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Pordenoneveste atto V

Si è chiusa qualche giorno fa la ventesima edizione di pordenonelegge e io, come vuole ormai la tradizione, mi sono dedicata a raccogliere i migliori look per la rubrica pordenoneveste dedicata allo streetstyle fashion dell’evento.
Vi immagino già con i polpastrelli caldi, pronti a criticare o a commentare le mie scelte, ma prima ci tengo a scrivere il motivo per cui questi outfit mi hanno colpito più di altri. Il leitmotiv di pordenoneveste atto V è stato l’autenticità e l’originalità, intese come “io mi sento così e vesto ciò che più mi rappresenta”. Ha vinto in sostanza l’essere sé stessi: il carattere e la personalità sono stati messi in rilievo: era ora!
Cos’è che non mi è piaciuto? Beh, quest’anno è mancata la componente maschile da fotografare: né vestito casual, né elegante. A voi maschietti dò direttamente appuntamento per l’edizione 2020, so che non mi deluderete!

Stripes

In quanto a righe stiamo diventando come i cugini d’oltralpe: ci piace da morire portarle. E pure quelle verticali di cui ci aveva fatto innamorare la divina Amal Clooney a Venezia!
La mia “vittima” di pordenoneveste ha scelto di mescolarle a quelle righe orizzontali in questo abitino con manica corta: a completare il look, una pochette borchiata, un foulard-strangolino nero, occhiale da sole bianco e un bracciale con doppio giro di perle. Ai piedi, un pratico mocassino in vernice nero per camminare a passo spedito in città.

Power family

Lei nel mondo della moda ci lavora (e si vede). Sceglie il pantalone nero e la camicia allungata sul retro, lo stivaletto in cuoio nero e l’occhiale in tartaruga che mette in luce l’ovale perfetto del viso. E vogliamo parlare della borsa? Devo ammettere che la Saddle di Dior in pelle nera mi ha fatto brillare gli occhi (cosa che non accadeva da tempo).
Il neo papà sceglie la comodità di una camicia in cotone a righe con collo alla coreana e un paio di jeans strappati. Non sono riuscita a vedere il pupo/pupa, ma vista la genetica e il gusto di papà e mamma, ci sono buone possibilità possa prendere il posto dei giovani Beckham.

Long

Non c’è occasione in cui non l’abbia vista curata e sopratutto vestita in modo appropriato all’evento a cui partecipasse. Il suo mondo è quello del food and wine e l’eccellenza dei servizi a cui questo settore si riferisce: Raffaella ha uno stile personalissimo, predilige il pantalone lungo, spesso a palazzo e i colori scuri. L’ho rivista a pordenonelegge e mi è piaciuto molto il suo denim grigio con la balza in pizzo nero da cui si intravedeva la para bianca delle sneakers.

Alla signora Westwood piacerebbe

Il tartan è sempre il tartan e non ho potuto fare a meno di pensare a Vivienne Westwood quando ho visto questa signora passeggiare per le vie di Pordenone: al check più tradizionale viene aggiunto il tocco glamour del pizzo sulle maniche e sul décolleté.

Io amo il blu

Grande coup de coeur per la signora qui sopra: qui sì che c’è carattere da vendere. Ditemi la verità: la vedreste con qualcosa di diverso? Io francamente no e mi sono dovuta davvero inchinare al suo talento nell’abbinare pantalone, ballerine, borsa, blusa e monili. E vogliamo parlare dei capelli? Sebbene io non sia un’amante delle tinte “creative”, devo ammettere che la spruzzata di lilla le stava d’incanto.

La musa di casa Disney

Non mi sorprenderebbe che in casa Disney stessero pensando a lei per il prossimo block buster: d’altra parte con un viso così, l’abitino a pois, l’anfibio e il telefono rosa, potrebbero cucirle su misura il ruolo di “giovane paladina del bene”, pronta a difendere chiunque si trovasse a fronteggiare bullismo o subisca altri tipi di discriminazioni. Speriamo accetti!

L’immancabile giallo e nero

Voi con cosa abbinereste un doppio petto nero con bottone oro e una gonna a pieghe gialla?
Avete risposto bene: con i Dr. Martens neri!
Non sono solo i colori che ha scelto ad omaggiare pordenonelegge, lo è anche il suo sorriso!

I’m a woman and I love it!

Proud woman here! Pantalone e blusa bianca con ricamo, giacca in pelle rossa, mocassino in camoscio rosso e borsa a mano nera. Al collo, una collana multicolore raccoglie in un colpo solo tutti i colori che porta (si notino le unghie e la cavigliera).

La Savana a pordenonelegge

Non ho saputo resistere: le ho chiesto se potevo fotografarla ed ero convinta che mi dicessi di no. Tutti quegli elefanti, i ghepardi, i pappagalli e le giraffe sul vestito mi hanno davvero messo il buon umore e li vedevo già tra le pagine di Chiara’s room. Sono felicissima che il suo sia stato un sì e dal sorriso si vede quanto fosse divertita dalla cosa.

