Fashion

Pordenoneveste atto IV

“Ah, tu sei quella di pordenoneveste! Chissà chi ci sarà nel tuo articolo quest’anno!” – questo è quello che mi avete detto mentre passeggiavo per Pordenone a caccia dei migliori e peggiori look di pordenonelegge.
Avranno trionfato anche quest’anno il giallo e il nero? Chi si sarà aggiudicato il podio del peggior vestito?

In tutta sincerità, a parte qualche Birkenstock con calzino e qualche canotta in lurex che lasciava intravedere una rosa tatuata da “Fuffa Tattoo”, non ho visto cose per cui rischiare mancamenti.
Certo, quando ci si ostina a mescolare più colori assieme, il rischio è sempre alto e anch’io confesso di cadere spesso nel tranello!

Ma passiamo alle buone notizie (che hanno a che fare con il look): anche a Pordenone sembrano essere arrivati gli hair colourist, ovvero gli esperti di tinta. Negli Stati Uniti sono richiesti da anni e si fanno pure ben pagare. Ma cosa fanno gli hair colourist? Accettano di applicarvi delle colorazioni improbabili solo se dovete partecipare ad un evento cosplay o se vi chiamate “Fata Turchina” all’anagrafe.
Quest’anno a Pordenone non ho visto le stranezze di tinta delle precedenti edizioni e mi sembrava ci fosse maggiore discrezione!

Focus nei dettagli: non ho mai visto più attenzione al dettaglio come quest’anno! D’altra parte, chi prima spendeva in abiti, se ora non lo può più fare, continua a spendere negli accessori. Il vantaggio? Costano (quasi sempre) meno dei capi d’abbigliamento e personalizzano e rinnovano con facilità ogni genere di look.

Buckle lovers – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Buckle lovers

Non so se si debba a Valentino e alle sue iconiche Rockstud, ma ad oggi sembra che la femminilità si misuri nella quantità di borchie di cui sono tappezzati i capi spalla, la pelletteria e gli accessori in genere.
La ragazza con le ciglia chilometriche incontrata in Corso sembra pensarla proprio così. La borsa nera con manico in pelle e tracolla in catena dorata è tempestata da minuscole borchie dorate. Anche lo stivale è caratterizzato da borchie dorate, che qui definiscono il perimetro della calzatura.

No logo no party – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

No logo no party

Eccola qui la logo maniac, colei che saprebbe mettere in croce anche Anna Wintour, viste le sue conoscenze enciclopediche su moda, tendenza e brand. Sorriso e viso da conquistatrice e piglio di chi sa bene cosa vuole dalla vita. Nel suo armadio non mancano gli staple pieces, ma non rinuncia neppure all’acquisto di tutto ciò che è now trending. Una cavigliera fucsia in cotone rosa tradisce il suo amore per l’estate, l’orologio la riporta alla quotidianità scandita da appuntamenti lavorativi e glamour.

Yes, we are fabulous – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Yes, we are fabulous

E poi arrivano loro: belli, anzi bellissimi! Questa coppia di bergamaschi arriva a Pordenone allungando la strada da Asolo, senza sapere della manifestazione.
Lei è un inno al sole e all’estate, lui perfetto grazie allo stile casual scelto per la gita fuori porta. Nella fantasia dell’abito di lei – neanche a farlo apposta – c’è il blu scarico della camicia di lui: che si siano messi d’accordo?

Parental advisory: explicit gorgeousness – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Parental advisory: explicit gorgeousness

Deve essere proprio un luogo comune quello in cui si dice che una neo mamma non si cura e tende a vestire in modo trascurato: la mamma che ho incontrato io sfoggia un total black look e tacco capaci di fare impallidire chiunque. Raccoglie i capelli in una coda per dare ancora maggiore enfasi all’ovale del viso, per cui sceglie un trucco leggero.

 

Blazer’em up! – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Blazer’em up!

Questa ragazza con carré castano e viso dai lineamenti gentili ci fa innamorare della giacca in quattro e quattr’otto. L’unico problema è che a noi il blazer non starà mai come a lei. Chapeau!

L’accoppiata (sempre) vincente: camicia e jeans – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

L’accoppiata (sempre) vincente: camicia e jeans

È proprio vero ciò che si dice: ti infili una camicia e un paio di jeans e sei a posto. Meglio ancora quando si ha il fisico longilineo e il buon gusto della nostra pordenoneveste victim. Il motivo floreale della camicia si contrappone al jeans sfilacciato alla caviglia. Ai piedi un mocassino/pantofola con micro borchie oro che fanno da trait d’union alla montatura dei suoi Aviator.

A smile is worth all the colors of the rainbow – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

A smile is worth all the colors of the rainbow

Qui non servono tanti bijou ed accessori, vista la capacità che ha un sorriso di questo tipo ad illuminare in un colpo solo il nero e il jeans!

Detail lover – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Detail lover

Sebbene non possa sfuggire il suo omaggio a pordenonelegge visto il colore della camicia che indossa, a catturare la mia attenzione è stato l’orologio il cui quadrante si abbina alla perfezione allo spolverino.

Tutti (e tre) appassionati di moda – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Tutti (e tre) appassionati di moda

Entrambi amano il mondo della moda: chissà che buon gusto avrà anche la loro bimba. La futura mamma sceglie il comfort dell’abito lungo nero con dettaglio floreale e una giacca in pelle. Il logo della maison di moda francese personalizza la borsa con catena oro scelta per accompagnare l’outfit. Per lui, look casual: camicia bianca e pantalone grigio da portare con sneakers “d’autore”.

Omaggio a pordenonelegge – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Omaggio a pordenonelegge

Ed eccola raggiante nel suo look confezionato ad hoc per pordenonelegge: la giaccia e il pantalone gialli sono un chiaro richiamo ai colori dell’evento pordenonese. Impossibile perderla di vista, sia per il colori che veste, sia per la bellezza del suo viso.

Il military look per fronteggiare le code – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Il military look per fronteggiare le code

Chi è un abitué di pordenonelegge sa bene quanta coda ci sia agli eventi: lei ha deciso di affrontarle in “assetto da guerra” con chemise verde militare e dettagli floreali e anfibi ai piedi.

Light color palette – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Light color palette

Se il tempo è incerto, meglio evitare colori scuri (soprattutto quando essi non sono tanto nelle nostre corde)! Dev’essere proprio ciò che ha pensato lei nella scelta di un outfit che valorizza la chioma bionda e la pelle ancora abbronzata dall’estate. Ai piedi un paio di calzature casual confortevoli ed adatte ad un day look.

