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Pordenoneveste atto IV

“Ah, tu sei quella di pordenoneveste! Chissà chi ci sarà nel tuo articolo quest’anno!” – questo è quello che mi avete detto mentre passeggiavo per Pordenone a caccia dei migliori e peggiori look di pordenonelegge.
Avranno trionfato anche quest’anno il giallo e il nero? Chi si sarà aggiudicato il podio del peggior vestito?

In tutta sincerità, a parte qualche Birkenstock con calzino e qualche canotta in lurex che lasciava intravedere una rosa tatuata da “Fuffa Tattoo”, non ho visto cose per cui rischiare mancamenti.
Certo, quando ci si ostina a mescolare più colori assieme, il rischio è sempre alto e anch’io confesso di cadere spesso nel tranello!

Ma passiamo alle buone notizie (che hanno a che fare con il look): anche a Pordenone sembrano essere arrivati gli hair colourist, ovvero gli esperti di tinta. Negli Stati Uniti sono richiesti da anni e si fanno pure ben pagare. Ma cosa fanno gli hair colourist? Accettano di applicarvi delle colorazioni improbabili solo se dovete partecipare ad un evento cosplay o se vi chiamate “Fata Turchina” all’anagrafe.
Quest’anno a Pordenone non ho visto le stranezze di tinta delle precedenti edizioni e mi sembrava ci fosse maggiore discrezione!

Focus nei dettagli: non ho mai visto più attenzione al dettaglio come quest’anno! D’altra parte, chi prima spendeva in abiti, se ora non lo può più fare, continua a spendere negli accessori. Il vantaggio? Costano (quasi sempre) meno dei capi d’abbigliamento e personalizzano e rinnovano con facilità ogni genere di look.

Buckle lovers – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Buckle lovers

Non so se si debba a Valentino e alle sue iconiche Rockstud, ma ad oggi sembra che la femminilità si misuri nella quantità di borchie di cui sono tappezzati i capi spalla, la pelletteria e gli accessori in genere.
La ragazza con le ciglia chilometriche incontrata in Corso sembra pensarla proprio così. La borsa nera con manico in pelle e tracolla in catena dorata è tempestata da minuscole borchie dorate. Anche lo stivale è caratterizzato da borchie dorate, che qui definiscono il perimetro della calzatura.

No logo no party – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

No logo no party

Eccola qui la logo maniac, colei che saprebbe mettere in croce anche Anna Wintour, viste le sue conoscenze enciclopediche su moda, tendenza e brand. Sorriso e viso da conquistatrice e piglio di chi sa bene cosa vuole dalla vita. Nel suo armadio non mancano gli staple pieces, ma non rinuncia neppure all’acquisto di tutto ciò che è now trending. Una cavigliera fucsia in cotone rosa tradisce il suo amore per l’estate, l’orologio la riporta alla quotidianità scandita da appuntamenti lavorativi e glamour.

Yes, we are fabulous – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Yes, we are fabulous

E poi arrivano loro: belli, anzi bellissimi! Questa coppia di bergamaschi arriva a Pordenone allungando la strada da Asolo, senza sapere della manifestazione.
Lei è un inno al sole e all’estate, lui perfetto grazie allo stile casual scelto per la gita fuori porta. Nella fantasia dell’abito di lei – neanche a farlo apposta – c’è il blu scarico della camicia di lui: che si siano messi d’accordo?

Parental advisory: explicit gorgeousness – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Parental advisory: explicit gorgeousness

Deve essere proprio un luogo comune quello in cui si dice che una neo mamma non si cura e tende a vestire in modo trascurato: la mamma che ho incontrato io sfoggia un total black look e tacco capaci di fare impallidire chiunque. Raccoglie i capelli in una coda per dare ancora maggiore enfasi all’ovale del viso, per cui sceglie un trucco leggero.

 

Blazer’em up! – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Blazer’em up!

