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MINERVA ART FUND: l’arte guarda al futuro

Sono venuta a conoscenza di MINERVA ART FUND grazie ad Alessandro Fusco, con cui condivido la passione per l’arte. Egli è colui che ha avuto l’idea del progetto e ne ha compreso subito le grandi potenzialità grazie alla sua visione digital-oriented ed innovativa. È pertanto con piacere che lascio sia proprio lui a raccontare questa iniziativa ringraziandolo per la segnalazione.

Chiara Orlando

MINERVA ART FUND nasce nel dicembre 2017 da un’idea di Alessandro Fusco, 25 anni, dottore in Economia e Gestione Aziendale ma da sempre appassionato e coinvolto nel mondo dell’arte moderna e contemporanea.

La volontà originale era quella di creare una galleria digitale dove poter condividere e scambiare opere d’arte con un pubblico internazionale; soltanto in seguito all’incontro con Riccardo Angossini, 26 anni, attuale Direttore Artistico formatosi presso la NABA di Milano, il progetto ha assunto una direzione capace di esprimerne tutto il potenziale.

Quello che vogliamo, è creare un network internazionale all’interno del quale convogliare tutte le figure professionali del settore, che parallelamente all’attività di galleria online (ScuderiaMinerva, il brand della selezione di artisti di casa, conta già più di 15 artisti internazionali), possa offrire una gamma di servizi, per gli artisti e per i collezionisti, in grado di soddisfare ogni esigenza.

© Cristiano Mangovo – Scuderia Minerva 

Siamo mossi da una grande passione e da una enorme curiosità, che ogni giorno ci spinge ad approfondire l’aspetto tecnico e concettuale delle nuove tendenze dell’arte contemporanea, così come a comprendere l’eredità dei grandi maestri del passato.

Ci avvaliamo di uno staff “tecnico”, capeggiato dal nostro IT Manager Leonardo Ciacca, che ci aiuta a declinare la nostra vision in chiave digital e internazionale, così da intercettare la direzione del mondo delle startup che costruiscono il loro successo sul web ed in particolare sui social network, passepartout strategico per raggiungere i mercati più fertili ed in espansione. MinervaArtFund su Instagram, in pochi mesi, ha già più di 4mila followers e centinaia di contatti ogni giorno.

© Cristiano Mangovo

Ci sentiamo internazionali e digital-oriented, ma allo stesso tempo amanti dei canali tradizionali e sostenitori di “contaminazioni” artistiche trasversali; come in occasione di Art-Electro | paRa.dox by Ra, in collaborazione con Giulio Segre di Ra. Sounds, evento di musica elettronica con DJ e pubblico internazionali, che si terrà il 14 Aprile a GADAMES57, Milano, all’interno del quale, dall’11 al 14 Aprile, avrà luogo una temporary exhibition di artisti selezionati riuniti sotto l’egida di MinervaArtFund.

Alessandro Fusco
+393460822169
www.minervaartfund.com
inquire@minervaartfund.com
https://www.instagram.com/minervaartfund

Del Ben e Interno 99 inaugurano da BID ON fashion

Ho avuto il piacere di intervistare Piergiorgio Del Ben e Sara Moretto in occasione della loro imminente esposizione da BID ON fashion. Entrambi nutrono una grande passione per l’arte e il design: il primo presenterà per Arte Contemporanea 2017 alcuni dei lavori della sua collezione Mind  Vogue, mentre di Interno99, lo studio di progettazione che conducono insieme, avremo il piacere di vedere alcuni oggetti di design.

Chiara’s room: Nella pittura che vedremo negli spazi di Area Eventi 38 in occasione di Arte Contemporanea 2017  a cura di Alessandra Santin, la tematica principale è la crisi di identità e la spersonalizzazione dell’individuo, negli oggetti di design che create invece si ha la sensazione esattamente contraria: essi non nascono per compiere una funzione, ma sono concepiti con l’idea di dialogare con il fruitore in modo assai personale. Quanto pensate ci sia di vero in questa mia lettura?

Interno 99: Design e Arte spesso dialogano e a volte no; in questo caso l’uomo è posto al centro di una ricerca sia progettuale sia artistica prendendo strade differenti: da un lato la denuncia iconica dell’epoca moderna, dall’altra l’aiuto a migliorare e dialogare con essa attraverso gli oggetti.