Amiche per “la pelle”

Mentre ne fotografavo una, è arrivata l’amica e allora ho fatto il colpaccio! Dalla foto si capisce che l’intesa tra di loro è grande, grande quanto la loro passione per la moda!
Della prima a sinistra mi è piaciuto molto il cappotto-kimono a fantasia abbinato ad uno stivaletto scamosciato nero, mentre della seconda ho apprezzato la scelta di questo abito color nocciola che scende morbido e termina a pieghe leggere. Uno stivale over the knee in camoscio grigio fa da trait d’union con la Gucci maxi che porta sulla spalla.

La giacca da uomo è femmina

I blazer e le giacche dal taglio maschile sono diventate iperfemminili. A pordenonelegge ne ho viste parecchie, sia portate con il tacco, che con le sneakers. Loro hanno scelto la seconda opzione e tutta la forza del rosso abbinato a pantalone con fascia laterale e pochette di Michael Kors e del nero che si ripete anche nel pantalone per la seconda.

It’s a man’s world

A portare questo look “piuttosto maschile” è uno dei più bei volti visti durante la festa del libro: il grigio e il nero giocano a confonderci le idee, ma l’assoluta sobrietà dell outfit ci fa pensare piuttosto di trovarci di fronte ad una danese o scandinava.

Photo credits: Alessandro Secondin

Good job Angela!

Chiudo in bellezza proprio con la persona, assieme a tanti altri, che ha reso bello pordenonelegge: Angela Biancat (qui ritratta da Alessandro Secondin) veste un pantalone giallo a righe bianche e una stringata nera. Sotto il giubbetto di jeans, sceglie di indossare una maglia nera da cui penzola il suo inseparabile pass. Ma il look coordinato non finisce qui: chissà quanti telefoni, ricariche, adattatori e blocchetti per appunti devono esserci stati dentro quella borsa con l’iconico camaleonte! E, last but not least…si noti anche il foulard giallo annotato al polso!
Chapeau Angela, hai fatto davvero un gran bel lavoro!

Allora, piaciuti i look?
Ci tengo a ringraziare tutti, ma proprio tutti voi, per essere stati così disponibili a “raccontare” dal punto di vista fashion una dei più belle rassegne che ospita Pordenone!

Io non vedo già l’ora di fotografarvi alla prossima edizione!

XO, Chiara Orlando

Sala gremita per La Casa del Pordenone – Illustrazione dei luoghi ritrovati

Ieri, nella Sala Convegni della Camera di Commercio di Pordenone, è stato presentato il volume La Casa Del Pordenone – Illustrazione dei luoghi ritrovati di Alberto Magri.
Che ci fosse molta attesa per questo libro lo sapevamo tutti, ma vedere la sala così gremita ed una lunga coda all’ingresso del palazzo, mi ha reso particolarmente felice per tutto il lavoro che questo volume immagino abbia comportato.

La sala convegni della Camera di Commercio di Pordenone dove si è tenuta la presentazione

La Casa del Pordenone – Illustrazione dei luoghi ritrovati è un librone piuttosto spesso: a raccontare la scoperta dello studiolo di uno dei più grandi artisti del Rinascimento sono le illustrazioni del talentuoso Alberto Magris, le foto storiche dell’epoca, molti testi e saggi tradotti anche in lingua inglese.

Una delle splendide foto storiche presenti nel libro: Giancarlo Magri con il figlio Giovanni e il Prof. Charles Cohen visitano gli affreschi dello studiolo.

Ah come ci pare di vedere lo stupore di Giancarlo Magri quando scorge il Leone da cui partirà tutto!
Giancarlo Magri è il restauratore a cui dobbiamo la salvezza di gran parte del nostro patrimonio artistico ecclesiale, nonché padre di Alberto Magri.

In cuor suo, Giancarlo Magri aveva sempre sperato di trovare una traccia così viva del Pordenone finché nel 1989 ciò si avvera.

La copertina del volume La Casa del Pordenone – Illustrazione dei luoghi ritrovati

E nel libro La Casa del Pordenone – Illustrazione dei luoghi ritrovati c’è molto di lui e della sua dedizione ad una professione complessa e delicata, che poi ha trasmesso sapientemente ai figli.
Sfogliando le pagine del libro – edito dalla Libreria Al Segno – è possibile comprendere meglio l’entità e il valore del patrimonio artistico lasciatoci dal Pordenone.
Alberto Magris, gli esperti e i collaboratori che hanno lavorato a questo progetto sono stati abili nel trasmettere con grande freschezza i contenuti, tanto da renderci curiosi ed interessati dall’inizio alla fine.

Una delle splendide illustrazioni di Alberto Magris presenti nel volume.

Il volume, presentato in occasione di pordenonelegge, è stato promosso dall’associazione Augusto Del Noce e vede il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone, della Fondazione Friuli e della Camera di Commercio Pordenone – Udine e della Fondazione Santin Onlus.
Numerosi i contributi e le collaborazioni: Giancarlo Magri, Giulio C. Testa, Angelo Crosato, Roberto Castenetto, Giordano Brunettin, Carolle Bidinot, Stefano Ciol solo per citarne alcuni.