Questa ragazza con carré castano e viso dai lineamenti gentili ci fa innamorare della giacca in quattro e quattr’otto. L’unico problema è che a noi il blazer non starà mai come a lei. Chapeau!

L’accoppiata (sempre) vincente: camicia e jeans – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

L’accoppiata (sempre) vincente: camicia e jeans

È proprio vero ciò che si dice: ti infili una camicia e un paio di jeans e sei a posto. Meglio ancora quando si ha il fisico longilineo e il buon gusto della nostra pordenoneveste victim. Il motivo floreale della camicia si contrappone al jeans sfilacciato alla caviglia. Ai piedi un mocassino/pantofola con micro borchie oro che fanno da trait d’union alla montatura dei suoi Aviator.

A smile is worth all the colors of the rainbow – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

A smile is worth all the colors of the rainbow

Qui non servono tanti bijou ed accessori, vista la capacità che ha un sorriso di questo tipo ad illuminare in un colpo solo il nero e il jeans!

Detail lover – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Detail lover

Sebbene non possa sfuggire il suo omaggio a pordenonelegge visto il colore della camicia che indossa, a catturare la mia attenzione è stato l’orologio il cui quadrante si abbina alla perfezione allo spolverino.

Tutti (e tre) appassionati di moda – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Tutti (e tre) appassionati di moda

Entrambi amano il mondo della moda: chissà che buon gusto avrà anche la loro bimba. La futura mamma sceglie il comfort dell’abito lungo nero con dettaglio floreale e una giacca in pelle. Il logo della maison di moda francese personalizza la borsa con catena oro scelta per accompagnare l’outfit. Per lui, look casual: camicia bianca e pantalone grigio da portare con sneakers “d’autore”.

Omaggio a pordenonelegge – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Omaggio a pordenonelegge

Ed eccola raggiante nel suo look confezionato ad hoc per pordenonelegge: la giaccia e il pantalone gialli sono un chiaro richiamo ai colori dell’evento pordenonese. Impossibile perderla di vista, sia per il colori che veste, sia per la bellezza del suo viso.

Il military look per fronteggiare le code – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Il military look per fronteggiare le code

Chi è un abitué di pordenonelegge sa bene quanta coda ci sia agli eventi: lei ha deciso di affrontarle in “assetto da guerra” con chemise verde militare e dettagli floreali e anfibi ai piedi.

Light color palette – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Light color palette

Se il tempo è incerto, meglio evitare colori scuri (soprattutto quando essi non sono tanto nelle nostre corde)! Dev’essere proprio ciò che ha pensato lei nella scelta di un outfit che valorizza la chioma bionda e la pelle ancora abbronzata dall’estate. Ai piedi un paio di calzature casual confortevoli ed adatte ad un day look.

A very fancy couple – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

A very fancy couple

Il modo in cui si tengono per mano è direttamente proporzionale alla cura con cui hanno scelto cosa vestire in occasione di pordenonelegge.
Per lei, abito lungo in seta marrone a pois e sandalo infradito con decoro centrale la cui tinta si sposa perfettamente alla borsa di pelle color tortora. Per lui giacca blu e camicia che sceglie di portare in modo più informale, ovvero leggermente aperta sul collo. Un mocassino marrone è la calzatura scelta da questo Sir pordenonese (?) per completare il look.

Ton sur ton – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Ton sur ton

Sebbene la signora all’inizio non fosse d’accordo, non ho saputo proprio rinunciare a fotografare il perfetto match tra collana e abito plissé che portava: un’ottima lezione di stile!

Back in black – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Back in black – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Back in black

Oltre ad amare il comfort, lei è una grande fan del nero, tinta che sceglie sia per la gonna a pieghe sottili, che per la giacca. Ai piedi una sneaker resa ancora più confortevole da qualche centimetro di gomma bianca.