DIEGO, Acrilico su tela Acrylic on canvas 100×80 cm, Piergiorgio Del Ben

Chiara’s room: Nella creazione dell’oggetto di arredamento, quanto è importante per voi riuscire a coniugare le tecniche del disegno industriale con la grafica e il prodotto stesso? Pensate che ciò possa essere visto come il vostro “marchio di fabbrica”?

Interno 99: Oggigiorno design e grafica sono due settori che dialogano insieme; uno enfatizza il prodotto, lo comunica e lo rende migliore; l’altro assorbe visivamente gli schemi grafici per tramutarlo in prodotto. Entrambe le parti devono coesistere per creare un buon progetto che dialoghi con il fruitore.

Chiara’s room: C’è un oggetto in particolare che sognate di realizzare?
Interno 99: No perchè ogni prodotto è interessante dal punto di vista progettuale. Qualsiasi cosa che ha dietro un pensiero e un iter, dal libro al mobile ecc., è molto affascinante e stimolante per due designer. La curiosità è tutto.

Chiara’s room: Chi è il designer che apprezzate maggiormente? E uno che sentite in linea con vostra filosofia?
Interno 99: Non abbiamo una persona di riferimento poichè tutti i progettisti meritano uno sguardo al loro lavoro; molti prodotti sono interessanti e dire una persona sola è escludere tutti gli altri. Ci piacciono soprattutto quei progetti che hanno un pensiero risoluto dove funzione ed estetica minimale dialogano tra loro attraverso un prodotto iconico fruibile alle persone.

Light shadow, Interno99

Chiara’s room:  Il vostro percorso vi vede insieme sin dagli studi: quanto è importante per voi unire le idee per creare sinergie nei vostri rispettivi progetti, oppure ciò non accade mai ed ognuno segue il proprio progetto in modo distinto?
Interno 99: Ci completiamo nella vita come nel lavoro; non esisterebbero i nostri prodotti se non ci fosse lo sviluppo da entrambe le parti.

Chiara’s room: Dalla caotica Milano vi siete trasferiti in Friuli per l’esigenza di lavorare in un luogo di grande metratura che vi permettesse di creare: l’idea e gran parte del processo di creazione hanno ancora luogo nel vostro laboratorio?
Interno 99:  A Milano il piccolo spazio non ci permetteva di sviluppare appieno i nostri progetti; nonostante sia una città che amiamo per il dinamismo e la centralità del nostro campo, avevamo la necessità di ampliarci per poter sviluppare sia le opere di Piergiorgio sia i possibili prototipi; siamo dunque tornati alle nostre radici.

ALDO Acrilico su tela Acrylic on canvas 120×90 cm, Piergiorgio Del Ben 

Chiara’s room: Chi sono Diego e Aldo per Peter of Good? *
Interno 99:  Sono personaggi annullati dai loro stessi comportamenti perchè asserviti alle regole imposte della società dei consumi. La moda e l’impressione che vogliamo dare di noi stessi offusca la vera espressione del sè, globalizzandoci ti in un’apparenza puramente utilitaria.

Chiara’s room: Quanta grafica c’è nei tuoi dipinti?
Interno 99: La mia esperienza visiva mi porta ad utilizzare tutte le tecniche che ho appreso nel corso dei miei studi. Le texture stilizzate che ritraggo nei dipinti ben si connotano con la denuncia ai canoni estetici moderni, che ci spersonalizzano ad un’unica massa globalizzata quale che è la moda.

Chiara’s room: Che sensazione speri di trasmettere al pubblico che visiterà l’esposizione?
Interno 99: Con le mie opere voglio che le persone riflettano e si soffermino sul concetto di immagine scaturito dalla nostra mente; la moda e l’impressione che vogliamo dare di noi stessi offusca la vera espressione del sè; mi piacerebbe che la visione delle opere porti ai clienti del luogo ad una scelta più legata alla propria personalità che ad un dettame modaiolo.

  • Peter of Good è il nome d’arte dell’artista Piergiorgio Del Ben

Piergiorgio Del Ben e Interno99 Design Studio per ARTE CONTEMPORANEA 2017

Inaugurazione 8 luglio ore 18.00 – a cura di Renzo Spadotto
presso gli spazi espositivi Area Eventi 38, in via Fermi 24 a Fossalta di Portogruaro (VE).
La mostra è visitabile dal 8 luglio al 8 ottobre con i seguenti orari:
LUNEDì
15:00-19:00
MARTEDì – DOMENICA
09:00-12:30 / 15:30-19:30

http://www.piergiorgiodelben.com/

http://www.interno99.com/

La Biennale d’Arte di Venezia

La Biennale di Venezia

Il giorno più propizio per andare a visitare La Biennale d’Arte di Venezia è stato il primo week end di novembre quando il clima mite e una giornata piena di sole hanno reso i Giardini della Biennale ancora più belli.
Di visitatori ce n’erano, ma fortunatamente mancava la ressa tipica del periodo estivo che non ti permette di guardare le cose con tranquillità.
La Biennale d’Arte di Venezia è sempre un’esperienza: ti arricchisce, ti fa vedere il meglio (e pure il peggio) degli artisti di fama e i nuovi talenti internazionali.