Mi è doveroso ringraziare Alberto Magri per aver avermi generosamente inserito tra chi ha contribuito alla realizzazione del libro.

Chiara Orlando

pordenoneveste atto III

Alla terza edizione di pordenoneveste – i migliori e peggiori look di pordenonelegge – non sapevo che aspettarmi. Con mia grande sorpresa, mi sono trovata di fronte ad una città gaia, che ama vestire e che lo fa in modo assai più disinvolto che nelle passate edizioni.
Certo, non sono mancate le icone di grazia e di stile, ma ciò che ho visto è più uno streetstyle che molto apprezzerebbe il compianto Bill Cunningham.
E di cose brutte ne ho viste? Purtroppo devo deludervi: sarà stato per via del tempo incerto (niente derriere allo scoperto e niente ombelichi), ma di outfit orrendi non ne ho visti poi tanti.
Le cose che mi hanno divertito e che mi sono piaciute sono state
molte.

Due outfit in un colpo solo: queste due amiche si sono prestate senza troppa resistenza ad un mio scatto
It’s a wrap

Due outfit in un colpo solo: queste due amiche si sono prestate senza troppa resistenza ad un mio scatto: d’altra parte con un visto così e con questo look, sapevano bene di posizionarsi ai vertici della hit parade di pordenoneveste. Killerlook per entrambe.

Fringe super chic Guardando l'outfit di questa signora capirete che una scala da 1 a 10 non è sufficiente

Fringe super chic

Guardando l’outfit di questa signora capirete che una scala da 1 a 10 non è sufficiente per decretare quanto siano chic le frange. Piacevole anche la texture etnica della giacca e lo stivaletto che lascia intravvedere la caviglia nuda.

Reputo il loro streetstyle look un vero colpo da manuale: dal boyfriend cut jeans, al jeans tagliato alle ginocchia, alle sneakers.

In black and denim we trust

Non potevo farmi scappare queste due ragazze restie a farsi fotografare (soprattutto una). Reputo il loro streetstyle look un vero colpo da manuale: dal boyfriend cut jeans, al jeans tagliato alle ginocchia, alle sneakers.

È un outfit vivace quello scelto da questa ragazza con treccia bionda: il fucsia di cui sono realizzati i dettagli si stende sulla bag di Galliano, provandone l'assoluta sintonia.

A colorful mind

È un outfit vivace quello scelto da questa ragazza con treccia bionda: il fucsia di cui sono realizzati i dettagli si stende sulla bag di Galliano, provandone l’assoluta sintonia.
Un paio di jeans chiari e boots con frange ne completano lo stile.

Il gonnellone e il giubbetto in jeans con voile sono i capi selezionati da questa lettrice intenta a sfogliare il programma della 18esima edizione con l'amica.

Yellow e big smiles anche per questi tre universitari

Yellow and big smiles

Il gonnellone e il giubbetto in jeans con voile sono i capi selezionati da questa lettrice intenta a sfogliare il programma della 18esima edizione con l’amica.
Yellow e big smiles anche per questi tre universitari che si sono lasciati catturare dal mio obiettivo appena arrivata a Pordenone.

Semplicemente Inarrivabile. Anche impegnandosi molto è impensabile pensare di poter raggiungere lo stile di questa signora pordenonese.

L’icona di stile

Semplicemente Inarrivabile. Anche impegnandosi molto è impensabile pensare di poter raggiungere lo stile di questa signora a passeggio per le vie del centro. Per lei cappottino leggero in pelle rossa e manica a tre quarti in lana. MI viene quasi da pensare sia amica di Anna Wintour, arrivata direttamente dalla New York Fashion Week e che gli occhiali le servano per abituarsi gradualmente al fuso orario locale.

Semplicemente Inarrivabile. Anche impegnandosi molto è impensabile pensare di poter raggiungere lo stile di questa signora pordenonese.

From Bolzano with love

Blogger di Womenoclock e grande appassionata di cultura, Barbara Gramegna contrasta la giacca e il pantalone grigio con un paio di décolleté in camoscio rosse. Di grande effetto anche la borsa di ispirazione etnica in cui vi è un richiamo a tutte le tonalità che indossa: il rosso, il nero e il grigio.

Felicemente greyhair, Giulia Buzzolo sposa un urban look che sentirebbe suo anche uno dei grandi ribelli della storia dell'arte: Caravaggio.

Una pennellata d’autore

Giulia Buzzolo è un artista: una di quelle vere, capace di dipingere con le tecniche antiche e di misurarsi con stili pittorici che incutono timore solo a pronunciarne il nome. Felicemente greyhair, Giulia Buzzolo sposa un urban look che sentirebbe suo anche uno dei grandi ribelli della storia dell’arte: Caravaggio.

A Cat story Può una giacca in lana cotta catturare la mia attenzione (e quella di molti passanti del Corso) da finire nell'articolo dedicato a pordenoneveste?

