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Paolo Ciot: tra atmosfere dark e smarrimento temporale

È un’atmosfera gotica ad avvolgere gli scatti fotografici del pordenonese Paolo Ciot, amante della musica rock e indie di cui contamina anche la sua opera fotografica.

Guardando le sue foto si ha infatti la sensazione di sentire vibrare in lontananza le note di un basso o di una chitarra graffiante nelle campagne pordenonesi.
Nello scatto con cui ritrae il ciglio sconnesso della strada, questa sensazione si fa ancora più intensa: quello che era solo un solco sull’asfalto diventa una voragine e la figura in secondo piano rende l’immagine ancora più dark e misteriosa.

Paolo Ciot

© Paolo Ciot 

Nell’opera di Ciot uno dei fili conduttori è senza dubbio il ritratto che tuttavia non troviamo nella sua concezione tradizionale: Paolo Ciot azzera il campo prospettico, costringendoci a guardare l’artista Manuel Baldassare da vicino. Eliminando la profondità, ci obbliga a stare a pochi centimetri da lui dandoci quasi l’impressione di respirare l’odore della sigaretta che fuma. Sebbene la situazione sia bizzarra ed irreale, siamo così incuriositi dal protagonista da stare al gioco.

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© Paolo Ciot, ritratto di Manuel Baldassare                                       

Difficile attribuire una collocazione temporale ai lavori di Ciot, visto che molti scatti presentano quella sgranatura tipica degli anni settanta. Ciò ci fa intendere che ami non solo usare la reflex, ma che sia anche un grande appassionato di Polaroid. È sua infatti la recente esposizione fotografica di Polaroid realizzata presso L‘hotel Santin di Pordenone dal titolo “Il sogno è una foto sfuocata”. Ciot ha esposto in diverse collettive, a Milano e Roma e molte città italiane.

La locandina di Utopia, mostra allestita nella capitale, realizzata con una polaroid di Ciot.

La locandina di Utopia, mostra allestita nella capitale, realizzata con una polaroid di Ciot.

Per il fotografo la foto istantanea è stata un colpo di fulmine che mai lo ha abbandonato. Le Polaroid – sono foto “enormi” nonostante il piccolo supporto che le contengono- afferma Ciot.

© Paolo Ciot

© Paolo Ciot, foto vincitrice del primo premio del concorso fotografico promosso da pordenonelegge 2015

Più guardiamo i lavori di Ciot, più ci viene il dubbio che sia proprio lui a divertirsi del nostro costante smarrimento. È successo così anche quando abbiamo visto la foto vincitrice del concorso fotografico promosso da pordenonelegge, dove i tappeti che hanno vestito a festa il Teatro Comunale Verdi, si trasformano in grafismi irriconoscibili.

© Paolo Ciot

© Paolo Ciot

Nello scatto che ritrae l’artista Natascia Raffio l’unica cosa che ci riporta alla realtà è la capigliatura della ragazza, che inconsciamente usiamo come punto focale da cui leggere l’immagine. L’acqua, altro elemento molto amato da Ciot, diventa con i suoi riflessi ingannevoli l’assoluta protagonista dell’immagine.

© Paolo Ciot

© Paolo Ciot

E ad un’atmosfera dark non possiamo che pensare quando osserviamo questa serie di scatti che farebbero la felicità del Chief Editor di Vogue sia per la preziosità della location, sia per la scelta di abito, accessori e modella.

© Paolo Ciot

© Paolo Ciot

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© Paolo Ciot

Tre foto da guardare a lungo, magari con in sottofondo la voce di Cristina Scabbia, che con il suo timbro unico potrebbe aiutarci a cogliere luce e ombre che il pordenonese trasferisce in pellicola.

Chiara Orlando

 

https://instagram.com/paolodiziociot/