Easy like Sunday morning – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Easy like Sunday morning

Sebbene la prima prediliga il jeans e l’azzurro, e la seconda le tonalità marroni e il sabbia, il filo conduttore è unico: entrambe scelgono un look informale e easy, perfetto per seguire la rassegna di pordenonelegge.

The perfect shade of grey – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

The perfect shade of grey

È un abito in camoscio grigio quello che sceglie questa signora per visitare la rassegna. Il taglio di capelli corti lascia campo ad un viso luminoso quanto lo sono i suoi infradito e gli orecchini. Una maxi borsa in cuoio marrone è l’accessorio da lei scelto per conservare i libri acquistati.

From Russia with so much love – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

From Russia with so much love

Lei è arrivata a Pordenone dalla lontana Russia – dove si interessa di libri per l’infanzia – e lo fa vestita all’insegna della praticità con giacca in jeans con strappi e sneakers ai piedi.

Channeling perfection with long dress and boots – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Channeling perfection with long dress and boots

Tra i tanti abiti lunghi che ho visto, mi è piaciuto molto il modo in cui lo portava lei, armata di grande sorriso e boots in pelle nera. A caratterizzare l’abito leggero una minuscola fantasia di colore chiaro che rendeva meno evidente il contrasto con la borsa bianca portata sulla spalla.

Pois overall – pordenoneveste 2018, i look di pordenonelegge 2018

Pois overall

C’è anche chi ha ama così tanto i pois da indossarli non solo sulla chemise, ma anche nei calzini, indumento oramai da portare visto il clima settembrino.

Una ciliegia tira l’altra – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Una ciliegia tira l’altra

Gabriella, in forze al prezioso team social dell’evento, sceglie la seta azzurra, il blue jeans con bordo sfrangiato e una giacca dal taglio a kimono blu.
A completare il look, gli accessori di colore giallo con cui mettere in risalto la sua capigliatura bionda. Immancabile sulla spalla, la borsa con le ciliegie disegnata per la 19ma edizione di pordenonelegge.

Righe su righe – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Righe su righe!!

Quando in un tavolo ben tre commensali su quattro vestono le righe è inevitabile pensare quanto questo elemento grafico sia ancora in voga. Tra tutti ho però scelto lei, perfettamente coordinata anche con il piatto scelto: la zuppa.

I loro libri hanno invaso casa – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

I loro libri hanno invaso casa

Dalle spille che vedrete sugli zaini, capirete che questi avidi lettori, sono degli assidui frequentatori di pordenonelegge, manifestazione a cui partecipano sempre vestiti sportivissimi. A casa loro – mi hanno detto – ci sono più libri che mobili!

Fall must have colors – pordenoneveste – i look di pordenonelegge 2018

Fall must have colors

Se c’è un colore a cui dovremmo abituarci questo autunno è il rosso cupo: lei lo abbina al jeans, alla pelle nera dei suoi stivaletti e della sua postina di Zanellato.

E per questa edizione di pordenoneveste 2018 è tutto: desidero davvero ringraziare chi si è fatto fotografare ed è stato al gioco! Ci si vede alla 20ma edizione di pordenonelegge… intanto iniziate a pensare all’outfit!  😉

Chiara Orlando

 

pordenoneveste: il meglio e il peggio

Per i primi cinque minuti a pordenonelegge, ho temuto di dover trasformare il titolo dell’articolo da “pordenoneveste” in “pordenonevestemale”, ma poi le cose hanno preso una piega (d’abito) diversa.
Devo per forza fare una premessa prima di continuare il succulento articolo: l’idea di pordenoneveste non è farina del mio sacco, ma è stata una signora colta e piena di gusto ad avermi suggerito di fare un post a tal proposito.
Pur amando l’abito fiorato, con una linea anni cinquanta, ho basato il mio giudizio su chi è riuscito meglio a valorizzarsi ed avere un look adatto al tipo di evento.