A very fancy couple – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

A very fancy couple

Il modo in cui si tengono per mano è direttamente proporzionale alla cura con cui hanno scelto cosa vestire in occasione di pordenonelegge.
Per lei, abito lungo in seta marrone a pois e sandalo infradito con decoro centrale la cui tinta si sposa perfettamente alla borsa di pelle color tortora. Per lui giacca blu e camicia che sceglie di portare in modo più informale, ovvero leggermente aperta sul collo. Un mocassino marrone è la calzatura scelta da questo Sir pordenonese (?) per completare il look.

Ton sur ton – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Ton sur ton

Sebbene la signora all’inizio non fosse d’accordo, non ho saputo proprio rinunciare a fotografare il perfetto match tra collana e abito plissé che portava: un’ottima lezione di stile!

Back in black – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Back in black – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Back in black

Oltre ad amare il comfort, lei è una grande fan del nero, tinta che sceglie sia per la gonna a pieghe sottili, che per la giacca. Ai piedi una sneaker resa ancora più confortevole da qualche centimetro di gomma bianca.

Easy like Sunday morning – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Easy like Sunday morning

Sebbene la prima prediliga il jeans e l’azzurro, e la seconda le tonalità marroni e il sabbia, il filo conduttore è unico: entrambe scelgono un look informale e easy, perfetto per seguire la rassegna di pordenonelegge.

The perfect shade of grey – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

The perfect shade of grey

È un abito in camoscio grigio quello che sceglie questa signora per visitare la rassegna. Il taglio di capelli corti lascia campo ad un viso luminoso quanto lo sono i suoi infradito e gli orecchini. Una maxi borsa in cuoio marrone è l’accessorio da lei scelto per conservare i libri acquistati.

From Russia with so much love – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

From Russia with so much love

Lei è arrivata a Pordenone dalla lontana Russia – dove si interessa di libri per l’infanzia – e lo fa vestita all’insegna della praticità con giacca in jeans con strappi e sneakers ai piedi.

Channeling perfection with long dress and boots – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Channeling perfection with long dress and boots

Tra i tanti abiti lunghi che ho visto, mi è piaciuto molto il modo in cui lo portava lei, armata di grande sorriso e boots in pelle nera. A caratterizzare l’abito leggero una minuscola fantasia di colore chiaro che rendeva meno evidente il contrasto con la borsa bianca portata sulla spalla.

Pois overall – pordenoneveste 2018, i look di pordenonelegge 2018

Pois overall

C’è anche chi ha ama così tanto i pois da indossarli non solo sulla chemise, ma anche nei calzini, indumento oramai da portare visto il clima settembrino.

Una ciliegia tira l’altra – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Una ciliegia tira l’altra

Gabriella, in forze al prezioso team social dell’evento, sceglie la seta azzurra, il blue jeans con bordo sfrangiato e una giacca dal taglio a kimono blu.
A completare il look, gli accessori di colore giallo con cui mettere in risalto la sua capigliatura bionda. Immancabile sulla spalla, la borsa con le ciliegie disegnata per la 19ma edizione di pordenonelegge.

Righe su righe – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Righe su righe!!

Quando in un tavolo ben tre commensali su quattro vestono le righe è inevitabile pensare quanto questo elemento grafico sia ancora in voga. Tra tutti ho però scelto lei, perfettamente coordinata anche con il piatto scelto: la zuppa.

I loro libri hanno invaso casa – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

I loro libri hanno invaso casa

Dalle spille che vedrete sugli zaini, capirete che questi avidi lettori, sono degli assidui frequentatori di pordenonelegge, manifestazione a cui partecipano sempre vestiti sportivissimi. A casa loro – mi hanno detto – ci sono più libri che mobili!

Fall must have colors – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Fall must have colors

Se c’è un colore a cui dovremmo abituarci questo autunno è il rosso cupo: lei lo abbina al jeans, alla pelle nera dei suoi stivaletti e della sua postina di Zanellato.

E per questa edizione di pordenoneveste 2018 è tutto: desidero davvero ringraziare chi si è fatto fotografare ed è stato al gioco! Ci si vede alla 20ma edizione di pordenonelegge… intanto iniziate a pensare all’outfit!  😉

Chiara Orlando

 

pordenoneveste atto III

Alla terza edizione di pordenoneveste – i migliori e peggiori look di pordenonelegge – non sapevo che aspettarmi. Con mia grande sorpresa, mi sono trovata di fronte ad una città gaia, che ama vestire e che lo fa in modo assai più disinvolto che nelle passate edizioni.
Certo, non sono mancate le icone di grazia e di stile, ma ciò che ho visto è più uno streetstyle che molto apprezzerebbe il compianto Bill Cunningham.
E di cose brutte ne ho viste? Purtroppo devo deludervi: sarà stato per via del tempo incerto (niente derriere allo scoperto e niente ombelichi), ma di outfit orrendi non ne ho visti poi tanti.
Le cose che mi hanno divertito e che mi sono piaciute sono state
molte.

Due outfit in un colpo solo: queste due amiche si sono prestate senza troppa resistenza ad un mio scatto
It’s a wrap

Due outfit in un colpo solo: queste due amiche si sono prestate senza troppa resistenza ad un mio scatto: d’altra parte con un visto così e con questo look, sapevano bene di posizionarsi ai vertici della hit parade di pordenoneveste. Killerlook per entrambe.

Fringe super chic Guardando l'outfit di questa signora capirete che una scala da 1 a 10 non è sufficiente

Fringe super chic

Guardando l’outfit di questa signora capirete che una scala da 1 a 10 non è sufficiente per decretare quanto siano chic le frange. Piacevole anche la texture etnica della giacca e lo stivaletto che lascia intravvedere la caviglia nuda.

Reputo il loro streetstyle look un vero colpo da manuale: dal boyfriend cut jeans, al jeans tagliato alle ginocchia, alle sneakers.

In black and denim we trust

Non potevo farmi scappare queste due ragazze restie a farsi fotografare (soprattutto una). Reputo il loro streetstyle look un vero colpo da manuale: dal boyfriend cut jeans, al jeans tagliato alle ginocchia, alle sneakers.

È un outfit vivace quello scelto da questa ragazza con treccia bionda: il fucsia di cui sono realizzati i dettagli si stende sulla bag di Galliano, provandone l'assoluta sintonia.

A colorful mind

È un outfit vivace quello scelto da questa ragazza con treccia bionda: il fucsia di cui sono realizzati i dettagli si stende sulla bag di Galliano, provandone l’assoluta sintonia.
Un paio di jeans chiari e boots con frange ne completano lo stile.