A Cat story

Può una giacca in lana cotta catturare la mia attenzione (e quella di molti passanti del Corso) da finire nell’articolo dedicato a pordenoneveste? Sì, quando è perfettamente abbinata a tutto il resto!

The Champ non lascia nulla al caso neppure nello stile: Pordenoneveste lo incornicia casual ricercato, con giacca blu, T-shirt, jeans e sneakers.

The Champ

Incappare in Enrico Spadotto in queste occasioni è il sogno di ogni blogger: questo triatleta ventisettenne dagli occhi color Pantone Reflex Blue C è un riferimento per le IG stories, dove racconta la sua passione smisurata per lo sport (si allena prima di andare al lavoro) e il piacere di lunghi aperitivi.
The Champ non lascia nulla al caso neppure nello stile: pordenoneveste lo incornicia casual ricercato, con giacca blu, T-shirt, jeans e sneakers.

Una cascata di capelli castano chiari incornicia un viso che sembra rubato alla più celebre tela del Botticelli. Questa giovanissima sceglie il colore rosa per addolcire il giubbotto in pelle nera.

The angel

Una cascata di capelli castano chiari incornicia un viso che sembra rubato alla più celebre tela del Botticelli. Questa giovanissima sceglie il colore rosa per addolcire il giubbotto in pelle nera. Dettagli leather garbati anche nella bag di Michael Kors da portare a spalla e taccuino della stessa maison.

Come definire il loro look? Super casual e super cool, come lo erano loro.

Bansky’s friends

Non appena ho visto questi due ragazzi non ho potuto fare a meno di pensare facessero parte di qualche circuito musicale di nicchia o che fossero amici di Bansky. E se la seconda ipotesi non fosse solo una mia fantasia? Mi prenoto per l’intervista a Bansky!
Come definire il loro look? Super casual e super cool, come lo erano loro.

 C'è forse solo una persona al mondo che veste il trench meglio di lei: Kate Middleton, ma forse Kate Middleton non ha quella borsa.

Unconditionally love

Coup de cour: non le vedevo da secoli e incontrarle in questa occasione mi ha reso ancora più felice. C’è forse solo una persona al mondo che veste il trench meglio di lei: Kate Middleton, ma forse Kate Middleton non ha quella borsa. E quando mamma e figlia sono a spasso per Pordenone gli accessori sono perfettamente abbinati.

 il focus è tutto il suo stile: jeans nero con tasche laterali, anfibio e giacca mimetica.

Military rulez

Sebbene io non sia riuscita a mettere a fuoco il viso di questa military fan, il focus è tutto il suo stile: jeans nero con tasche laterali, anfibio e giacca mimetica.

La super mamma conquista Corso Vittorio con un total black total: vestito, occhiali con la montatura spessa, calze a rete nere.

Style is a family business

Non ci sono dubbi sul fatto che a questa bimba è stato trasmesso il buon gusto (e l’amore per le calze particolari). La super mamma conquista Corso Vittorio con un total black: vestito, occhiali con la montatura spessa, calze a rete nere. Gli stivaletti in pelle morbida creano un trait d’union con il resto dell’ensemble.

Due amiche e due stili così diversi: la prima sceglie il rosso per dare vivacità all'incarnato e la seconda mixa sapientemente il giacchino color cognac al bianco.

Aperitivo time

Due amiche e due stili così diversi: la prima sceglie il rosso per dare vivacità all’incarnato e la seconda mixa sapientemente il giacchino color cognac al bianco.

Cosa mi è piaciuto di loro? I loro non fronzoli e la loro disinvoltura, a conferma di quanto lo stile sia in primis uno stato mentale.

More than casual

Tre tentativi di messa a fuoco e tutti portati a termine con scarso successo: è toccata così a questi due ragazzi che ringrazio per essersi prestati pazienti al gioco. Cosa mi è piaciuto di loro? I loro non fronzoli e la loro disinvoltura, a conferma di quanto lo stile sia in primis uno stato mentale.

Chiara Orlando

BookArt – Beyond Reading: la creatività non ha confini

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“Read”, opera di Luciana Frigerio

Se l’intento della mostra BookArt – Beyond Reading era quello di fare in modo che le parole Book e Art diventassero (finalmente) inscindibili, l’obiettivo è stato senza dubbio raggiunto.
Dopo BookArt – Beyond Reading non riuscirò più ad guardare un libro nel senso “tradizionale” del termine, ma lo vedrò come oggetto d’arte.
Forse il vulcano dell’artista canadese Guy Laramée si materializzerà sul libro che leggerò, o le lettere si ingrandiranno a dismisura e diventeranno 3D come quelle dell’artista newyorkese Luciana Frigerio.
Magari rimarrò intrappolata all’interno di “Cavità”, opera di Umberto Chiodi e non troverò più la via d’uscita (la cosa non mi dispiacerebbe per nulla).

