Lifestyle

Venice Fashion Week: Rialto Experience

C’è una Venezia tutta da scoprire, fatta di boutique e atelier che sposano l’artigianalità e la sostenibilità. Nel Sotoportego de Rialto, a pochi passi da uno dei ponti più celebri di Venezia, le attività commerciali si sono unite insieme in occasione della Venice Fashion Week per farci vivere l’esperienza unica che questo luogo può offrire: la Rialto Experience. Nell’antica via degli orefici, dov’è possibile scorgere ancora gli affreschi per cui Venezia diventò nota come la città dipinta, è stato possibile apprezzare una capsule collection realizzata con tessuti di alghe marine (da Tabinotabi), assistere alla lavorazione di un opale (da L’Artistica Gioielleria), ammirare gli abiti/scultura realizzati in vetro e toccare con mano il meglio del design ricercato e hand made.

Un dettaglio delle volte affrescate del Sotoportego de Rialto

I negozi del Sotoportego de Rialto raccontano il loro amore per la città con savoir fare e attenzione ai dettagli.

Alcuni vetri del Giardino di Pippo

Ho particolarmente amato gli oggetti esposti da Il Giardino di Pippo, negozio molto gradevole per l’allestimento e la scelta degli pezzi esposti. Piacerà soprattutto alla clientela alla ricerca di un gusto un po’ retrò.

Un dettaglio della lavorazione degli abiti scultura in vetro di Marina e Susanna Sent

Incantevoli gli abiti scultura realizzati da Marina e Susanna Sent, maestre nel realizzare gioielli in vetro ed oggetti artistici, privilegiando un’estetica minimalista ma in cui fa spesso capolino il colore.

Un’opera di Attombi Venezia in cui è possibile scorgere i diavoli di Lucio Bubacco

Coup de couer personale per i gioielli e le opere esposte da Stefano e Daniele Attombri – Attombri Venezia che rileggono in chiave contemporanea il vetro e si affidano a collaborazioni con i Maestri del vetro più famosi di Venezia.

Chiara Orlando

Goodbye Le Giornate del Cinema Muto!

Si è chiusa con la proiezione di The Lodger di Alfred Hitchcock la 38^ edizione delle Giornate del Cinema Muto.
Il film, accompagnato da un’ottima Orchestra San Marco e diretto da Ben Palmer della Covent Garden Sinfonia London, ha coinvolto i grandi affezionati del genere, ma anche un pubblico più eterogeneo, curioso di poter apprezzare qualcosa di unico come lo sono i film muti.


Io ho assistito a sole due proiezioni della rassegna: The Kid di Chaplin e The Lodger del Maestro del brivido Hitchcock, ma la cosa curiosa e che seppure i film visti siano stati solo due, mi sono portata nel cuore quell’atmosfera frizzante e fuori dal tempo per giorni.
Alle Giornate del Cinema Muto vado anche volentieri perché mi piace respirare quel clima internazionale che trasforma Pordenone in una mecca degli amanti del genere: Giappone, Regno Unito, Stati Uniti sono solo alcune delle bandierine che rallegrano Pordenone per il Festival.

Eccomi alla serata di chiusura delle Giornate del Cinema Muto con l’oggetto ideato per l’edizione 2019: l’occhialone!

E poi, c’è un’altra cosa che mi piace fare: fotografare il pubblico con un oggetto che cambia di anno in anno, ma che coglie lo spirito della rassegna.
E così, dopo i baffi alla Hercule Poirot e il papillon, quest’anno è stata la volta degli occhialoni!

Ho deciso di raccogliere per voi qualche scatto che mi sono divertita a fare agli spettatori:

il Direttore Ben Palmer che ha diretto l’Orchestra San Marco in The Lodger

Lui è il Direttore Ben Palmer (della Covent Garden Sinfonia, London): sabato sera ha diretto l’Orchestra San Marco in The Lodger di Alfred Hitchcock.

In foto “Memorabilia Man”, al secolo Silvio Toso

Collezionista, lettore, viaggiatore, amante del cinema, dell’arte e della buona musica, Silvio Toso è uno che vive l’oggi strizzando l’occhio al passato. Chissà quante opere e cimeli musicali custodisce nella sua wünder kammer… e chissà se mai aprirà le porte alla BBC per un’intervista esclusiva!

Il cinema muto piace solo ad un pubblico adulto?
Questa foto conferma l’esatto contrario! Vi assicuro che l’entusiasmo di questo ragazzo alla proiezione di ieri e alla serata di apertura di The Kid di Chaplin era davvero palpabile!