Il gonnellone e il giubbetto in jeans con voile sono i capi selezionati da questa lettrice intenta a sfogliare il programma della 18esima edizione con l'amica.

Yellow e big smiles anche per questi tre universitari

Yellow and big smiles

Il gonnellone e il giubbetto in jeans con voile sono i capi selezionati da questa lettrice intenta a sfogliare il programma della 18esima edizione con l’amica.
Yellow e big smiles anche per questi tre universitari che si sono lasciati catturare dal mio obiettivo appena arrivata a Pordenone.

Semplicemente Inarrivabile. Anche impegnandosi molto è impensabile pensare di poter raggiungere lo stile di questa signora pordenonese.

L’icona di stile

Semplicemente Inarrivabile. Anche impegnandosi molto è impensabile pensare di poter raggiungere lo stile di questa signora a passeggio per le vie del centro. Per lei cappottino leggero in pelle rossa e manica a tre quarti in lana. MI viene quasi da pensare sia amica di Anna Wintour, arrivata direttamente dalla New York Fashion Week e che gli occhiali le servano per abituarsi gradualmente al fuso orario locale.

Semplicemente Inarrivabile. Anche impegnandosi molto è impensabile pensare di poter raggiungere lo stile di questa signora pordenonese.

From Bolzano with love

Blogger di Womenoclock e grande appassionata di cultura, Barbara Gramegna contrasta la giacca e il pantalone grigio con un paio di décolleté in camoscio rosse. Di grande effetto anche la borsa di ispirazione etnica in cui vi è un richiamo a tutte le tonalità che indossa: il rosso, il nero e il grigio.

Felicemente greyhair, Giulia Buzzolo sposa un urban look che sentirebbe suo anche uno dei grandi ribelli della storia dell'arte: Caravaggio.

Una pennellata d’autore

Giulia Buzzolo è un artista: una di quelle vere, capace di dipingere con le tecniche antiche e di misurarsi con stili pittorici che incutono timore solo a pronunciarne il nome. Felicemente greyhair, Giulia Buzzolo sposa un urban look che sentirebbe suo anche uno dei grandi ribelli della storia dell’arte: Caravaggio.

A Cat story Può una giacca in lana cotta catturare la mia attenzione (e quella di molti passanti del Corso) da finire nell'articolo dedicato a pordenoneveste?

A Cat story

Può una giacca in lana cotta catturare la mia attenzione (e quella di molti passanti del Corso) da finire nell’articolo dedicato a pordenoneveste? Sì, quando è perfettamente abbinata a tutto il resto!

The Champ non lascia nulla al caso neppure nello stile: Pordenoneveste lo incornicia casual ricercato, con giacca blu, T-shirt, jeans e sneakers.

The Champ

Incappare in Enrico Spadotto in queste occasioni è il sogno di ogni blogger: questo triatleta ventisettenne dagli occhi color Pantone Reflex Blue C è un riferimento per le IG stories, dove racconta la sua passione smisurata per lo sport (si allena prima di andare al lavoro) e il piacere di lunghi aperitivi.
The Champ non lascia nulla al caso neppure nello stile: pordenoneveste lo incornicia casual ricercato, con giacca blu, T-shirt, jeans e sneakers.

Una cascata di capelli castano chiari incornicia un viso che sembra rubato alla più celebre tela del Botticelli. Questa giovanissima sceglie il colore rosa per addolcire il giubbotto in pelle nera.

The angel

Una cascata di capelli castano chiari incornicia un viso che sembra rubato alla più celebre tela del Botticelli. Questa giovanissima sceglie il colore rosa per addolcire il giubbotto in pelle nera. Dettagli leather garbati anche nella bag di Michael Kors da portare a spalla e taccuino della stessa maison.

Come definire il loro look? Super casual e super cool, come lo erano loro.

Bansky’s friends

Non appena ho visto questi due ragazzi non ho potuto fare a meno di pensare facessero parte di qualche circuito musicale di nicchia o che fossero amici di Bansky. E se la seconda ipotesi non fosse solo una mia fantasia? Mi prenoto per l’intervista a Bansky!
Come definire il loro look? Super casual e super cool, come lo erano loro.

 C'è forse solo una persona al mondo che veste il trench meglio di lei: Kate Middleton, ma forse Kate Middleton non ha quella borsa.

Unconditionally love

Coup de cour: non le vedevo da secoli e incontrarle in questa occasione mi ha reso ancora più felice. C’è forse solo una persona al mondo che veste il trench meglio di lei: Kate Middleton, ma forse Kate Middleton non ha quella borsa. E quando mamma e figlia sono a spasso per Pordenone gli accessori sono perfettamente abbinati.

 il focus è tutto il suo stile: jeans nero con tasche laterali, anfibio e giacca mimetica.

Military rulez

Sebbene io non sia riuscita a mettere a fuoco il viso di questa military fan, il focus è tutto il suo stile: jeans nero con tasche laterali, anfibio e giacca mimetica.

La super mamma conquista Corso Vittorio con un total black total: vestito, occhiali con la montatura spessa, calze a rete nere.

Style is a family business

Non ci sono dubbi sul fatto che a questa bimba è stato trasmesso il buon gusto (e l’amore per le calze particolari). La super mamma conquista Corso Vittorio con un total black: vestito, occhiali con la montatura spessa, calze a rete nere. Gli stivaletti in pelle morbida creano un trait d’union con il resto dell’ensemble.

Due amiche e due stili così diversi: la prima sceglie il rosso per dare vivacità all'incarnato e la seconda mixa sapientemente il giacchino color cognac al bianco.

Aperitivo time

Due amiche e due stili così diversi: la prima sceglie il rosso per dare vivacità all’incarnato e la seconda mixa sapientemente il giacchino color cognac al bianco.

Cosa mi è piaciuto di loro? I loro non fronzoli e la loro disinvoltura, a conferma di quanto lo stile sia in primis uno stato mentale.

More than casual

Tre tentativi di messa a fuoco e tutti portati a termine con scarso successo: è toccata così a questi due ragazzi che ringrazio per essersi prestati pazienti al gioco. Cosa mi è piaciuto di loro? I loro non fronzoli e la loro disinvoltura, a conferma di quanto lo stile sia in primis uno stato mentale.