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“Cavità”, opera di Umberto Chiodi

Ma Bookart è molto più di questo: è uno spazio, quello della Galleria della Provincia di Pordenone, che si fa luogo (mi si perdoni il gioco di parole) dove meravigliarsi e fantasticare. Grazie alla carta, la “Paper-Engineering”e il Libro d’Artista, lo spettatore ha la sensazione di fare un insolito viaggio “ludico”, dove la creatività e il talento non hanno confini.
Il mondo ricreato dagli attenti curatori della mostra Irene Moret, Sara Florian e Bruno De Blasio di GrabGroup Ugrading Cultures é un mondo che ha come protagonista non un semplice oggetto come il libro, ma un potente mezzo di comunicazione.
A tal proposito mi è particolarmente piaciuto l’inserimento del libro per non vedenti di Marcella Basso e Michele Tagliariol che, grazie all’utilizzo di svariati materiali, raccontano in modo inequivocabile le azioni che deve fare un bimbo per prepararsi ad andare a scuola.
Oltre alle opere degli artisti italiani, tra cui spiccano anche opere concettuali di Carlo Vidoni, diversi lavori arrivano dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra e Giappone.

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“Paroleradici”, opera di Carlo Vidoni

Nel chiostro del Palazzo della Provincia, in concomitanza con Book Art – Beyond Reading, è stato organizzato un workshop di tre giorni tenuto da Dario Cestaro, Samantha Bonanno e Luciana Frigerio a cui hanno partecipato studenti universitari e le cui opere – degli autentici capolavori – sono visibili al primo piano del Palazzo.

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“Libro eroso”, opera di Guy Laramée

La mostra BookArt si sviluppa in sei sezioni: quella dei Libri d’artista (parte storica), della BookArt come fenomeno che ha visto la sua nascita negli anni 70/80, la sezione dedicata alla Paper Engeneering, quella dedicata alla Pop Art, alla Digital Art e quella che include i lavori degli studenti.

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La mostra è corredata da un robusto catalogo con un testo scritto da Irene Moret per quanto concerne la Paper Engineering e la Digital Art, ed un testo che prende in esame la relazione tra scrittura ed immagine nel ‘900 letterario scritto da Marcello De Blasio.
L’esposizione Book Art – Beyond Reading ha visto il sostegno economico della Provincia di Pordenone ed è stata inserita nell’ambito della 17esima edizione di Pordenonelegge. La Fondazione Pordenonelegge è anche partner dell’evento. L’iniziativa vede il Patrocinio del Comune di Pordenone, della Regione Autonoma FVG e della Banca Popolare FriulAdria Crédit Agricole.

BookArt – beyond reading è una mostra imperdibile e unica nel suo genere.

BookArt ha registrato un afflusso di pubblico sorprendente: un segnale chiaro di quanto sia sbagliata l’idea che l’arte è apprezzata da una cerchia ristretta di pubblico. Evviva la carta ritagliata, quella incisa col bisturi, quella incollata e colorata.

Evviva BookArt.

Chiara Orlando

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

banner fondazione

 

 

 

 

BookArt  – Beyond Reading, Galleria della Provincia, Corso Garibaldi Pordenone 

Per prenotare visite di gruppo, contattare: associazione.grabgroup@gmail.com
La mostra è visitabile sino al 2 ottobre con i seguenti orari:
ma 10-12 / 16-19
mer 10-12
giov 10-12
ve 16-19
sa 10-12 / 16-19
do 16-19

 

pordenoneveste: il meglio e il peggio di pordenonelegge

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Cala il sipario su pordenonelegge e si alza su pordenoneveste con l’articolo dedicato ai migliori e peggiori look dell’evento pordenonese.
Mi perdonerà Michela Zin se dico che il tempo inclemente è stato in fondo per me una vera benedizione. E il motivo è semplice: di tatuaggi al collo quest’anno non ne ho visti, così pure non ho visto tante t-shirt attillate e variopinte con scritte in inglese (incomprese da chi le porta) indossate da uomini e donne che non si arrendono al fatto che con gli anta, gli addominali non sono scolpiti come quelli che avevano in gioventù.

Il meteo bizzarro ha fatto sì che di carnevale ce ne fosse meno, che le panze e le maniglie dell’amore fossero più al coperto.
Anche le rondini sembrano essere già partite per svernare al caldo: di sopracciglia depilate a volo di rondine ne ho contate due nell’arco di sei ore. Un ottimo risultato che mi fa sperare che questa oscenità possa diventare out nel giro di poco e che l’uomo mediterraneo possa fermare in tempo la sua auto castrazione in femmina o altro genere non ben identificato.
Il pubblico di pordenonelegge quest’anno è più ricercato. In tanti sembrano abbracciare il suggerimento di diventare un tutt’uno con la città vestendo con dettagli di colore giallo.

Photo credits ©gitans_bee; photo credits ©Alessandro Secondin

Photo credits ©gitans_bee; photo credits ©Alessandro Secondin

Il prezioso team di pordenonelegge sceglie il giallo e il nero, colori che si ritrovano ovunque in città. 