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Ferirò più di qualcuno, ma ho deciso di escludere le donne con le labbra a canotto, seppure ce ne fossero davvero di ben vestite. Altra categoria che ho escluso è stata quella delle donne senza reggiseno ( chi l’avrebbe mai detto che nella minuscola cittadina friulana ci fosse cosi tanta audacia!).

Ma veniamo a ciò che ho visto.
Quando dopo solo tre minuti di passeggiata in Corso, mi sono trovata davanti una pantera vestita con una tutina scintillante, canottiera con numero in glitter stampato sul retro e viso lampadatissimo, mi è venuto quasi male. A chiudere uno dei peggiori outfit di cui ho memoria, un paio di scarpe da ginnastica a zeppa dorate, glitterate, swaroscate di pessima fattura. Ma quello che mi ha fatto più rabbia è che la tizia in questione aveva uno di quei “derrière” da fare invidia a noi tutte. “Mrs. Sonounatrentennemavestodateenager” avrebbe ricevuto grandi consensi sotto il ring dell’incontro di boxe Mike Tyson vs Evander Holyfied – quello in cui il primo stacca a morsi un pezzo di orecchio del secondo- ma non a pordenonelegge.
E con ogni probabilità Tyson alla vista di quella tutina scintillante, avrebbe pensato che c’era di meglio da mordere che il lobo dell’avversario.
Ad accompagnare questa “ragazzina” un compagno che si capiva amare la palestra, peccato che quando li ho sorpassati ho notato che il six pack del fusto era diventato un due. Un due di picche però. Anche se in questo articolo mi sono ripromessa di non parlare del look degli uomini, non posso esimermi nel dire a costui, che sono in pochi a potersi permettere una serafino attillata: uno di questi è canadese, nato nel 1980 e neo papà.
Visto che la palma d’oro del peggiore look di pordenoneveste è già stata assegnata, concentriamoci invece sulle cose che mi sono piaciute.

pordenoneveste
Ho trovato assolutamente convincente il look di questa signora tutta vestita in chiaro con pantalone, maglia extra large e giacca operata. A completare il suo look, un paio di occhiali da vista Prada tanto meravigliosi, quanto difficili da portare. Sul suo visto allungato circondato dalla capigliatura riccia stavano benissimo. Sarebbe stata benissimo pure con un bel libro di architettura in mano. Un’edizione Taschen, vista la stilosità del soggetto.

pordenoneveste
Outfit ben riuscito anche per questa bellezza dai tratti mediterranei: è quasi un total black il suo. Ad interrompere la tonalità un elemento rigato asimmetrico da portare sopra al sempre validissimo tubino. Ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata il ciondolo in argento lavorato: Violet Grey approverebbe.
Prima di trovare degli altri outfit validi, mi sono imbattuta in uno stuolo di donne con le gonne troppo corte, troppo colorate o vestite troppo sportive.

pordenoneveste
Delle ragazze me ne è piaciuta invece una con questo look da “militante della buona lettura”: jeans neri tagliati, canotta nera e borsa nera con frangia. Unici elementi colorati: i suoi boccoli biondi e una casacca senza maniche military style.

pordenoneveste
Scatto rubatissimo invece per questo caschetto perfetto che sceglie un long dress nero molto scollato sulla schiena. Rompe la monotonia del nero solo con gli accessori: una cintura color cacao borchiata e una grande borsa capiente della stessa tinta.

pordenoneveste
E come non incorniciare in questo articolo il vestito giallo portato di questa signora elegante ed altissima? Il marito, quando mi sono avvicinata a lei, non ha potuto celare il suo orgoglio nel sapere che il look della moglie sarebbe finito in un blog. D’ora innanzi questo diventerà “il suo vestito da pordenonelegge”. Ma oltre ad aver colto nel segno col colore, bellissimo era anche il giacchino di pelle nero tutto traforato che si sarebbe messa più tardi quella sera, anche se in questo scatto lo si scorge appena dentro la borsa in pelle chiara.