Chiara Orlando

GREY HAIR, due ambasciatrici si raccontano

Quando circa cinque anni fa iniziai a vedere qualche scatto grey hair su Vogue o su altre riviste, pensai si trattasse solo dell’ennesima moda. Ora capisco che non è proprio così e che lasciarsi i capelli grigi, oltre ad essere una vera e propria conquista, è diventato un fatto di costume ed uno strumento per valorizzarsi.
Le donne che decidono di lasciarsi i capelli al naturale aumentano di giorno in giorno lasciando il testimone dell’appuntamento per la tinta dal parrucchiere agli uomini. Questi ultimi sono invece sempre più propensi a tingersi con l’idea che la chioma brizzolata possa invecchiarli.
Si stanno invertendo i ruoli? Forse sì. Per capire meglio il fenomeno, ho deciso di intervistare due ambasciatrici dello stile grey hair.
Margherita Orlando e Luisella Gaiatto racconteranno in questa intervista quali sono le motivazioni che le hanno portate a decidere di tenere il loro colore naturale e com’è cambiata per loro la percezione dello stile.

Chiara’s room: Perché avete scelto di lasciarvi i capelli grigi?

Margherita Orlando: Ho iniziato a tingermi i capelli a 18 anni. Ciò` significa che fanno circa vent’anni di colori mensili, di ricrescite, di insicurezze.
Luisella Gaiatto: Ho scelto di lasciare i capelli grigi perché ero stanca della sensazione di essere in disordine, per quanto cercassi di fare attenzione a rispettare gli appuntamenti dalla parrucchiera per i ritocchi del colore.

Chiara’s room: Quanto tempo vi è servito per prendere questa scelta? C’è stato un particolare episodio che vi ha fatto decidere in tal senso, oppure è stato un percorso graduale?

Margherita Orlando: Ho cominciato a pensare che potevo smettere di colorarmi a settembre del 2015. Una mia amica allergica alle tinte soffriva moltissimo del fatto che non poteva farsi un semplice colore dal parrucchiere ma doveva passare ore a impiastricciarsi di yogurt e henné. Ho cercato di farle capire che i capelli grigi non erano la fine del mondo, di certo non dopo i trent’anni. Mi sono resa conto che questo discorso era ipocrita: non era infatti quello che facevo io? Colorarmi ancora e ancora, non accettando che il mio vero colore non fosse quel castano 5.0 che mi faceva il parrucchiere? Quindi a dicembre 2015 mi sono fatta l’ultima tinta.
Luisella Gaiatto: L’evento che mi ha spinto a cambiare colore è stato il diffondersi della moda dei capelli grigi: ho pensato che fosse l’occasione giusta per fare questo cambiamento radicale. Ne ho parlato con la mia parrucchiera, ero abbastanza decisa ma ammetto che, dal momento in cui ho preso l’appuntamento per iniziare il processo di cambiamento fino alla data dello stesso (un mese), ho dormito molto poco presa dai dubbi.

Quando circa cinque anni fa iniziai a vedere qualche scatto #greyhair su Vogue o su altre riviste, pensai si trattasse solo dell'ennesima moda. Ora capisco che non è proprio così e che lasciarsi i capelli grigi, oltre ad essere una vera e propria conquista, è diventato un fatto di costume ed uno strumento per valorizzarsi.

Nella foto Margherita Orlando

Chiara’s room: Da quale colore arrivate? Biondo, castano, bruno?

Margherita Orlando: Dal castano, passando al biondo delle mèches.
Luisella Gaiatto: Colore di provenienza castano scuro.

Chiara’s room: La vostra è stata una trasformazione graduale usando delle meches, dei trattamenti decoloranti, degli schiarenti, oppure vi siete lasciate grigie, senza intervenire chimicamente?

Margherita Orlando: Quando dopo tre mesi dall’ultima tinta la ricrescita è diventata molto visibile, mi sono fatta delle mèches bionde sui capelli ancora castani che hanno camuffato il grigio in maniera molto soddisfacente.
Luisella Gaiatto: La trasformazione è avvenuta gradualmente grazie ad una decolorazione con mechès (moltissime mèches), per abituare l’occhio al cambiamento. Il taglio corto ha contribuito a velocizzare i tempi. Nelle sedute successive, circa una al mese, ho solamente mantenuto il taglio corto, nessun altro trattamento decolorante.

Chiara’s room: Il colore che avete è totalmente naturale?

Margherita Orlando: Si!! Ed è grigio. Non bianco come mi immaginavo. Un grigio molto omogeneo. Ci credo, erano vent’anni che i miei veri capelli volevano mostrarsi. Erano pronti.
Luisella Gaiatto: Si, il colore è totalmente naturale da oltre un anno.

Si stanno invertendo i ruoli? Forse sì. Per capire meglio il fenomeno, ho deciso di intervistare due ambasciatrici dello stile greyhair.

Nella foto Luisella Gaiatto. Photo credits © Gianni Cesare Borghesan

Chiara’s room: Prima di prendere questa decisione ne avete parlato con i vostri mariti/compagni? Cosa ne pensavano loro di questo vostro desiderio?

Margherita Orlando: Il mio compagno è stato contrario ed ancora lo è! Dice che stavo meglio prima. Peccato.
Luisella Gaiatto: Ho parlato con il mio compagno della mia intenzione e, dopo averci riflettuto un po’ su, ha supportato la mia scelta. Inizialmente era un po’ scettico poichè era difficile immaginarmi così tanto diversa da come ero.

Chiara’s room: Cosa avete pensato la prima volta che vi siete viste #greyhair allo specchio?

Margherita Orlando: Non c’è stata veramente una prima volta, essendo stato un processo graduale. Infatti rivedo fotografia di quando mi vedevo grigia, ma mi rendo conto che non lo ero ancora. Avevo ancora il biondo delle mèche.
Luisella Gaiatto: Sinceramente non ricordo cosa ho pensato, però ricordo bene la sensazione di “essere tornata a casa” e che mi sono piaciuta: il risultato era migliore delle aspettative.

Chiara’s room: Grey hair cos’è per voi? Un trend? Una conquista tutta al femminile? Uno stile di vita?

Margherita Orlando: #Greyhair è sostenere che il grigio sia un colore, per nulla legato all’invecchiamento. Infatti, il mio primo capello bianco l’ho notato a 14 anni. Non ero di certo vecchia. Spesso noto qualche capello bianco anche sui bambini! 😉 Diciamo che ho l’occhio allenato
Luisella Gaiatto: Direi una conquista! Sentirsi libere di essere esattamente come siamo e sdoganare l’idea che “grigio=vecchio” è un gran risultato.

Chiara’s room: Quando vi incontrano per strada, vi sentite più osservate?