Un’altra cosa che mi è piaciuta è che, a differenza dell’anno scorso, il pubblico dell’edizione 2016 si prestasse per le foto e fosse felice di raccontarsi per pordenoneveste.
Questa signora pordenonese, se non fossi sicura di averla fotografata in centro, mi sembrerebbe più una newyorkese che vanta amiche glamour del calibro di Iris Apfel e Dianne Furstenberg. Settant’anni portati con uno stile che fa invidia alle ventenni: dalla stringata lucida al giacchino operato.

Settant’anni portati con un stile che fa invidia alle ventenni: dalla stringata lucida al giacchino operato. Photo credits ©Alessandro Secondin

Nota eccentrica in Corso è un “classico” Giampiero Mughini che, solo qualche istante prima del mio scatto, si era tolto una delle sue mirabili montature. Poco male, visto che con questa giacca e le scarpe rosso Valentino faccia capire già qual è il look che aborre: “il look sobrio”.

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Giampiero Mughini in Corso, noto amante del look sobrio

Lei non è pordenonese, bensì svedese ed è proprio una delle autrici che hanno presenziato a pordenonelegge. Impossibile non scorgere in lei la classe di Jackie Kennedy e Liz Taylor in questo scatto che mi regala con piacere, felice di essere ambasciatrice del buon gusto per pordenoneveste.

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La classe di Jackie Kennedy e Liz Taylor in questo scatto che mi regala con piacere, felice di essere ambasciatrice del buon gusto per pordenoneveste.

Romanticismo e rock, convivono alla perfezione in questo look perfetto per un settembre inoltrato. L’abito rosa iperfemminile acquista grinta grazie al giacchino in pelle nera, alla borsa con borchie e ai lunghi pendenti all’orecchio.

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Romanticismo e rock, convivono alla perfezione in questo look perfetto per un settembre inoltrato

Lei ha il viso di chi sa di essere perfetta per pordenonelegge: il pantalone palazzo con balza a minuscoli quadratini di Vichy neri e bianchi rompe la monotonia della maglia nera e rende la giacca in pelle meno aggressiva. Ai piedi un paio di calzature con la punta chiusa ed arrotondata e tacco robusto, sono l’ideale per affrontare al meglio le code agli eventi di pordenonelegge.

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Lei ha il viso di chi sa di essere perfetta per pordenonelegge e pure il look.

C’è poi chi sceglie di abbracciare l’autunno vestendo i colori autunnali con una palette di marroni e tessuti morbidi.

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I colori autunnali con una palette di marroni e tessuti morbidi per pordenoneveste

L’amore per il design e l’architettura non può non far capolino nei capi scelti da uno dei curatori della splendida mostra Bookart, Beyond Reading. Nel bomber ritroviamo qualche richiamo ad Escher grazie allo scacco bianco e nero, poi quest’ultimo domina su maglia e i pantaloni. L’occhiale nero diventa prezioso grazie al glitter ton sur ton nero.

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Nel bomber ritroviamo qualche richiamo ad Escher grazie allo scacco bianco e il nero, poi il nero domina sul resto dell’outfit

Peccato che questa signora fosse troppo di fretta: il blu notte e il verde bottiglia giocano a nascondino in un ampio gonnellone, uno scialle in seta e nelle calzature dal tacco scultura. Con i Jimmy Choo ai piedi non ce l’ho fatta a raggiungerla in tempo prima che si dileguasse tra i vicoli della città.

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Per la signora di fretta l’ampio gonnellone, uno scialle in seta e nelle calzature dal tacco scultura.

Anche un cuore di pietra come il mio non può che sciogliersi di fronte a questa coppia che cammina mano nella mano, lei oltretutto in giacca gialla: l’amore e la cultura trionfano sul grigiore del cielo, sulle sopracciglia ad ali di rondine, sulle T-shirt adolescenziali.

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l’amore e la cultura trionfano sul grigiore del cielo e su tutto il resto

Piacerebbe molto a Susanna Agnelli questo look scelto da mamma e bimba con due sorrisi graziosi e gentili che, oltre alla buone letture, amano pure il bianco, il blu e le righe alla marinara.

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Piacerebbe molto a Susanna Agnelli questo look scelto da mamma e bimba perfette marinare.

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Abito romantico nero con balze in motivo sangallo per pordenoneveste

All black ad eccezione della pochette rosso fuoco per questa signora con caschetto castano. Per pordenonegge sceglie un abito romantico nero con balze in motivo sangallo. Il sandalo anch’esso nero ha i lacci che salgono sino alla caviglia.

E che dire di loro? Anche loro entrano nella mia personale hit-parade dei look di pordenoneveste vista la scelta azzeccatissima delle calze di lei (omaggio al gattaccio nero di pordenonelegge) e baffi, barba e occhiali di lui, che lo fanno sembrare uno scrittore d’altri tempi, amante della pipa e della musica classica.

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Il look vincente per pordenonelegge? Il loro!