In foto, Rosangela Secchi

Lei è Rosangela Secchi e ieri sera era alla sua prima serata di cinema muto: ne è rimasta entusiasta!

Dalla lontana Los Angeles per il Festival del Cinema Muto

Lui arrivato dalla lontana Los Angeles, pieno di curiosità sulle Giornate del Cinema Muto diretto da Jay Weissberg, suo amico e con cui condivide la grande passione per il cinema.

Valerio Greco, amante dei silent movies e grande conoscitore

“Silentvalerio Greco” fa capire subito dal nickname quanto ami i silent movies e ne sia un grande conoscitore!

In foto, Greta Cinalli

E vogliamo parlare di lei? Lei sta al cinema muto come io sto alla Moleskine (rende il paragone?)!
Al di là delle battute, Greta Cinalli è ormai di casa a Pordenone ed è una preziosa gemma di Le Giornate del Cinema Muto!

E tre anni dopo… fotografo sempre lui!

Gli occhialoni sono serviti.
Esattamente tre anni dopo, alla serata di apertura delle Le Giornate del Cinema Muto, fotografo il signore che si era così gentilmente “concesso” al mio flash con il papillon al collo nel 2016. Che colpaccio, evviva!

Hitchcock mood!

Indovinate come si è chiusa ieri sera la serata dopo la proiezione di The Lodger, A Story Of The London Fog di Alfred Hitchcock?

Il papillon, i baffi alla Hercule Poirot e gli occhialoni!

E se la vostra domanda è: chissà che cosa si inventerà per l’edizione 2020… Tranquilli, ho già deciso e vi lascerò senza parole!

Chiara Orlando

Un giardino bello in tutte le stagioni

È proprio vero che il giardino di Esta è bello in tutte le stagioni. In questi giorni gli alberi si stanno sporcando di giallo e di arancio, ma nelle bordure dominano ancora il rosa antico, i bianchi e il verde.

Quest’anno mi sono davvero dovuta inchinare alla bellezza dei sedum: chi l’avrebbe mai detto che una pianta che non necessita di cure, né di acqua ed è sempre sana, potesse trasformarsi in un tappeto di fioriture fitte e durature. Anche da fiore reciso il sedum si comporta come un bravo scolaretto, di quelli diligenti che se ne stanno tranquilli e non danno problemi, ma prolungano di giorni la loro freschezza in vaso. 

Il sedum non è di certo la rosa, ma in tutta la sua banale semplicità, è uno degli elementi cardine del giardino da luglio a ottobre inoltrato. 

Quando esco in giardino, il colpo d’occhio nel giardino roccioso è davvero notevole: il rosa antico lascia spazio a macchie verdi e bianche, per poi ridare la scena ai cespugli di varie sfumature di verdi. 

Mi piace l’effetto del sedum anche nella zona dove ci sono i grandi cipressi: rende ancora più romantico l’angolo della panca in ferro bianco da cui si riesce a vedere la facciata della casa per intero.

Lo stelo solido del sedum permette alla pianta di ergersi e di tenere testa ai bossi (aihmé spesso malandati per via della Piralide del bosso) e alle altre piante che erano state scelte con cura per i mixed borders.

Quando vado a cogliere questi fiori vengo raggiunta da un profumo intenso di miele adorato sia le api che dai bombi, che ci danzano attorno con la stessa armonia di Nureyev.

Il mio augurio è che le giornate di sole si prolunghino ancora per un po’: vorrei godere ancora di questi colori e di questi profumi prima che l’inverno li faccia scomparire nella sua coltre di nebbiolina grigiastra.

Chiara Orlando

Pordenoneveste atto IV

“Ah, tu sei quella di pordenoneveste! Chissà chi ci sarà nel tuo articolo quest’anno!” – questo è quello che mi avete detto mentre passeggiavo per Pordenone a caccia dei migliori e peggiori look di pordenonelegge.
Avranno trionfato anche quest’anno il giallo e il nero? Chi si sarà aggiudicato il podio del peggior vestito?

In tutta sincerità, a parte qualche Birkenstock con calzino e qualche canotta in lurex che lasciava intravedere una rosa tatuata da “Fuffa Tattoo”, non ho visto cose per cui rischiare mancamenti.
Certo, quando ci si ostina a mescolare più colori assieme, il rischio è sempre alto e anch’io confesso di cadere spesso nel tranello!