Margherita Orlando: Assolutamente! E ricevo anche tanti complimenti! Di certo alcuni sono complimenti da donne “che non hanno il coraggio di farlo”, e che ammettono che si possa stare bene (o “non cosi male”) anche coi capelli grigi. Moltissime donne mi chiedono consigli. Sono soprattutto donne che hanno più’ di 50 anni. Un consiglio che posso dare è “Fatelo da giovani!!” Il vostro viso non ne risentirà.
Luisella Gaiatto: Indubbiamente si, posso vedere chiaramente sui visi di chi mi osserva la domanda “ma saranno veri o li avrà decolorati?”.

Chiara’s room: So per certo che Margherita, da quando ha scelto la strada greyhair, riscuote addirittura più successo di prima: anche tu Luisella ricevi più apprezzamenti?

Luisella Gaiatto: Si, sono aumentati gli apprezzamenti, soprattutto dalle donne. Sono palesemente sinceri e mi fanno molto piacere.

Chiara’s room: Cos’è che vi infastidiva di più del colore tradizionale: il fatto che fosse innaturale o il tempo perso dal parrucchiere?

Margherita Orlando: Tutto! Il colore cambia a mano a mano che le settimane passano: ti ritrovi castana scuro la prima settimana, piu’ chiara la seconda, ma inizia la ricrescita. La terza dovresti già andare dal parrucchiere, ma non ce la puoi fare! La quarta sei decisamente trascurata.
Dal parrucchiere perdi tempo, certo, e non è nemmeno gradevole stare li’ con la testa bagnata, pensando di essere stata dimenticata, scrutando l’ora.
Luisella Gaiatto: In realtà nessuna delle due cose: il tempo dal parrucchiere – quando non eccessivo – per me è una coccola e, trattando i capelli da molti anni, mi ero ormai abituata all’idea che non fosse naturale. Ciò che mi infastidiva davvero era avere la sensazione di non essere in ordine, come già detto.

Nella foto Margherita Orlando

Chiara’s room: Avevate problemi anche di allergia?

Margherita Orlando:No, avrei potuto tingermi fino alla morte! Meno male che non lo faccio più’.
Luisella Gaiatto: Nessuna allergia, ma ammetto che apprezzavo l’attenzione del parrucchiere nella scelta accurata di prodotti delicati per la cute.
Chiara’s room: La vostra è stata una scelta anche etica?

Margherita Orlando: No, non etica, volevo solo usare e approfittare del mio vero colore. E semplificarmi leggermente la vita.
Luisella Gaiatto: No, nessuna scelta etica.

Chiara’s room: Qual’è stata la reazione della vostra famiglia e dei vostri amici quando vi hanno visto la prima volta al naturale?

Margherita Orlando: Sono piaciuta. O sono degli ipocriti. 😉 Il commento generale è che ho un viso più’ dolce, meno duro.
Luisella Gaiatto: Direi grande entusiasmo in famiglia e decisamente stupore tra gli amici.

Chiara’s room: Avere i capelli grigi, significa avere maggiore cura per il proprio make up e abbigliamento: è così anche per voi?

Margherita Orlando: Assolutamente si! Sono sempre truccata, prima non mettevo l’ombretto, ora ogni giorno. Con l’abbigliamento ci stiamo lavorando. 🙂 Mi piacciono le cose molto sobrie e ciò` aiuta ad avere un look ordinato, ma so che posso fare di meglio. Mi sono accorta che certi colori sono impossibili ora, ingialliscono la pelle : sono banditi il giallo, il rosso e il verde, e tutti I colori caldi.
Mi sento bene in blu, nero, grigio bianco e viola.
Luisella Gaiatto: Si, mi accorgo di prestarvi maggiore attenzione; la spinta è data dall’armonia, dal sentirmi a mio agio e piacermi.

Chiara’s room: Nell’accezione comune la donna con i capelli grigi era sciatta e trascurata, ora è un fenomeno di moda: che ne pensate in merito a ciò?

Margherita Orlando: Ci sono donne bellissime che mi hanno ispirato. E poi diciamocelo: conoscete una donna che sta peggio con i capelli grigi di come stava quando si colorava? Io no.
Luisella Gaiatto: Penso che una donna può essere sciatta e trascurata con qualunque colore di capelli. Sta al buon gusto dei singoli aver cura di sé, in ogni caso. Indubbiamente a chi porta i capelli grigi spetta maggiormente il “compito” di smentire tale idea, profondamente radicata, per lo meno nella nostra cultura. L’eleganza ed il fascino possono anche avere un colore di capelli non convenzionale.

Chiara’s room: Prima di fare il grande passo, avete guardato delle foto online oppure vi siete scelte una musa greyhair a cui ispirarvi?

Margherita Orlando: La mia musa (irraggiungibile, e quando vedrete la foto capirete perchè) è l’editor di Elle, Sarah Harris. Ha iniziato ad avere i capelli grigi a 16 anni.
Poi, la blogger americana di How Bourgois che è stata una fonte di grande motivazione. Una sezione del suo blog è dedicata ai capelli grigi.
Durante la fase di transizione sentivo proprio il bisogno di guardare immagini di belle donne dai capelli grigi quasi tutti i giorni.
Luisella Gaiatto: Ho guardato una quantità indescrivibile di foto online, sono state un utile spunto anche per il taglio di capelli da abbinare, sebbene non ce ne fosse realmente bisogno vista la fiducia assoluta che posso riporre nelle capacità della mia parrucchiera.

Chiara’s room: Dopo il passaggio greyhair, è stata cruciale la scelta del taglio di capelli?

Margherita Orlando: Li ho tenuti sempre corti come prima.
Luisella Gaiatto: Sono convinta che il taglio di capelli adatto aiuti molto. Nel mio caso arrivavo già da un taglio corto, non ho dovuto stravolgere anche quello ma renderlo più sbarazzino mi ha facilitato nell’abituarmi a vedermi diversa.

Chiara’s room: Consigliate di passare alla versione Greyhair anche a chi porta i capelli lunghi?

Margherita Orlando: Si, ma il processo sarà immensamente più’ lungo. Per me sono stati necessari 12 mesi esatti per ritrovare il mio colore. In questo caso consiglio la decolorazione.
Luisella Gaiatto: Ho visto foto di donne bellissime con i capelli grigi e lunghi, altre meno interessanti. Credo che la scelta dipenda molto dall’età e dal viso della donna.

Ho guardato una quantità indescrivibile di foto #greyhair online, sono state un utile spunto anche per il taglio di capelli da abbinare, sebbene non ce ne fosse realmente bisogno vista la fiducia assoluta che posso riporre nelle capacità della mia parrucchiera.