E io? Questa volta, anche se vi sembrerà strano, mi sono vestita anch’io come un gatto nero: pantalone, scalda cuore in velluto nero, canottiera nera, cintura nera, ma mi sto già impegnando nella ricerca di un bel tessuto giallo con cui farmi un bell’abito a caffettiera per il prossimo pordenoneveste.

Chiara Orlando 

per maggiori informazioni in merito a pordenonelegge: http://www.pordenonelegge.it/

 

Paolo Ciot: tra atmosfere dark e smarrimento temporale

È un’atmosfera gotica ad avvolgere gli scatti fotografici del pordenonese Paolo Ciot, amante della musica rock e indie di cui contamina anche la sua opera fotografica.

Guardando le sue foto si ha infatti la sensazione di sentire vibrare in lontananza le note di un basso o di una chitarra graffiante nelle campagne pordenonesi.
Nello scatto con cui ritrae il ciglio sconnesso della strada, questa sensazione si fa ancora più intensa: quello che era solo un solco sull’asfalto diventa una voragine e la figura in secondo piano rende l’immagine ancora più dark e misteriosa.

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© Paolo Ciot 

Nell’opera di Ciot uno dei fili conduttori è senza dubbio il ritratto che tuttavia non troviamo nella sua concezione tradizionale: Paolo Ciot azzera il campo prospettico, costringendoci a guardare l’artista Manuel Baldassare da vicino. Eliminando la profondità, ci obbliga a stare a pochi centimetri da lui dandoci quasi l’impressione di respirare l’odore della sigaretta che fuma. Sebbene la situazione sia bizzarra ed irreale, siamo così incuriositi dal protagonista da stare al gioco.

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© Paolo Ciot, ritratto di Manuel Baldassare                                       

Difficile attribuire una collocazione temporale ai lavori di Ciot, visto che molti scatti presentano quella sgranatura tipica degli anni settanta. Ciò ci fa intendere che ami non solo usare la reflex, ma che sia anche un grande appassionato di Polaroid. È sua infatti la recente esposizione fotografica di Polaroid realizzata presso L‘hotel Santin di Pordenone dal titolo “Il sogno è una foto sfuocata”. Ciot ha esposto in diverse collettive, a Milano e Roma e molte città italiane.

La locandina di Utopia, mostra allestita nella capitale, realizzata con una polaroid di Ciot.

La locandina di Utopia, mostra allestita nella capitale, realizzata con una polaroid di Ciot.

Per il fotografo la foto istantanea è stata un colpo di fulmine che mai lo ha abbandonato. Le Polaroid – sono foto “enormi” nonostante il piccolo supporto che le contengono- afferma Ciot.

© Paolo Ciot

© Paolo Ciot, foto vincitrice del primo premio del concorso fotografico promosso da pordenonelegge 2015

Più guardiamo i lavori di Ciot, più ci viene il dubbio che sia proprio lui a divertirsi del nostro costante smarrimento. È successo così anche quando abbiamo visto la foto vincitrice del concorso fotografico promosso da pordenonelegge, dove i tappeti che hanno vestito a festa il Teatro Comunale Verdi, si trasformano in grafismi irriconoscibili.

© Paolo Ciot

© Paolo Ciot

Nello scatto che ritrae l’artista Natascia Raffio l’unica cosa che ci riporta alla realtà è la capigliatura della ragazza, che inconsciamente usiamo come punto focale da cui leggere l’immagine. L’acqua, altro elemento molto amato da Ciot, diventa con i suoi riflessi ingannevoli l’assoluta protagonista dell’immagine.

© Paolo Ciot

© Paolo Ciot

E ad un’atmosfera dark non possiamo che pensare quando osserviamo questa serie di scatti che farebbero la felicità del Chief Editor di Vogue sia per la preziosità della location, sia per la scelta di abito, accessori e modella.

© Paolo Ciot

© Paolo Ciot

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© Paolo Ciot

Tre foto da guardare a lungo, magari con in sottofondo la voce di Cristina Scabbia, che con il suo timbro unico potrebbe aiutarci a cogliere luce e ombre che il pordenonese trasferisce in pellicola.

Chiara Orlando

 

https://instagram.com/paolodiziociot/

pordenoneveste: il meglio e il peggio

Per i primi cinque minuti a pordenonelegge, ho temuto di dover trasformare il titolo dell’articolo da “pordenoneveste” in “pordenonevestemale”, ma poi le cose hanno preso una piega (d’abito) diversa.
Devo per forza fare una premessa prima di continuare il succulento articolo: l’idea di pordenoneveste non è farina del mio sacco, ma è stata una signora colta e piena di gusto ad avermi suggerito di fare un post a tal proposito.
Pur amando l’abito fiorato, con una linea anni cinquanta, ho basato il mio giudizio su chi è riuscito meglio a valorizzarsi ed avere un look adatto al tipo di evento.

