Roberto Covaz, che racconta di Celestina, proprietaria della Trattoria Alla Luna e dell’incontro con il suo uomo. Le righe lette dall’autore erano rosse come l’amore dei due giovani e come la Rosa di Gorizia, prelibatezza su cui era incentrato tutto il pranzo.
Questa qualità di radicchio rosso ricorda per certi versi il radicchio rosso di Treviso, ma è più docile al palato e permette innumerevoli interpretazioni.
Nel “saluto” agli ospiti delle donne della Luna, le sue radici vengono abbinate a barbabietola e patate croccanti, mentre nell’entrée essa ha il ruolo di bilanciare il sapore predominante della cipolla caramellata adagiata su fonduta di gorgonzola.

Trattoria Alla Luna
Anche la lasagnetta – uno dei piatti principi della nostra cucina mediterranea – trova nuovo brio grazie alla Rosa di Gorizia e al crumble di cacao.
All’antipasto e al primo si sposa una Ribolla noir brut dell’azienda Primosic con cui è un piacere sgrassare i sapori decisi delle pietanze e fare un tuffo nelle colline terrazzate del Collio.

Trattoria-Alla-Luna

L’antipasto con cipolla caramellata adagiata su fonduta di gorgonzola.

Un altro piatto della tradizione è la Lubjianska, ossia la cotoletta impanata che al primo morso svela un ripieno di montasio fresco e di Rosa.
Non posso fare a meno di pensare alla mia infanzia quando viene servita l’insalata con le cicciole, uno dei rari piatti che mia nonna preparava (bene) e di cui io e mia sorella eravamo ghiotte.
Con il main course ci si eleva con una Ribolla di Oslavia 2011 Riserva. Questa bottiglia dell’azienda Primosic mette tutti d’accordo su come la Ribolla possa essere un vino con cui sperimentare. Questa versione macerata a mette un sigillo ad un pranzo estremamente piacevole.
O forse il sigillo l’ha messo il dolce?

Trattoria Alla Luna dessert

La “cocola”: la rivisitazione dello strudel con Rosa caramellata, mele, cannella e crema al mascarpone.

Chi non sa decidersi tra due dolci come il tiramisù e lo strudel, alla Trattoria Alla Luna, non viene deluso: a chiudere il pranzo è stata infatti una rivisitazione dello strudel con Rosa caramellata, mele, cannella e crema al mascarpone, chiamata “la cocola”.
Ed è un’altra Riserva, per la precisione un Picolit del 2008 di Marko Primosic, ad accompagnare l’ultima lettura del libro di Covaz, “La domenica delle scope”. Un vino che, ancora una volta, ci fa pensare alla varietà dei territori dove i vignaioli si tramandano di generazione in generazione la passione per la loro terra.
Del pranzo della Rosa di Gorizia mi ricorderò a lungo ed ogni volta che sfoglierò il volume La Ribolla Gialla Oslavia, penserò a Daniela, Marko Primosic e alle donne della Trattoria Alla Luna. E mi sembrerà di essere ancora lì, ad un passo dal Collio.

Chiara Orlando

 

Trattoria Alla Luna 

Via oberdan,13
Gorizia
tel: 0481 530374
https://www.facebook.com/Trattoria-alla-Luna-421983241254551/?fref=ts

Primosic vini 

Indirizzo Madonnina d’Oslavia 3
34170 – Oslavia – Gorizia
ITALIA
Telefono:+39 0481 53 51 53 (r.a.)
Fax: +39 0481 53 67 05
E-mail: info@primosic.com
Skype: primosicazienda

http: http://www.primosic.com/it/

Ristoranti top a Montpellier: L’Idée Saveurs

Pochi tavoli visibili da Rue de Four des Flammes disposti in un’unica sala, fanno di L’idée Saveurs un luogo intimo e raccolto. Situato in pieno centro storico a Montpellier, ad un passo dalla Place de la Comedie, questo spazio minuscolo è stato sfruttato al centimetro per alloggiare gli ospiti.
È un posto moderno, senza fronzoli, essenziale, ma dall’atmosfera accogliente.