Nella foto Luisella Gaiatto. Photo credits © Gianni Cesare Borghesan

Chiara’s room: Cos’è che vi sentite di dire a chi è indeciso se fare questo passo o meno?

Margherita Orlando: Non ve ne pentirete mai!
Luisella Gaiatto: Direi che la soddisfazione, “dopo”, sarà molta. Tanta quanto sarà il coraggio di fare questo salto nel buio. E poi che è fondamentale non lasciarsi condizionare dai commenti altrui: chi ha bisogno di conferme esterne a se stessa, vivrebbe il cambiamento con maggiore difficoltà.

Chiara’s room: Visto che tradizionalmente il #greyhair invecchia, eravate preoccupate vi potesse accadere ciò?

Margherita Orlando: Certo, e forse è un po’ cosi! Ma prima sembravo giovane, forse anche troppo. 🙂
Luisella Gaiatto: Assolutamente si. Per fortuna non è stato così, almeno io non mi sono mai percepita invecchiata a causa del colore dei capelli. Nel caso, il make-up, come detto prima, aiuta a scongiurare il pericolo.

Nella foto ;Margherita Orlando

Chiara’s room: Grey hair per tutti oppure per qualche donna no?

Margherita Orlando: Per tutte, anche se prima si fa, meglio è.
Luisella Gaiatto: Sinceramente non saprei rispondere.

Chiara’s room: Quali sono secondo voi gli errori più comuni di look e nell’outfit che commette una donna che, con i capelli al naturale, sembra avere molti più anni rispetto alla sua età?

Margherita Orlando: Le spalle curve (come le mie! ) 😉 Da evitare i tagli da pulcino spennacchiato.
Luisella Gaiatto: Da profana, direi vestirsi come la nonna e, in generale, avere poca cura di sé. In fondo basta un filo di trucco e scegliere l’abbigliamento adatto alle proprie forme del corpo.

Chiara Orlando

pordenoneveste: il meglio e il peggio di pordenonelegge

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Cala il sipario su pordenonelegge e si alza su pordenoneveste con l’articolo dedicato ai migliori e peggiori look dell’evento pordenonese.
Mi perdonerà Michela Zin se dico che il tempo inclemente è stato in fondo per me una vera benedizione. E il motivo è semplice: di tatuaggi al collo quest’anno non ne ho visti, così pure non ho visto tante t-shirt attillate e variopinte con scritte in inglese (incomprese da chi le porta) indossate da uomini e donne che non si arrendono al fatto che con gli anta, gli addominali non sono scolpiti come quelli che avevano in gioventù.

Il meteo bizzarro ha fatto sì che di carnevale ce ne fosse meno, che le panze e le maniglie dell’amore fossero più al coperto.
Anche le rondini sembrano essere già partite per svernare al caldo: di sopracciglia depilate a volo di rondine ne ho contate due nell’arco di sei ore. Un ottimo risultato che mi fa sperare che questa oscenità possa diventare out nel giro di poco e che l’uomo mediterraneo possa fermare in tempo la sua auto castrazione in femmina o altro genere non ben identificato.
Il pubblico di pordenonelegge quest’anno è più ricercato. In tanti sembrano abbracciare il suggerimento di diventare un tutt’uno con la città vestendo con dettagli di colore giallo.

Photo credits ©gitans_bee; photo credits ©Alessandro Secondin

Photo credits ©gitans_bee; photo credits ©Alessandro Secondin

Il prezioso team di pordenonelegge sceglie il giallo e il nero, colori che si ritrovano ovunque in città. 

Un’altra cosa che mi è piaciuta è che, a differenza dell’anno scorso, il pubblico dell’edizione 2016 si prestasse per le foto e fosse felice di raccontarsi per pordenoneveste.
Questa signora pordenonese, se non fossi sicura di averla fotografata in centro, mi sembrerebbe più una newyorkese che vanta amiche glamour del calibro di Iris Apfel e Dianne Furstenberg. Settant’anni portati con uno stile che fa invidia alle ventenni: dalla stringata lucida al giacchino operato.

Settant’anni portati con un stile che fa invidia alle ventenni: dalla stringata lucida al giacchino operato. Photo credits ©Alessandro Secondin

Nota eccentrica in Corso è un “classico” Giampiero Mughini che, solo qualche istante prima del mio scatto, si era tolto una delle sue mirabili montature. Poco male, visto che con questa giacca e le scarpe rosso Valentino faccia capire già qual è il look che aborre: “il look sobrio”.

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Giampiero Mughini in Corso, noto amante del look sobrio

Lei non è pordenonese, bensì svedese ed è proprio una delle autrici che hanno presenziato a pordenonelegge. Impossibile non scorgere in lei la classe di Jackie Kennedy e Liz Taylor in questo scatto che mi regala con piacere, felice di essere ambasciatrice del buon gusto per pordenoneveste.

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La classe di Jackie Kennedy e Liz Taylor in questo scatto che mi regala con piacere, felice di essere ambasciatrice del buon gusto per pordenoneveste.

Romanticismo e rock, convivono alla perfezione in questo look perfetto per un settembre inoltrato. L’abito rosa iperfemminile acquista grinta grazie al giacchino in pelle nera, alla borsa con borchie e ai lunghi pendenti all’orecchio.

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Romanticismo e rock, convivono alla perfezione in questo look perfetto per un settembre inoltrato

Lei ha il viso di chi sa di essere perfetta per pordenonelegge: il pantalone palazzo con balza a minuscoli quadratini di Vichy neri e bianchi rompe la monotonia della maglia nera e rende la giacca in pelle meno aggressiva. Ai piedi un paio di calzature con la punta chiusa ed arrotondata e tacco robusto, sono l’ideale per affrontare al meglio le code agli eventi di pordenonelegge.

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Lei ha il viso di chi sa di essere perfetta per pordenonelegge e pure il look.

C’è poi chi sceglie di abbracciare l’autunno vestendo i colori autunnali con una palette di marroni e tessuti morbidi.

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I colori autunnali con una palette di marroni e tessuti morbidi per pordenoneveste

L’amore per il design e l’architettura non può non far capolino nei capi scelti da uno dei curatori della splendida mostra Bookart, Beyond Reading. Nel bomber ritroviamo qualche richiamo ad Escher grazie allo scacco bianco e nero, poi quest’ultimo domina su maglia e i pantaloni. L’occhiale nero diventa prezioso grazie al glitter ton sur ton nero.