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Uno scatto lo meritava anche il modo in cui questa signora bionda aveva abbinato collana, camicia ed occhiale: un look davvero da pordenonese amante della lettura e del teatro.

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Troppo di fretta andava invece questa Lady Jumpsuit per capire se effettivamente quella indossata fosse una jumpsuit o un due pezzi. Sta di fatto che non vi è niente in questo look che non mi piaccia: dalla fantasia geometrica della “tuta” alla borsa e alle spuntate che veste ai piedi.

pordenoneveste
Parlando di abbinamenti che sono assolutamente nelle mie corde, merita essere citata la naturalezza con cui costei sceglie una gonna a fantasia su bianca per interrompere canotta e décolleté nere.

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E che dire invece di questo vestito che al blu della notte mescola sprazzi di rosa, lilla, azzurro e quella punta di giallo che tanto ci siamo abituati a vedere in questi giorni?
Abbinamento deliziosamente ben riuscito, pochette compresa. Che libro le vedrei in mano? Beh, ovviamente il Piccolo Principe, affinché la fantasia del suo vestito prosegua con i cieli stellati descritti da Antoine de Saint-Exupéry.

Chiara Orlando

Venezia, Firenze e le Susanna shoes di Chloé

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C A L L E     L A R G A,    U N    P O S T O    M O L T O    P E R I C O L O S O

Visto che era da tre anni che non andavo andavo a farmi un viaggio, quest’estate ho pensato che una vacanza via di casa mi spettasse di diritto.
Ma dove?
Ero così stanca che non mi andava neanche di vedere quali mete potessero allettarmi, né perdere tempo a prenotare voli.
Vivendo in campagna tutto l’anno, la mia meta preferita è da sempre la città, perché mi manca sempre un po’ la confusione e le strade affollate. Il mare è una cosa che non considero perché non ho più la fissazione dell’abbronzatura e dopo due giorni mi annoio.

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E quindi dove andare? Ma certo! In una città d’arte. Capii che Firenze poteva essere proprio il posto giusto.
E a Firenze ho aggiunto anche la vicina Venezia, perché volevo realizzare un piccolo sogno che avevo da una vita: dormirci una notte.
Ci sono ovviamente anche altri motivi che mi hanno spinto a scegliere queste due mete: sono città stupende, dove si mangia divinamente (sì, anche a Venezia si può mangiare benissimo), piene di gente e piene di bellezza.
Queste due città italiane non solo offrono il meglio dei musei nazionali, il miglior artigianato, molte “allegre spanzate”, ma offrono – ahimé- anche il miglior shopping.

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Giuro che all’inizio avevo pensato allo shopping solo a Firenze perché il museo Ferragamo e il negozio in via dei Tornabuoni potevano essere una forte tentazione, ma ero partita da casa con l’idea di investire tutto il bugdet per Venezia e Firenze in musei, cicchetti e mangiate.

Ma una volta a Venezia, dopo essermi svegliata ancora con la gioia della cena alle Antiche Carampane, mi sentivo in vena di fare una passeggiatina verso Calle Larga. Un posto molto pericoloso. Oltrepassata con successo la vetrina di Ferragamo, non ho potuto evitare che i miei occhi si fermassero in una vetrina in cui c’era il meglio delle calzature made in Italy.

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In vetrina c’erano pure le Susanna di Chloé, quelle a cui facevo il filo da tre anni!
Le Susanna shoes sono diventate un pezzo iconico perché le prime ad averle rese celebri sono state le icone della moda. Non è che mi piacciano per quella ragione però, perché se un capo o un oggetto non mi piace, neppure vederlo indossato a qualcuno di famoso che ammiro, mi fa cambiare idea. Queste invece, pur essendo borchiatissime, a mio avviso non riusciranno a stancarmi. Hanno un tacco rubato allo stivale da cowboy e una punta né tonda, né appuntita. Il fatto poi che si possano mettere con un jeans, piuttosto che con un gonnellone è senz’altro un altro punto che gioca a loro favore.