La Biennale di Venezia

Uno scatto che ritrae “The Key in the hand” di Chiharu Shiota

Quest’anno c’erano meno video-arte e meno “volgarità” del solito. Il tema a cui molti artisti si sono dedicati è stato quello dell’ambiente, inteso come luogo in cui l’uomo dovrebbe sentirsi protetto e al sicuro. Quello che si avverte in tutti i padiglioni è invece l’inquietudine di vivere in un ambiente vulnerabile, privo di radici e in cui è difficile sentirsi a casa.
La Biennale d’Arte è in parte lo specchio della società post-modernista – e la sua rappresentazione visiva – contraddistinta da incertezze. Siamo concentrati a vivere solo nel presente. Il futuro rimane una foto sfuocata di cui non solo non riusciamo a leggere il contenuto, ma non ne decifriamo neppure i contorni.

La Biennale di Venezia

L’opera presentata a Venezia dell’artista giapponese Chiharu Shiota

Uno tra gli autori che muove una dura critica alla società contemporanea è senza dubbio il giapponese Ishida: sua la serie di opere della fine degli anni novanta allocate nel Padiglione Centrale. I protagonisti dei suoi quadri sono uomini dagli sguardi tristi che somigliano più ad automi, piuttosto che uomini in carne ed ossa. Ishida si esprime grazie ad una notevole capacità tecnica. La sua abilità pittorica ha assicurato all’artista grande fama e l’ha reso uno degli artisti più acclamati in patria e fuori confine. Tragica sarà tuttavia la sua fine, visto che verrà investito da un treno in un passaggio a livello all’età di soli trentun anni.
Ishida non è il solo ad esprimere il disagio del nostro tempo: dopo aver visto la sua opera e quelle di altri artisti della Biennale, non si può che rimanere turbati.

La Biennale d'Arte di Venezia
Un sospiro di sollievo lo si tira nell’ammirare l’opera della connazionale di Ishida, Chiharu Shiota. Shiota sospende centinaia di chiavi ad una fitta trama di fili rossi posizionati sopra a due barche in legno. La sua è un’opera che mette in evidenza il valore della memoria espresso da oggetti di fogge e dimensioni diverse, provenienti da tutto il mondo. La chiave è di per sé un oggetto denso di significati e parte integrante della memoria di ciascuno di noi.

 

La Biennale d'Arte di Venezia

L’opera dell’artista vincitrice del Leone d’Oro della 56esima Biennale d’Arte di Venezia, “Everything will be taken away”, Adrien Piper

L’opera a mio avviso più significativa di questa 56esima edizione della Biennale d’Arte di Venezia è quella di Adrien Piper, artista concettuale americana e filosofa che proprio qui a Venezia viene premiata con il Leone d’Oro. Un premio meritato per suggellare una carriera artistica che è stata un continuo crescendo sia in termini espressivi, che di impatto nella realtà sociale.

La Biennale d'Arte di Venezia

Una delle opere più significative del giapponese Tetsuya Ishida

Nell’opera “Everything Will Be Taken Away” realizzata su diversi supporti, tra cui anche quattro lavagne, è inevitabile il riferimento alla punizione scolastica. Analizzando l’opera più in profondità, ci accorciamo che l’artista vi cela una denuncia al mondo politico, all’influenza dei media e ad una spiritualità sempre più fragile.

Chiara Orlando

Giuseppe Dal Bianco: prosegue “Perpetuo vagare”

Giuseppe Dal Bianco

È lo spazio Euroom di Fiume Veneto ad ospitare sino al 4 ottobre l’esposizione “Perpetuo vagare” dell’artista Giuseppe Dal Bianco. Il suo è un cognome che si divide tra musica e arte.
Alla domanda se egli si senta più musicista o musicista-artista, Giuseppe Dal Bianco dice di sentirsi più musicista-artista solo perché della musica non riuscirebbe a fare meno.