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Nel bomber ritroviamo qualche richiamo ad Escher grazie allo scacco bianco e il nero, poi il nero domina sul resto dell’outfit

Peccato che questa signora fosse troppo di fretta: il blu notte e il verde bottiglia giocano a nascondino in un ampio gonnellone, uno scialle in seta e nelle calzature dal tacco scultura. Con i Jimmy Choo ai piedi non ce l’ho fatta a raggiungerla in tempo prima che si dileguasse tra i vicoli della città.

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Per la signora di fretta l’ampio gonnellone, uno scialle in seta e nelle calzature dal tacco scultura.

Anche un cuore di pietra come il mio non può che sciogliersi di fronte a questa coppia che cammina mano nella mano, lei oltretutto in giacca gialla: l’amore e la cultura trionfano sul grigiore del cielo, sulle sopracciglia ad ali di rondine, sulle T-shirt adolescenziali.

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l’amore e la cultura trionfano sul grigiore del cielo e su tutto il resto

Piacerebbe molto a Susanna Agnelli questo look scelto da mamma e bimba con due sorrisi graziosi e gentili che, oltre alla buone letture, amano pure il bianco, il blu e le righe alla marinara.

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Piacerebbe molto a Susanna Agnelli questo look scelto da mamma e bimba perfette marinare.

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Abito romantico nero con balze in motivo sangallo per pordenoneveste

All black ad eccezione della pochette rosso fuoco per questa signora con caschetto castano. Per pordenonegge sceglie un abito romantico nero con balze in motivo sangallo. Il sandalo anch’esso nero ha i lacci che salgono sino alla caviglia.

E che dire di loro? Anche loro entrano nella mia personale hit-parade dei look di pordenoneveste vista la scelta azzeccatissima delle calze di lei (omaggio al gattaccio nero di pordenonelegge) e baffi, barba e occhiali di lui, che lo fanno sembrare uno scrittore d’altri tempi, amante della pipa e della musica classica.

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Il look vincente per pordenonelegge? Il loro!

E io? Questa volta, anche se vi sembrerà strano, mi sono vestita anch’io come un gatto nero: pantalone, scalda cuore in velluto nero, canottiera nera, cintura nera, ma mi sto già impegnando nella ricerca di un bel tessuto giallo con cui farmi un bell’abito a caffettiera per il prossimo pordenoneveste.

Chiara Orlando 

per maggiori informazioni in merito a pordenonelegge: http://www.pordenonelegge.it/

 

#shoesoftheday @PordenoneSilent

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Appena vidi le prime foto di Elena Tubaro scattate ai piedi dei VIP a Venezia, pensai che la sua fosse una grande idea, nonché l’hashtag più che appropriato: #shoesoftheday. E così, una Mostra d’Arte cinematografica di Venezia e una 34esima edizione di Pordenone Silent dopo, ho il piacere di scrivere un articolo proprio sugli scatti da lei realizzati alle Giornate del Cinema Muto.

Aprirei (letteralmente) le danze con questa scarpa stringata bicolore con cui lanciarsi in un ballo veloce, magari allestito proprio all’interno del salone che abbiamo visto magicamente colorarsi in The Phantom of the Opera. E quando sul più bello le luci delle candele si spegneranno e ci sentiremo minacciati dal Fantasma, ci faremo largo tra la folla grazie al luccichio argenteo del loro pellame bicolore. Sarà facile allora trovare la galleria che ci condurrà lontano dalla temibile creatura.

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photo credits: Elena Tubaro

È un’altra calzatura rubata al ballo quella che riconduciamo ai giorni nostri solo grazie al tatuaggio della proprietaria sul collo del piede: anche qui è l’impuntura a farla da padrona su pellame di colore nero. Un sottile cinturino con fibbia circolare – altro elemento che ci riporta agli anni ’40 – permetterà a questo piedino di stare ben solido, nonostante lo scollo piuttosto pronunciato.

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photo credits: Elena Tubaro

C’è da chiedersi come fosse il proprietario di questi piedi: la mia fervida immaginazione mi fa pensare al Sig. Gosling, a cui il bianco e nero del cinema muto senz’altro piace. Un laccio molto ricercato – come scrive la stessa Tubaro nella caption su Instagram – per una calzatura chiara in pelle morbidissima.

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photo credits: Elena Tubaro

La proprietaria di queste scarpe non teme che gli amici rischino di perderla di vista: è un amore incondizionato per la zebra il suo, di cui ama il manto e le movenze. La vera chicca è il gambaletto in rete: seducentemente wild e strumento prezioso qualora nella savana le zanzare si facessero insistenti.

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photo credits: Elena Tubaro

Tra tutti i proprietari di scarpe che mi sono passati sotto gli occhi, è lui il Lord a cui vorrei stringere la mano: un lavoro di spazzolatura di questo genere richiede tecnica e sapienza d’altri tempi. C’è da chiedersi se la stessa cura minuziosa la riservi pure nell’organizzare un invito a cena, in tal caso mi candiderei volentieri.

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photo credits: Elena Tubaro

Sono tre i colori a caratterizzare questa scarpina che la proprietaria abbina ad un pantalone nero. In questo modello dall’ampia calzata, sono le impunture a definire i colori dei pellami: il blu scuro, il verde e la tonalità cuoio. Chissà se questa signora è una di quelle a cui sono riuscita a “far portare i moustaches”: magari ero così concentrata nei moustaches che non ho prestato attenzione a ciò che indossava ai piedi. Che disdetta!

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Photo credits: Elena Tubaro

Non posso che chiudere con la geometria di questo piede: a quanto pare di passi per raggiungere il cinema ne deve aver fatti molti. Tuttavia, di fronte ad una scelta così coraggiosa nella linea e nei colori, non posso che alzare il pollice in segno di approvazione.

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photo credits: Elena Tubaro

Magari potrei cercare di rintracciare per questa signora amante delle geometrie il Lord del mocassino lucido per qualche ragguaglio su come si conservano le calzature, ma poi magari ne andrebbe del mio invito a cena.
Meglio di no, di questi tempi è bene essere un po’ gelosi.

Chiara Orlando

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

http://fondazionegiovannisantinonlus.com/

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pordenoneveste: il meglio e il peggio

Per i primi cinque minuti a pordenonelegge, ho temuto di dover trasformare il titolo dell’articolo da “pordenoneveste” in “pordenonevestemale”, ma poi le cose hanno preso una piega (d’abito) diversa.
Devo per forza fare una premessa prima di continuare il succulento articolo: l’idea di pordenoneveste non è farina del mio sacco, ma è stata una signora colta e piena di gusto ad avermi suggerito di fare un post a tal proposito.
Pur amando l’abito fiorato, con una linea anni cinquanta, ho basato il mio giudizio su chi è riuscito meglio a valorizzarsi ed avere un look adatto al tipo di evento.