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Ferirò più di qualcuno, ma ho deciso di escludere le donne con le labbra a canotto, seppure ce ne fossero davvero di ben vestite. Altra categoria che ho escluso è stata quella delle donne senza reggiseno ( chi l’avrebbe mai detto che nella minuscola cittadina friulana ci fosse cosi tanta audacia!).

Ma veniamo a ciò che ho visto.
Quando dopo solo tre minuti di passeggiata in Corso, mi sono trovata davanti una pantera vestita con una tutina scintillante, canottiera con numero in glitter stampato sul retro e viso lampadatissimo, mi è venuto quasi male. A chiudere uno dei peggiori outfit di cui ho memoria, un paio di scarpe da ginnastica a zeppa dorate, glitterate, swaroscate di pessima fattura. Ma quello che mi ha fatto più rabbia è che la tizia in questione aveva uno di quei “derrière” da fare invidia a noi tutte. “Mrs. Sonounatrentennemavestodateenager” avrebbe ricevuto grandi consensi sotto il ring dell’incontro di boxe Mike Tyson vs Evander Holyfied – quello in cui il primo stacca a morsi un pezzo di orecchio del secondo- ma non a pordenonelegge.
E con ogni probabilità Tyson alla vista di quella tutina scintillante, avrebbe pensato che c’era di meglio da mordere che il lobo dell’avversario.
Ad accompagnare questa “ragazzina” un compagno che si capiva amare la palestra, peccato che quando li ho sorpassati ho notato che il six pack del fusto era diventato un due. Un due di picche però. Anche se in questo articolo mi sono ripromessa di non parlare del look degli uomini, non posso esimermi nel dire a costui, che sono in pochi a potersi permettere una serafino attillata: uno di questi è canadese, nato nel 1980 e neo papà.
Visto che la palma d’oro del peggiore look di pordenoneveste è già stata assegnata, concentriamoci invece sulle cose che mi sono piaciute.

pordenoneveste
Ho trovato assolutamente convincente il look di questa signora tutta vestita in chiaro con pantalone, maglia extra large e giacca operata. A completare il suo look, un paio di occhiali da vista Prada tanto meravigliosi, quanto difficili da portare. Sul suo visto allungato circondato dalla capigliatura riccia stavano benissimo. Sarebbe stata benissimo pure con un bel libro di architettura in mano. Un’edizione Taschen, vista la stilosità del soggetto.

pordenoneveste
Outfit ben riuscito anche per questa bellezza dai tratti mediterranei: è quasi un total black il suo. Ad interrompere la tonalità un elemento rigato asimmetrico da portare sopra al sempre validissimo tubino. Ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata il ciondolo in argento lavorato: Violet Grey approverebbe.
Prima di trovare degli altri outfit validi, mi sono imbattuta in uno stuolo di donne con le gonne troppo corte, troppo colorate o vestite troppo sportive.

pordenoneveste
Delle ragazze me ne è piaciuta invece una con questo look da “militante della buona lettura”: jeans neri tagliati, canotta nera e borsa nera con frangia. Unici elementi colorati: i suoi boccoli biondi e una casacca senza maniche military style.

pordenoneveste
Scatto rubatissimo invece per questo caschetto perfetto che sceglie un long dress nero molto scollato sulla schiena. Rompe la monotonia del nero solo con gli accessori: una cintura color cacao borchiata e una grande borsa capiente della stessa tinta.

pordenoneveste
E come non incorniciare in questo articolo il vestito giallo portato di questa signora elegante ed altissima? Il marito, quando mi sono avvicinata a lei, non ha potuto celare il suo orgoglio nel sapere che il look della moglie sarebbe finito in un blog. D’ora innanzi questo diventerà “il suo vestito da pordenonelegge”. Ma oltre ad aver colto nel segno col colore, bellissimo era anche il giacchino di pelle nero tutto traforato che si sarebbe messa più tardi quella sera, anche se in questo scatto lo si scorge appena dentro la borsa in pelle chiara.

pordenoneveste
Uno scatto lo meritava anche il modo in cui questa signora bionda aveva abbinato collana, camicia ed occhiale: un look davvero da pordenonese amante della lettura e del teatro.

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Troppo di fretta andava invece questa Lady Jumpsuit per capire se effettivamente quella indossata fosse una jumpsuit o un due pezzi. Sta di fatto che non vi è niente in questo look che non mi piaccia: dalla fantasia geometrica della “tuta” alla borsa e alle spuntate che veste ai piedi.

pordenoneveste
Parlando di abbinamenti che sono assolutamente nelle mie corde, merita essere citata la naturalezza con cui costei sceglie una gonna a fantasia su bianca per interrompere canotta e décolleté nere.

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E che dire invece di questo vestito che al blu della notte mescola sprazzi di rosa, lilla, azzurro e quella punta di giallo che tanto ci siamo abituati a vedere in questi giorni?
Abbinamento deliziosamente ben riuscito, pochette compresa. Che libro le vedrei in mano? Beh, ovviamente il Piccolo Principe, affinché la fantasia del suo vestito prosegua con i cieli stellati descritti da Antoine de Saint-Exupéry.

Chiara Orlando