Giuseppe Dal Bianco

L’artista spiega la tecnica con cui sono realizzate le sue opere al pubblico presente all’inaugurazione

E nelle opere esposte questa musicalità si avverte celata dietro le superfici appena accennate dei suoi bassorilievi.
Diverse le sensazioni che queste opere suscitano negli spettatori: a tanti è sembrato che dietro alla purezza delle tavole echeggino atmosfere lontane, le stesse a cui ci riportano i suoni degli strumenti etnici rari che lui si pregia di suonare.
Tutto nelle opere di Giuseppe Dal Bianco è rigore e misura, lo è sempre stato.

Giuseppe dal Bianco

Il giardino interno dello spazio Euroom dove era previsto il concerto di Dal Bianco e Laudanna, poi rinviato causa maltempo.

Chi si aspetta di trovare il colore in questa mostra, rimarrà deluso, visto che lo stesso autore dice di non “sentire” il colore. Ma la delusione durerà poco, visto che l’occhio verrà catturato dalla tinta di unico colore in grado di rifrangerne molti altri. È un bianco uovo, un colore che ci riporta ad epoche lontane e che qui, nell’opera di Dal Bianco, si accende di mille tonalità.

Guseppe Dal Bianco
L’ultima serie di opere di Giuseppe Dal Bianco è nata in modo curioso: è stata la commissione di una medaglia commemorativa a farlo affacciare a questa nuova dimensione artistica. Mai sino ad allora, si era occupato di rilievi. Da qui la decisione di abbandonare completamente il colore, per far sì che fosse proprio solo il chiaroscuro a dominare la forma.
Ed il formato lungo e stretto delle opere esposte da Euroom riesce ancora di più ad accentuarne i delicati chiaroscuri.

Giuseppe Dal BIanco

Giuseppe Dal Bianco e il Maestro Giuseppe Laudanna controllano gli strumenti etnici prima della loro breve performance per il pubblico presente, sostituita al concerto previsto.

Durante l’inaugurazione il Maestro Dal Bianco, accompagnato dal Maestro Giuseppe Laudanna, ha fornito un assaggio della sua competenza musicale suonando degli strumenti etnici rari.
Un evento molto apprezzato dal numeroso pubblico.
L’esposizione di Giuseppe Dal Bianco presso Euroom prosegue sino al 4 ottobre su appuntamento. Non mancate.

Euroom, Euro Rotelli
Viale della Repubblica, 63
33080 Fiume Veneto (PN) Italy
0039 0434 561978
0039 339 7824774

info@eurorotelli.com

Gianni Borta: la natura selvaggia apre a Udine

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Sarà la Chiesa di San Francesco a Udine ad ospitare la prima antologica di Gianni Borta.
La città di Udine rende omaggio al suo artista più devoto con l’esposizione “La natura selvaggia di Gianni Borta”. Il Maestro, da sempre fedele alle sue origini, si pregia di aver fatto conoscere la nostra terra in Paesi lontani: Argentina, Australia, Stati Uniti, solo per citarne alcuni.
Il capoluogo friulano ora celebra il Maestro del “rosso Borta” in una mostra in cui scenografia ed opera pittorica diventeranno una cosa unica.

Gianni Borta

La Chiesa di San Francesco dove verrà allestita l’esposizione “La natura selvaggia di Gianni Borta”

Ma la novità di questa mostra sta nel fatto che non ci saranno solo le opere dalle tinte vivaci conosciute al grande pubblico, ma verranno esposte anche alcune opere del primo periodo. Oltre alle tele dai colori vivaci si potranno dunque ammirare le opere dai colori della campagna del suo primo periodo pittorico.

Gianni Borta

Il suggestivo allestimento all’interno della Chiesa di San Francesco in Udine

A rendere ancora più suggestiva questa esposizione sarà un vero e proprio giardino ricreato all’interno della Chiesa di San Francesco, con cui si vuole evidenziare il legame dell’artista friulano con la natura.

gianni borta
Appuntamento da non perdere dunque, quello di venerdì 25 settembre alle 18.00 per l’inaugurazione di questa prestigiosa esposizione.