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Ferirò più di qualcuno, ma ho deciso di escludere le donne con le labbra a canotto, seppure ce ne fossero davvero di ben vestite. Altra categoria che ho escluso è stata quella delle donne senza reggiseno ( chi l’avrebbe mai detto che nella minuscola cittadina friulana ci fosse cosi tanta audacia!).

Ma veniamo a ciò che ho visto.
Quando dopo solo tre minuti di passeggiata in Corso, mi sono trovata davanti una pantera vestita con una tutina scintillante, canottiera con numero in glitter stampato sul retro e viso lampadatissimo, mi è venuto quasi male. A chiudere uno dei peggiori outfit di cui ho memoria, un paio di scarpe da ginnastica a zeppa dorate, glitterate, swaroscate di pessima fattura. Ma quello che mi ha fatto più rabbia è che la tizia in questione aveva uno di quei “derrière” da fare invidia a noi tutte. “Mrs. Sonounatrentennemavestodateenager” avrebbe ricevuto grandi consensi sotto il ring dell’incontro di boxe Mike Tyson vs Evander Holyfied – quello in cui il primo stacca a morsi un pezzo di orecchio del secondo- ma non a pordenonelegge.
E con ogni probabilità Tyson alla vista di quella tutina scintillante, avrebbe pensato che c’era di meglio da mordere che il lobo dell’avversario.
Ad accompagnare questa “ragazzina” un compagno che si capiva amare la palestra, peccato che quando li ho sorpassati ho notato che il six pack del fusto era diventato un due. Un due di picche però. Anche se in questo articolo mi sono ripromessa di non parlare del look degli uomini, non posso esimermi nel dire a costui, che sono in pochi a potersi permettere una serafino attillata: uno di questi è canadese, nato nel 1980 e neo papà.
Visto che la palma d’oro del peggiore look di pordenoneveste è già stata assegnata, concentriamoci invece sulle cose che mi sono piaciute.

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Ho trovato assolutamente convincente il look di questa signora tutta vestita in chiaro con pantalone, maglia extra large e giacca operata. A completare il suo look, un paio di occhiali da vista Prada tanto meravigliosi, quanto difficili da portare. Sul suo visto allungato circondato dalla capigliatura riccia stavano benissimo. Sarebbe stata benissimo pure con un bel libro di architettura in mano. Un’edizione Taschen, vista la stilosità del soggetto.

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Outfit ben riuscito anche per questa bellezza dai tratti mediterranei: è quasi un total black il suo. Ad interrompere la tonalità un elemento rigato asimmetrico da portare sopra al sempre validissimo tubino. Ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata il ciondolo in argento lavorato: Violet Grey approverebbe.
Prima di trovare degli altri outfit validi, mi sono imbattuta in uno stuolo di donne con le gonne troppo corte, troppo colorate o vestite troppo sportive.

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Delle ragazze me ne è piaciuta invece una con questo look da “militante della buona lettura”: jeans neri tagliati, canotta nera e borsa nera con frangia. Unici elementi colorati: i suoi boccoli biondi e una casacca senza maniche military style.

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Scatto rubatissimo invece per questo caschetto perfetto che sceglie un long dress nero molto scollato sulla schiena. Rompe la monotonia del nero solo con gli accessori: una cintura color cacao borchiata e una grande borsa capiente della stessa tinta.

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E come non incorniciare in questo articolo il vestito giallo portato di questa signora elegante ed altissima? Il marito, quando mi sono avvicinata a lei, non ha potuto celare il suo orgoglio nel sapere che il look della moglie sarebbe finito in un blog. D’ora innanzi questo diventerà “il suo vestito da pordenonelegge”. Ma oltre ad aver colto nel segno col colore, bellissimo era anche il giacchino di pelle nero tutto traforato che si sarebbe messa più tardi quella sera, anche se in questo scatto lo si scorge appena dentro la borsa in pelle chiara.

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Uno scatto lo meritava anche il modo in cui questa signora bionda aveva abbinato collana, camicia ed occhiale: un look davvero da pordenonese amante della lettura e del teatro.

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Troppo di fretta andava invece questa Lady Jumpsuit per capire se effettivamente quella indossata fosse una jumpsuit o un due pezzi. Sta di fatto che non vi è niente in questo look che non mi piaccia: dalla fantasia geometrica della “tuta” alla borsa e alle spuntate che veste ai piedi.

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Parlando di abbinamenti che sono assolutamente nelle mie corde, merita essere citata la naturalezza con cui costei sceglie una gonna a fantasia su bianca per interrompere canotta e décolleté nere.

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E che dire invece di questo vestito che al blu della notte mescola sprazzi di rosa, lilla, azzurro e quella punta di giallo che tanto ci siamo abituati a vedere in questi giorni?
Abbinamento deliziosamente ben riuscito, pochette compresa. Che libro le vedrei in mano? Beh, ovviamente il Piccolo Principe, affinché la fantasia del suo vestito prosegua con i cieli stellati descritti da Antoine de Saint-Exupéry.

Chiara Orlando

Flower duet

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Flower duet dall’ Opera Lakmé è uno di quei duetti che ho sempre amato, ma di cui non sapevo chi fosse il compositore, come si intitolasse, di che epoca fosse. Sono nota per essere un’amante del rock, dei “sani concerti”, dei decibel intollerabili.

Dell’opera amo qualche aria, con ogni probabilità quelle più note al grande pubblico, ma direi una bugia se dicessi che l’Aida di Verona non è stato uno degli spettacoli più belli a cui ho mai assistito. Un altro motivo che sta dirottando il mio interesse verso questo genere musicale è dovuto al fatto che quando lavoro, soprattutto quando scrivo, devo essere concentrata: le arie soft come Flower duet del compositore francese Léo Delibes, mi danno lucidità.

Un altro bel flower duet è il “flower pattern” degli abiti che vesto e il giardino di casa. Nella cabina armadio c’è un buon ottanta per cento di abiti a fiorellini, di colore rosa pallido o verde tenue. Sì, una vera ossessione. Ogni volta che vado nella mia merceria preferita, i miei occhi vengono catturati da quei tessuti fiorati che si usano per rivestire divani e per realizzare le tende. Rossella O’Hara si fece cucire un abito usando le vecchie tende del salone di Tara, io acquisto il tessuto con cui si fanno le tende per farmi gli abiti.

Una cosa è sicura: meglio i fiorellini piuttosto che il check di Burberry, di cui credo mi mancassero nel guardaroba solo i calzini.

Chiara Orlando