L'Idée Saveurs

Il benvenuto della casa: una crema di olive taggiasche e fichi da spalmare sui crostini

L’idée Saveurs è uno dei top ristoranti di tutta Montpellier, secondo forse solo a Leclère, in cui è difficile prenotare un tavolo anche se lo si fa con largo anticipo.
Una volta entrati si viene accolti da un giovane maître che accompagna i clienti al tavolo e che si prenderà cura personalmente degli ospiti per tutto il servizio. Cosa piuttosto insolita e forse per qualcuno anche fastidiosa visti i tempi per ordinare, ma che fa pensare all’esclusività di avere un’unica persona dedicata.

L'Idée Saveurs

La crema emulsionata insaporita da una fettina di lardo

I tavoli, minuscoli come del resto lo sono tutti i tavoli dei ristoranti francesi, sono ben apparecchiati con una mise en place austera impreziosita da un bouquet di fiori recisi. L’attesa per ordinare viene ben presto dimenticata quando arrivano i due benvenuti della casa: il primo è una crema di olive taggiasche e fichi da spalmare sui crostini. La seconda una crema emulsionata insaporita da una fettina di lardo.
Idée Saveurs è noto per la sua cantina vini: di Domaines des conquêtes è stato scelto “Guillamette”, un uvaggio di Syrah, Grenache, Mourvèdre, Cabernet-Franc e Marsellan. Un rosso adatto ai formaggi ed alle carni (soprattutto quelle grigliate), alle insalate composte e pure al pesce.
Il primo piatto aveva come elemento principale un raviolo leggero, con una pasta simile a quella dei jiaozi cinesi con al suo interno del foie gras. A completare il tutto una base molto interessante e delle patatine al topinambur.

L'Idée Saveurs

Il raviolo leggero, con una pasta simile a quella dei jiaozi cinesi con al suo interno del foie gras e patatine al Topinambur

Per il secondo piatto la scelta è caduta sul cervo – una carne tenerissima- accompagnata da una crema di zucca di cui io in genere non sono amante, ma che qui dava slancio alla carne. Un chutney di nashi e uvette cilene aveva il compito di sgrassare la bocca.
Per entrambe le portate vanno spese due parole per l’impiattamento che rendeva particolarmente gradevoli all’occhio questi piatti gustosissimi e gradevoli all’occhio.
Anche gli amanti dei dessert da L’idée Saveurs non vengono delusi: non mancano dolci e gelati reinterpretati in modo coreografico con cui chiudere la cena nel migliore dei modi.

L'Idée Saveurs

Il cervo servito con crema di zucca e chutney di mela contogna

Una bellissima esperienza dunque quella da L’idée Saveurs che con la sua intimità e i modi garbati del maître e dello chef – uscito dalla cucina per salutare gli ospiti – fanno apprezzare una cuisine francese eclettica e dagli abbinamenti innovativi.
Un locale top, attento a proporre alla sua clientela il meglio a prezzi decisamente abbordabili se paragonati a quelli di altri ristoranti dello stesso livello in Francia.

Chiara Orlando

 

L’Idée Saveurs
5 Rue du Four des Flammes
Montpellier
+33 4 67 29 88 62

https://www.facebook.com/LideeSaveurs/

Masterchef a Qucinando, 27 novembre 2015

Mancano solo pochi giorni alla serata-evento organizzata da Qucinando, la scuola di cucina di Pordenone, dove Arianna Contenti e Giuseppe Garozzo Zannini Quirini – entrambi partecipanti all’edizione 2014 di Masterchef – avranno il compito di capeggiare due squadre in una sfida all’ultimo “impiattamento”. Il 27 novembre infatti, due team formati da diciotto concorrenti ciascuno, dovranno dare il meglio di sé nella preparazione di piatti realizzati con gli ingredienti tipici della nostra terra. Uno straordinario modo per promuovere i prodotti tipici della nostra regione e per promuovere anche il nostro territorio così ricco di tipicità ed eccellenze.
Una proposta interessante quella promossa da Qucinando, che darà modo ai partecipanti di esprimersi con la massima creatività.
Quella che vedremo sabato prossimo è una cucina intesa come spazio dove divertirsi, assaggiare e perché no, anche sorridere degli errori che l’emozione farà compiere ai concorrenti.

masterchef a qucinando

Arianna Contenti e Giuseppe Garozzo Zannini: entrambi hanno partecipato all’edizione 2014 di Masterchef

Qucinando propone dunque un altro dei suoi eventi “esclusivi”, rivolto a qualsiasi pubblico: l’unica condizione è quella che i partecipanti amino divertirsi ai fornelli.

masterchef a qucinando

Lo spazio Qucinando, dove vengono tenuti i corsi di cucina e gli eventi. A questi ultimi sono intervenuti ospiti di prestigio come Carlo Cracco, Luca Montersino e Sara Papa.