Ma passiamo alle buone notizie (che hanno a che fare con il look): anche a Pordenone sembrano essere arrivati gli hair colourist, ovvero gli esperti di tinta. Negli Stati Uniti sono richiesti da anni e si fanno pure ben pagare. Ma cosa fanno gli hair colourist? Accettano di applicarvi delle colorazioni improbabili solo se dovete partecipare ad un evento cosplay o se vi chiamate “Fata Turchina” all’anagrafe.
Quest’anno a Pordenone non ho visto le stranezze di tinta delle precedenti edizioni e mi sembrava ci fosse maggiore discrezione!

Focus nei dettagli: non ho mai visto più attenzione al dettaglio come quest’anno! D’altra parte, chi prima spendeva in abiti, se ora non lo può più fare, continua a spendere negli accessori. Il vantaggio? Costano (quasi sempre) meno dei capi d’abbigliamento e personalizzano e rinnovano con facilità ogni genere di look.

Buckle lovers – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Buckle lovers

Non so se si debba a Valentino e alle sue iconiche Rockstud, ma ad oggi sembra che la femminilità si misuri nella quantità di borchie di cui sono tappezzati i capi spalla, la pelletteria e gli accessori in genere.
La ragazza con le ciglia chilometriche incontrata in Corso sembra pensarla proprio così. La borsa nera con manico in pelle e tracolla in catena dorata è tempestata da minuscole borchie dorate. Anche lo stivale è caratterizzato da borchie dorate, che qui definiscono il perimetro della calzatura.

No logo no party – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

No logo no party

Eccola qui la logo maniac, colei che saprebbe mettere in croce anche Anna Wintour, viste le sue conoscenze enciclopediche su moda, tendenza e brand. Sorriso e viso da conquistatrice e piglio di chi sa bene cosa vuole dalla vita. Nel suo armadio non mancano gli staple pieces, ma non rinuncia neppure all’acquisto di tutto ciò che è now trending. Una cavigliera fucsia in cotone rosa tradisce il suo amore per l’estate, l’orologio la riporta alla quotidianità scandita da appuntamenti lavorativi e glamour.

Yes, we are fabulous – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Yes, we are fabulous

E poi arrivano loro: belli, anzi bellissimi! Questa coppia di bergamaschi arriva a Pordenone allungando la strada da Asolo, senza sapere della manifestazione.
Lei è un inno al sole e all’estate, lui perfetto grazie allo stile casual scelto per la gita fuori porta. Nella fantasia dell’abito di lei – neanche a farlo apposta – c’è il blu scarico della camicia di lui: che si siano messi d’accordo?

Parental advisory: explicit gorgeousness – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Parental advisory: explicit gorgeousness

Deve essere proprio un luogo comune quello in cui si dice che una neo mamma non si cura e tende a vestire in modo trascurato: la mamma che ho incontrato io sfoggia un total black look e tacco capaci di fare impallidire chiunque. Raccoglie i capelli in una coda per dare ancora maggiore enfasi all’ovale del viso, per cui sceglie un trucco leggero.

 

Blazer’em up! – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Blazer’em up!

Questa ragazza con carré castano e viso dai lineamenti gentili ci fa innamorare della giacca in quattro e quattr’otto. L’unico problema è che a noi il blazer non starà mai come a lei. Chapeau!

L’accoppiata (sempre) vincente: camicia e jeans – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

L’accoppiata (sempre) vincente: camicia e jeans

È proprio vero ciò che si dice: ti infili una camicia e un paio di jeans e sei a posto. Meglio ancora quando si ha il fisico longilineo e il buon gusto della nostra pordenoneveste victim. Il motivo floreale della camicia si contrappone al jeans sfilacciato alla caviglia. Ai piedi un mocassino/pantofola con micro borchie oro che fanno da trait d’union alla montatura dei suoi Aviator.

A smile is worth all the colors of the rainbow – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

A smile is worth all the colors of the rainbow

Qui non servono tanti bijou ed accessori, vista la capacità che ha un sorriso di questo tipo ad illuminare in un colpo solo il nero e il jeans!

Detail lover – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Detail lover

Sebbene non possa sfuggire il suo omaggio a pordenonelegge visto il colore della camicia che indossa, a catturare la mia attenzione è stato l’orologio il cui quadrante si abbina alla perfezione allo spolverino.

Tutti (e tre) appassionati di moda – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Tutti (e tre) appassionati di moda

Entrambi amano il mondo della moda: chissà che buon gusto avrà anche la loro bimba. La futura mamma sceglie il comfort dell’abito lungo nero con dettaglio floreale e una giacca in pelle. Il logo della maison di moda francese personalizza la borsa con catena oro scelta per accompagnare l’outfit. Per lui, look casual: camicia bianca e pantalone grigio da portare con sneakers “d’autore”.

