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I love Collio e la Ribolla Gialla di Collavini

Il Collio è uno di quei posti che mi fa sentire a casa, un po’ come succede di recente con Venezia. Non che io mi destreggi per i paesini o le vallate, quello non accadrà mai visto il mio pessimo senso dell’orientamento, ma sento questi luoghi molto vicini a me.
Era da tempo che non ci facevo una scappata e quindi, non appena mi è stata fatta la proposta, ho accettato entusiasta. La giornata era una di quelle giornate che solo i primi giorni d’autunno sanno regalare: temperatura perfetta, sole e panorama spettacolare.

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Ancora meglio è stato arrivarci per ora di pranzo, con due calici di Ribolla Gialla di Collavini già ad aspettarci all’Osteria della Ribolla, locale già frequentato in precedenza durante le tappe di Cantine Aperte. Ritornarci in quella bella giornata di sole, è stato come togliere la polvere da vecchie foto e ritrovarne i colori brillanti.

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Il Collio è così: una cartolina in cui i vigneti fanno da cornice al buon cibo e al buon vino.
I due calici di Ribolla Gialla hanno fatto da apripista ad un pranzo per famelici appetiti: abbondante tagliere di affettati e formaggi, tortelli e un filetto che si scioglieva in bocca con verdure grigliate. Il tutto irrorato dal vino con cui si erano aperte le danze all’aperitivo.

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La Ribolla di Collavini ha un unico difetto: si berrebbe a fiumi.
Tre portate di cibo e una bottiglia e mezza dopo, tutto è compiuto, ad eccezione del tour nei vigneti.

Uno scatto dell'interno dell''Osteria della Ribolla

Uno scatto dell’interno dell”Osteria della Ribolla

Impossibile non fermarsi ad ammirare la vista dal Castello di Trussio che, a mia insaputa, ospitava anche una bellissima opera di Safet Zec, in una delle sale. Una circostanza più che gradita che mi ha fatto sentire ancora più a casa.

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L’opera di Safet Zec presente all’interno del Castello di Trussio

Un’opera di Safet Zec presente all’interno del Castello di Trussio
Com’è il Collio? E’ una piccola Toscana ad un’ora di strada, un posto in cui osservare la natura cambiare i colori e apprezzare il lavoro dei contadini che lavorano e rispettano quella terra.

Chiara Orlando

 

L’Osteria della Ribolla
Via della Ribolla Gialla 2, 33040 Corno di Rosazzo (UD)
Tel. +39 0432 759753
E-mail: albertoticozzi@virgilio.it
Orari: Chiuso il lunedì
Martedì e Mercoledì: 10.30 – 13.00 15.30 – 21.00
Giovedì: 10.30 – 13.00 15.30 – 23.00 (cene)
Da venerdì a domenica aperto per pranzo e cena: 10.30 – 23.00

http://www.collavini.it/ospitalita.htm

Buon ferragosto da Chiara’s room!

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Ferragosto eccoti qui!

Ci siamo svegliati col sole (almeno qui in Friuli), ma non credo che il tempo non possa durare a lungo. Ieri notte ho sentito dei tuoni come non li avevo mai sentiti in vita mia e c’era un vento che ero sicura portasse via gli alberi ad alto fusto del giardino. Oggi approfitterò del bel tempo per prendere il sole e disegnare. Il mio ferragosto sarà giallo come la Ribolla Gialla di Collavini e come il mio bikini (perfettamente abbinato alla mia bottiglia estiva preferita :-)). Di colore giallo saranno anche gli agrumeti siciliani che disegnerò ad acquerello dopo essere andata a correre. Che bellezza di giornata!

Buon ferragosto a tutti voi!

Chiara Orlando

cantine aperte 2015

cantine aperte

È da qualche anno che manco a cantine aperte. È sempre stata una di quelle giornate che non vedevo l’ora arrivasse per andare a farmi qualche buon bicchiere nelle cantine, ma soprattutto perché adoravo l’idea di andare sul Collio friulano. L’ho detto più di qualche volta, ma continuerò a dirlo: ci sono poche regioni che hanno degli scorci come il Friuli. Ok, indubbiamente la Toscana è un’altra cosa, ma il Friuli ha quel tipo di natura, soprattutto nella zona orientale, che adoro. Selvaggia, ma non troppo e con Osterie incredibili nel raggio di pochi chilometri (che spettacolo!).

Questo è un altro weekend intenso: ho rifiutato tre inviti e tutti e tre validissimi. Pensandoci bene il quarto poteva essere cantine aperte. Alla fine fortunatamente non è arrivato perché mi sarei dannata per l’eternità a dover rifiutare.

Che fare allora?

Mi sono fatta cantine aperte a km zero, anzi “zerissimo”:

  • Ho tolto dal frigo una Ribolla che era sopravvissuta miracolosamente alle mie incursioni
  • mi sono infilata un vestito a fiorellini (ovviamente)
  • mi sono messa un paio di zoccoli ai piedi
  • ho stappato la bozza
  • ho preso un bicchiere
  • mi sono seduta sulla sedia da regista sotto la pergola di uva fragola
  • e ho fatto cin cin!

Cantine aperte sul Collio è il top – è vero – ma anche l’idea di poter bere piacevolmente un bicchiere senza code, nel giardino incantato e senza dover temere il ritiro della patente, non è niente male.

Chiara Orlando