I concorrenti che si sfideranno il prossimo weekend avranno anche l’occasione unica per conoscere i trucchi del mestieri di appassionati di cucina e di chi della sua passione ha fatto il suo mestiere.
Qucinando – la scuola di cucina di Pordenone – festeggia quindi nel migliore dei modi un anno di apertura dell’attività: dodici mesi costellati da successi negli eventi e nei corsi organizzati, premiati da consensi sempre più numerosi.
Appuntamento dunque a sabato prossimo per una sfida ai fornelli in cui i migliori piatti con gli ingredienti a km zero della nostra terra verranno valutati da una giuria d’eccellenza.
Non mancate.

Chiara Orlando
Masterchef a Qucinando, 27 novembre
Qucinando, Via Roveredo, 2/E – Pordenone
dalle 18.00 alle 22.00 circa
Iscrizione: aperta a tutti (fino ad esaurimento posti)

Per maggiori informazioni:

http://www.qucinando.com/categoria-prodotto/eventi/

I love Collio e la Ribolla Gialla di Collavini

Il Collio è uno di quei posti che mi fa sentire a casa, un po’ come succede di recente con Venezia. Non che io mi destreggi per i paesini o le vallate, quello non accadrà mai visto il mio pessimo senso dell’orientamento, ma sento questi luoghi molto vicini a me.
Era da tempo che non ci facevo una scappata e quindi, non appena mi è stata fatta la proposta, ho accettato entusiasta. La giornata era una di quelle giornate che solo i primi giorni d’autunno sanno regalare: temperatura perfetta, sole e panorama spettacolare.

collio-6
Ancora meglio è stato arrivarci per ora di pranzo, con due calici di Ribolla Gialla di Collavini già ad aspettarci all’Osteria della Ribolla, locale già frequentato in precedenza durante le tappe di Cantine Aperte. Ritornarci in quella bella giornata di sole, è stato come togliere la polvere da vecchie foto e ritrovarne i colori brillanti.

collio
Il Collio è così: una cartolina in cui i vigneti fanno da cornice al buon cibo e al buon vino.
I due calici di Ribolla Gialla hanno fatto da apripista ad un pranzo per famelici appetiti: abbondante tagliere di affettati e formaggi, tortelli e un filetto che si scioglieva in bocca con verdure grigliate. Il tutto irrorato dal vino con cui si erano aperte le danze all’aperitivo.

collio

collio
La Ribolla di Collavini ha un unico difetto: si berrebbe a fiumi.
Tre portate di cibo e una bottiglia e mezza dopo, tutto è compiuto, ad eccezione del tour nei vigneti.

Uno scatto dell'interno dell''Osteria della Ribolla

Uno scatto dell’interno dell”Osteria della Ribolla

Impossibile non fermarsi ad ammirare la vista dal Castello di Trussio che, a mia insaputa, ospitava anche una bellissima opera di Safet Zec, in una delle sale. Una circostanza più che gradita che mi ha fatto sentire ancora più a casa.

collio

L’opera di Safet Zec presente all’interno del Castello di Trussio

Un’opera di Safet Zec presente all’interno del Castello di Trussio
Com’è il Collio? E’ una piccola Toscana ad un’ora di strada, un posto in cui osservare la natura cambiare i colori e apprezzare il lavoro dei contadini che lavorano e rispettano quella terra.

Chiara Orlando

 

L’Osteria della Ribolla
Via della Ribolla Gialla 2, 33040 Corno di Rosazzo (UD)
Tel. +39 0432 759753
E-mail: albertoticozzi@virgilio.it
Orari: Chiuso il lunedì
Martedì e Mercoledì: 10.30 – 13.00 15.30 – 21.00
Giovedì: 10.30 – 13.00 15.30 – 23.00 (cene)
Da venerdì a domenica aperto per pranzo e cena: 10.30 – 23.00

http://www.collavini.it/ospitalita.htm