Ho dovuto guardare il prezzo tre volte, perché mi sembrava ci fosse un errore. Dopodiché mi sono fiondata in negozio a provarle.
E la colonna sonora che mi ha accompagnato nei trenta minuti precedenti all’acquisto (mi sono messa a parlare di scarpe con i titolari del negozio…) non era certo “Fratello sole e sorella luna”, ma “Sympathy for the devil”.

Me lo dico sempre: dovrei essere più austera, ma in realtà quando mi sono infilata le scarpe ho capito che quelle sarebbero state le uniche scarpe basse che avrei indossato con piacere.
E poi come potevo lasciarle lì a quel prezzo?

Chiara's room_ Harry's bar

Per chiudere in bellezza la giornata sono andata all’Harry’s Bar, dove i baristi si ricordavano ancora le chiacchiere di mia madre dell’anno prima quando, in uno slancio non consono ai suoi costumi, mi offrì un Bellini. E visto che da lei ho preso il gusto di stare in mezzo alla gente, ho trascorso tre buone ore di puro vizio in quello che reputo uno dei top locali di sempre.
– “L’aspettiamo ancora” – mi disse il maître del locale, quando mi tese uno scontrino da pagare di 5€.

Che giornata fantastica e… che scarpe!

Chiara Orlando

Macri calzature
Calle Larga, San Marco, 420, Venezia 
+39 041 2411455

Aperitivo e cena a Venezia?

Harry’s Bar 
Calle Vallaresso, 1323
30124 Venezia Italy
http://www.harrysbarvenezia.com
+39 (0) 41 528 5777
+39 (0) 41 520 8822
Email:harrysbar@cipriani.com
Official Site:
aperto tutti i giorni: 10:30 a.m. to 11:00 p.m.

Trattoria Antiche Carampane
San Polo, 1911 – 30125 Venezia
Tel 041-5240165
www.antichecarampane.com
info@antichecarampane.com
Chiuso domenica e lunedì

Dallo “Speaker’s corner” di Steg una lezione di stile

il fazzoletto nel taschino

I L     FA Z Z O L E T T O    N E L    T A S C H I N O     D E L    B L A Z E R 

Oggi non sarò io a parlare di stile o di moda, ma bensì Steg, l’autore dello “Speaker’s corner”.

Meglio fugare ogni dubbio sin da subito, anche se sono certa che aprendo il link qui sotto, avreste capito che l’articolo non può essere farina del mio sacco vista la qualità di scrittura.
E’un blog che vi consiglio di leggere quello di Steg: per gli splendidi articoli che scrive di musica di cui è un grande appassionato, di stile e molto altro.

Di mio in questo post c’è solo quest’immagine. Un abito da uomo a cui non può mancare il fazzoletto nel taschino. Proprio come uno di quei capi che mi piace pensare facesse il nonno sarto.

Vi auguro una piacevolissima lettura

http://steg-speakerscorner.blogspot.it/2013/02/il-fazzoletto-nel-taschino-del-blazer.html

http://steg-speakerscorner.blogspot.it/

Mary Katrantzou e il processo creativo

Mary Katrantzou è una donna di cui amo l’approccio al lavoro, i bei modi, e la modestia con cui parla della sua creatività. Fa pensare il fatto che una delle migliori fashion designers di oggi, non avesse considerato di occuparsi di moda prima e sia finita, quasi per caso, a disegnare (incredibili) collezioni.

Chiara Orlando

I love Mary Katrantzou. I love her way to work, her good manners and her modesty when she speaks about her creativity. It’s just incredible that she’s right now one of the best fashion designer of these days, and started to draw (terrific) collections almost by accident.