Chiara Orlando

La natura selvaggia di Gianni Borta
Udine, Chiesa di San Francesco

25 settembre-8 novembre 2015
mer-gio-ven: 16.30-19.30
sa-dom: 10.30-12.30/ 16.30-19.30
per visita guidata: 3385879953

inaugurazione venerdì 25 settembre ore 18.30
informazioni e prenotazioni: comune di udine www.udinecultura.it

Giuseppe Dal Bianco: Perpetuo vagare

Sarà una giornata dedicata all’arte e alla musica, quella che avrà per protagonista Giuseppe Dal Bianco. Domenica 13 settembre presso EUROOM Spazio Arte l’opera musicale e scultorea di Dal Bianco si fonderanno insieme in un unico linguaggio suggestivo.

bianca perpetuo vagare

Giuseppe Dal Bianco è artista, musicista ed esperto conoscitore di un’ampia varietà di strumenti musicali etnici. Per l’inaugurazione di“Perpetuo vagare” eseguirà brani con diversi strumenti musicali tra cui flauti etnici e duduk armeno. Ad accompagnarlo anche il pianista Giuseppe Laudanna.

volta nvito perpetuo vagarepsd

Dopo il concerto, gli spettatori avranno modo di apprezzare le sue sculture geometriche, lavorate a bassorilievo, dove è la materia pura e monocroma ad essere messa in rilievo. La presentazione delle opere è a cura di Alessandra Santin.

Un’occasione dunque da non perdere, quella di domenica 13 settembre, non mancate.

Chiara Orlando

“Perpetuo vagare”, Giuseppe Dal Bianco

Inaugurazione domenica 13 settembre, ore 18:00 presso EUROOM – spazio arte
viale della repubblica 63 – fiume veneto – pn – italia
0039 0434 561978 – 0039 339 7824774

La scultura di Renato De Marco da BID ON fashion

Dimensioni parallele banner

Nel corso di questi anni Renato De Marco si è dedicato a diverse tecniche espressive, ma saranno le sue sculture ad essere presentate sabato 28 marzo da BID ON fashion per la rassegna Arte Contemporanea 2015 curata da Alessandra Santin.

Designer ed architetto, nella sua opera scultorea sente la necessità di contrastare il caos con l’ordine per ristabilire un armonico equilibrio d’insieme. Seppure palpabile la formazione di architetto, questo aspetto nella sua opera non è totalizzante, ma va inteso come semplice orientamento verso la plasticità delle forme.

Cunei ferro

Cunei d’infinito, Renato De Marco

Materiali naturali come il legno contrastano altri tipi di superfici. Queste esplicite opposizioni materiali incarnano il concetto di “dualità” all’interno dell’opera di De Marco. Per l’artista infatti è solo attraverso l’espressione della contraddittorietà fisica che si riesce ad evidenziare simultaneamente quell’aspetto sfuggente dell’esistenza rappresentato dagli opposti complementari.

L’artista ha saputo coltivare ed accrescere nel tempo il dono innato della conoscenza dei materiali. E a chi si chiedesse se nutre delle preferenze per un materiale piuttosto che un altro, risponde di amare sia il legno che il ferro in egual misura. E di non escludere neppure che la sua instancabile “curiosità”, un domani, possa portarlo ad indagare su qualcosa di completamente diverso.

Dimensioni parallele

Dimensioni parallele, legno e ferro. Renato De Marco

Renato De Marco raccoglie gli spunti per realizzare le sue opere ovunque: non v’è preclusione in tal senso, ciò che conta è un’indispensabile predisposizione all’indagine e alla curiosità, il saper guardare alle cose con occhi sempre diversi.
Quando ci riferiamo alle sue opere, parliamo di “sculture architettoniche”, ma viene spontaneo chiedersi quanto sia importante anche lo scenario architettonico che le ospita. De Marco così afferma: -“A mio avviso, in senso generale è importante che il “contenuto” ed il “contenitore” possano trarre reciproco vantaggio dal proprio interfacciarsi. Questo può avvenire in termini di consonanza formale tra i due, ma a volte è vero soprattutto il contrario, e ciò dipende dal contesto in cui, di volta in volta, ci si trova ad operare.”-

Chiara Orlando

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Renato de Marco: http://renatodemarco713.blogspot.it/

Arte Contemporanea 2015 – Renato De Marco e Mario Vidor
Inaugurazione sabato 28 Marzo alle ore 18.00 
BID ON fashion – Via Enrico Fermi, 24 Fossalta di Portogruaro (VE)

www.bidonlascarpa.com

www.bidon.gushmag.it

la mostra sarà aperta sino al 6.06.2015 con i seguenti orari:
LUNEDÌ
15:00-19.00
MARTEDÌ – DOMENICA:
9:00-12:30 15:00-19.00