Omaggio a pordenonelegge – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Omaggio a pordenonelegge

Ed eccola raggiante nel suo look confezionato ad hoc per pordenonelegge: la giaccia e il pantalone gialli sono un chiaro richiamo ai colori dell’evento pordenonese. Impossibile perderla di vista, sia per il colori che veste, sia per la bellezza del suo viso.

Il military look per fronteggiare le code – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Il military look per fronteggiare le code

Chi è un abitué di pordenonelegge sa bene quanta coda ci sia agli eventi: lei ha deciso di affrontarle in “assetto da guerra” con chemise verde militare e dettagli floreali e anfibi ai piedi.

Light color palette – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Light color palette

Se il tempo è incerto, meglio evitare colori scuri (soprattutto quando essi non sono tanto nelle nostre corde)! Dev’essere proprio ciò che ha pensato lei nella scelta di un outfit che valorizza la chioma bionda e la pelle ancora abbronzata dall’estate. Ai piedi un paio di calzature casual confortevoli ed adatte ad un day look.

A very fancy couple – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

A very fancy couple

Il modo in cui si tengono per mano è direttamente proporzionale alla cura con cui hanno scelto cosa vestire in occasione di pordenonelegge.
Per lei, abito lungo in seta marrone a pois e sandalo infradito con decoro centrale la cui tinta si sposa perfettamente alla borsa di pelle color tortora. Per lui giacca blu e camicia che sceglie di portare in modo più informale, ovvero leggermente aperta sul collo. Un mocassino marrone è la calzatura scelta da questo Sir pordenonese (?) per completare il look.

Ton sur ton – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Ton sur ton

Sebbene la signora all’inizio non fosse d’accordo, non ho saputo proprio rinunciare a fotografare il perfetto match tra collana e abito plissé che portava: un’ottima lezione di stile!

Back in black – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Back in black – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Back in black

Oltre ad amare il comfort, lei è una grande fan del nero, tinta che sceglie sia per la gonna a pieghe sottili, che per la giacca. Ai piedi una sneaker resa ancora più confortevole da qualche centimetro di gomma bianca.

Easy like Sunday morning – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Easy like Sunday morning

Sebbene la prima prediliga il jeans e l’azzurro, e la seconda le tonalità marroni e il sabbia, il filo conduttore è unico: entrambe scelgono un look informale e easy, perfetto per seguire la rassegna di pordenonelegge.

The perfect shade of grey – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

The perfect shade of grey

È un abito in camoscio grigio quello che sceglie questa signora per visitare la rassegna. Il taglio di capelli corti lascia campo ad un viso luminoso quanto lo sono i suoi infradito e gli orecchini. Una maxi borsa in cuoio marrone è l’accessorio da lei scelto per conservare i libri acquistati.

From Russia with so much love – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

From Russia with so much love

Lei è arrivata a Pordenone dalla lontana Russia – dove si interessa di libri per l’infanzia – e lo fa vestita all’insegna della praticità con giacca in jeans con strappi e sneakers ai piedi.

Channeling perfection with long dress and boots – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Channeling perfection with long dress and boots

Tra i tanti abiti lunghi che ho visto, mi è piaciuto molto il modo in cui lo portava lei, armata di grande sorriso e boots in pelle nera. A caratterizzare l’abito leggero una minuscola fantasia di colore chiaro che rendeva meno evidente il contrasto con la borsa bianca portata sulla spalla.

Pois overall – pordenoneveste 2018, i look di pordenonelegge 2018

Pois overall

C’è anche chi ha ama così tanto i pois da indossarli non solo sulla chemise, ma anche nei calzini, indumento oramai da portare visto il clima settembrino.

Una ciliegia tira l’altra – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Una ciliegia tira l’altra

Gabriella, in forze al prezioso team social dell’evento, sceglie la seta azzurra, il blue jeans con bordo sfrangiato e una giacca dal taglio a kimono blu.
A completare il look, gli accessori di colore giallo con cui mettere in risalto la sua capigliatura bionda. Immancabile sulla spalla, la borsa con le ciliegie disegnata per la 19ma edizione di pordenonelegge.

Righe su righe – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Righe su righe!!

Quando in un tavolo ben tre commensali su quattro vestono le righe è inevitabile pensare quanto questo elemento grafico sia ancora in voga. Tra tutti ho però scelto lei, perfettamente coordinata anche con il piatto scelto: la zuppa.