Chiara Orlando

Carolina Herrera: un monito per eleganza ed intraprendenza

Se qualcuno mi facesse la domanda: “a quale donna vorresti assomigliare in futuro?”, una di queste sarebbe Carolina Herrera. Questa signora nata a Caracas nel 1939 è uno dei rari casi in cui è la donna a rendere elegante un capo e non viceversa. Così, su due piedi, mi viene in testa solo un’altra donna con la stessa capacità ed è Audrey Hepburn. Altro motivo per cui assomigliare a questa donna è l’intraprendenza: ha disegnato la sua prima collezione all’età di quarantanni.

Chiara Orlando

If someone asked me: “Who is the woman you would like to ressemble?”, I would reply “Carolina Herrera.” This lady was born in Caracas in 1939 and I dare say this is one of the rare cases where it is the woman who makes a dress look elegant and not the opposite. On the spot, I can think at just another woman with the same ability: Audrey Hepburn. Another reason why I aim at looking like this woman is her entrepreneurship: she designed her first collection at the age of forty. 

Chiara Orlando

Maison Lanvin

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I   B E I    V E S T I T I     N O N   S I    T E N G O N O    N E L L ‘  A R M A D I O

Pranzo di Capodanno in famiglia. I miei ci hanno fatto il callo: quando mi invitano in occasioni formali, sanno che arriverò vestita nei modi più stravaganti.
Quale occasione migliore per sfoggiare il vestito in lana e velluto di Lanvin? D’altra parte la Sig.ra Gava ha ragione: per quale motivo tenere i bei vestiti dentro l’armadio? Prese per buone queste parole, mi sono convinta che la scelta del mio outfit si sposava bene con la faraona e le note del concerto del Musikverain in sottofondo.

Oggi ho trovato una cartella datata 1985, piena di miei disegni.

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Abito monospalla disegnato da una bambina di 7 anni.

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One shoulder dress, Lanvin Collection

Lanvin è uno storico marchio di moda francese, forse il più antico di tutti. Nasce nel 1885 dalle sapienti mani di Jeanne Lanvin, le cui creazioni non tardano a farsi apprezzare. Lanvin è precorittrice per le sue linee, ma anche perchè agli abiti da donna affianca capi per uomo, bambini, biancheria intima e tessuti d’arredo. Il marchio diventa poi celeberrimo per i profumi: è suo ” Éclat d’arpège “, di cui sono diventata dipendente. Insomma, nei lontani anni ’20, era già quello che ora definiremmo un ” marchio “!

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Lanvin avrà nel tempo diversi direttori creativi, ma memorabili sono le creazioni del divino Alber Elbaz, che ha segnato gli ultimi decenni. Delle collezioni di Lanvin prediligo sempre quelle autunno-inverno che hanno uno stile un pò ottocentesco e ricercato. Mi vengono in testa le atmosfere vibranti di una Parigi ” fumosa ” d’altri tempi, dove i ciottoli della Ville Lumiere venivano lucidati dai gonnelloni delle signore a passeggio.

Qui, la sua collezione autunno-inverno 2013.

Un aneddoto a proposito di Alber Elbaz e della sua moda (fonte: Youtube, tributo del New York Times).

Alber ha cinque anni, vive in Israele.

La madre, preoccupata, chiede alla maestra come comportarsi visto che il figlio disegna solo donne. La maestra, per tutta risposta, le chiede se preferisce che disegni carri armati o soldati.
La madre lo lascia fare.

In questo video il farfallino di Elbaz strizza l’occhio alle gonne ampie e rigonfie delle sue collezioni. Lo stilista offre degli spunti interessati in merito alla visione della donna moderna che deve eccellere in tutto. A lei offrirebbe la parte di una Jane Bond stilossima.

Da piccolo sognava di diventare medico. Senza dubbio uno dei suoi capi funziona da potente anti-depressivo.

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1 Gennaio 2014, vestito lana e velluto.

Fonti:

Wikipedia

YouTube channel

Vogue magazine

New York Times

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