I loro libri hanno invaso casa – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

I loro libri hanno invaso casa

Dalle spille che vedrete sugli zaini, capirete che questi avidi lettori, sono degli assidui frequentatori di pordenonelegge, manifestazione a cui partecipano sempre vestiti sportivissimi. A casa loro – mi hanno detto – ci sono più libri che mobili!

Fall must have colors – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Fall must have colors

Se c’è un colore a cui dovremmo abituarci questo autunno è il rosso cupo: lei lo abbina al jeans, alla pelle nera dei suoi stivaletti e della sua postina di Zanellato.

E per questa edizione di pordenoneveste 2018 è tutto: desidero davvero ringraziare chi si è fatto fotografare ed è stato al gioco! Ci si vede alla 20ma edizione di pordenonelegge… intanto iniziate a pensare all’outfit!  😉

Chiara Orlando

 

Riccardo Vendrame: i vigneti ci daranno ragione

Riccardo Vendrame mi aspetta davanti al locale dove ci siamo dati appuntamento per l’intervista: veste una polo verde, un pantalone blu e ha un casco in mano. Una lambretta parcheggiata qualche metro più in là lo proietta istantaneamente in un’altra era.
Vedrame, sebbene di aerei ne prenda parecchi, è più una figura senza tempo, un “dandy” catapultato tra cantine, vigneti e hall di aeroporti.

A sx, Riccardo Vendrame, photo credits ©Sandy Lam Photography 2012

Il fatto che ordini una cedrata mi toglie quel senso d’ansia che uno ha di fronte a chi di vino ne sa parecchio.
“Io non so nulla di vino”– precisa sorridendo sotto i baffi che lo fanno sembrare al poliziotto della serie Narcos.
La sua affermazione è spiazzante, non te l’aspetti da uno che del vino ha fatto il suo mestiere, ma ancora meno ti aspetti quello che racconterà di lì a poco.

Pomerol, Francia ©Riccardo Vendrame

Riccardo-Vendrame

Danimarca, ©Riccardo Vendrame

Ho sempre avuto l’idea (sbagliata) che chi lavora in quel mondo viva solo il bello e il buono di quell’ambiente e che di fatica non ne faccia.
Riccardo Vedrame mi fa capire che il clima che regna nei meeting e nelle cene di lavoro non è esattamente come me l’ero immaginato.

Riccardo-Vendrame

Val di Cembra, ©Riccardo Vendrame

Riccardo-Vendrame

Valpolicella,©Riccardo Vendrame

Niente atmosfere leggere e spensierate, lunghi sorseggi, inviti a chiacchierare: lavorare nel settore del vino significa sfoderare un’ascia ben appuntita con cui fronteggiare battaglie infinite sul prezzo.
L’idea alquanto fantasiosa che nutrivo del mondo del vino e del Prosecco si perde, parola, dopo parola, nel misero perlage della bolla che comunque mi ordino.

Riccardo-Vendrame

©Riccardo Vendrame

Ed è allora che la discussione si fa più interessante. La visione di Riccardo Vendrame su ciò che sta accadendo è precisa e nitida. Di dubbio ne ha solo uno: il metodo di fare le cose.
“Noi italiani ci siamo messi a fare senza una programmazione precisa, senza un piano a lungo termine. Continuiamo a fare gli stessi errori. Ed è la cosa che ci riesce meglio.”
Polemico o realista?
I cugini d’Oltralpe sono e saranno sempre un punto di riferimento, così come lo sono i tronchi nodosi e rosicchiati dalle intemperie dei loro vitigni pregiati.

RIccardo-Vendrame

Alsazia, ©Riccardo Vendrame

Bruxelles, © Riccardo Vendrame

Non posso che annuire a Vendrame, visto che salta agli occhi quanto il “fenomeno” non possa durare in eterno. E che soprattutto non andrebbe “sfruttato” come lo si sta facendo ora.

Riccardo Vendrame

Grappolo di Sangiovese, © Riccardo Vendrame

Riccardo Vendrame

Trento, © Riccardo Vendrame

Mentre Riccardo Vendrame parla, visualizzo la sua galleria di Instagram: i vigneti, i centri storici delle capitali europee, le Alpi. Il suo ennesimo statement mi riporta alla cruda realtà: Instagram scompare, così come la mia bolla.
Il tempo e i vigneti ci daranno ragione.

Chiara Orlando

Riccardo Vendrame Instagram account