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First Man, recensione del film di apertura a Venezia75

In First Man – Il primo Uomo, film di apertura a Venezia 75, Damien Chazelle racconta la vicenda umana di Neil Armstrong (interpretato da Ryan Gosling) prima di raccontarne l’impresa per cui passerà alla storia.
La scelta del regista permette allo spettatore di avvicinarsi al protagonista di First Man e di comprenderne la natura schiva e i turbamenti che attraversano la vita dell’astronauta statunitense.

First Man, un’immagine tratta dal film di Damien Chazelle

Armstrong, il primo uomo a camminare sulla luna, era noto per il suo carattere introverso ed era dotato di grande sensibilità.
Il dramma della scomparsa prematura della figlia lo segnerà profondamente: ciò sarà per lui motivo di grande turbamento e di consapevolezza dei rischi che comporta portare a termine una missione che pare impossibile al giorno d’oggi, figuriamoci con gli strumenti e la tecnologia di allora.
Chazelle, il regista di Wiplash e dell’acclamato La La Land con cui aveva già aperto La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2017, ci invita a bordo delle navicelle spaziali e non ci risparmia nulla di ciò che vivono gli astronauti in volo, nausea compresa.

Una scena tratta da First Man, film di apertura al Festival di Venezia

Il realismo dei lanci, così come quello della vita quotidiana vissuta dai protagonisti, è senza dubbio una delle armi scelte da Chazelle per farci innamorare di First Man. Sebbene il film sia confezionato alla perfezione per guadagnare milioni di incasso, lascerà senza dubbio lo spettatore soddisfatto.
Chazelle, regista trentenne che vanta già cinque nomination agli Oscars, è noto per la particolare attenzione nel ricostruire l’ambiente dove si muovono i suoi attori: in First Man la sua attenzione al dettaglio è quasi maniacale.

First Man, la locandina del film che ha per protagonisti Ryan Gosling e Claire Foy.

A Ryan Gosling spetta il ruolo del leggendario Neil Armstrong: ingegnere, pilota, astronauta, ma prima di tutto uomo. E il racconto di un Armstrong timido e umile calza a pennello all’attore canadese, appoggiato da una ancora più solida Claire Foy, moglie di Armstrong che, scena dopo scena, si fa sempre più decisiva per la pellicola.

Anche il resto del cast diretto da Chazelle si dimostra all’altezza, offrendo uno spaccato concreto degli otto anni antecedenti al lancio dell’Apollo 11: dall’entusiasmo generale e al desiderio di battere la concorrenza sovietica, per poi finire con le manifestazioni anti NASA di tanti cittadini americani scandalizzati dalle spese esorbitanti delle missioni e dai tanti lanci finiti tragicamente.

 

E se c’è tutto questo in First Man, ciò che manca, motivo delle recenti polemiche, è la scelta di escludere dal film la scena in cui viene piantata la bandiera americana. Ciò ha mandato su tutte le furie molti americani, in particolare “Buzz” Aldrin, ovvero l’astronauta che ha calpestato il suolo lunare subito dopo Neil Armstrong il 20 luglio del 1969. Aldrin ha di recente twittato #ProudToBeAnAmerican dal suo account personale, facendo capire a tutti quale fosse il suo pensiero in proposito. Alla polemica che infuria oltreoceano, Gosling ha risposto dicendo che quell’impresa ha rappresentato un successo e un traguardo per l’umanità intera, non solo per il popolo americano.

Ryan Gosling nel ruolo di Neil Armstrong

Bandiera o non bandiera, First Man fa decollare e permette allo spettatore di vivere una storia che ha segnato non solo un’epoca, ma ha cambiato il modo che avevamo di vedere il mondo intero.

Chiara Orlando

Venezia 2018, si alza il sipario sul Festival del Cinema

C’è chi afferma che il programma di questo Festival di Venezia 2018 sia il migliore di sempre (lo dice anche la stampa estera): dando un’occhiata alla proiezioni che animeranno la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sembra proprio così.
La caccia ai biglietti è stata più agguerrita del solito: nessuno quest’anno vuole rinunciare alla grande emozione di entrare in sala ed applaudire gli attori o i registi che hanno segnato la propria “educazione cinematografica”, o chi fa brillare gli occhi semplicemente perché è una celebrity.
Anche il Lido di Venezia si sta preparando all’evento clou dell’anno scegliendo con cura il papillon da abbinare all’abito con cui accogliere le mega star che arriveranno a frotte al Palazzo del Cinema dal 29 agosto al 8 settembre.

La lista è roba che scotta: dall’attesissimo Ryan Gosling a Lady Gaga, Claire Foy, Emma Stone, Rachel Weisz, Bradley Cooper, Jake Gyllenhaal, Natalie Portman, Jude Law, Dakota Johnson, solo per citarne alcuni.

Bradley Cooper e Lady Gaga nel film A Star is Born, pellicola fuori concorso a Venezia 75

Occhi puntati sui film in concorso: da First Man dell’amatissimo Damien Chazelle, che aveva già aperto Venezia 74 con La La Land, a cui viene dato il compito di aprire la rassegna anche quest’anno. La pellicola ha per protagonisti Ryan Gosling nel ruolo dell’astronauta Amstrong e Claire Foy (Queen Elisabeth di The Crown) nel ruolo di moglie.

Il trailer ufficiale di “First Man” con Ryan Gosling e Claire Foy

Ma al Festival non ci sarà solo First Man: anche The Favourite di Yorgos Lanthimos è molto atteso con le attrici Emma Stone e Rachel Weisz, Suspiria di Luca Guadagnino con Dakota Johnson, The Sisters Brothers di Jacques Audiard con Joaquin Phoenix, William C Macy, Jake Gyllenhaal.

Il trailer ufficiale di “A star is born” con Bradley Cooper e Lady Gaga

Il trailer ufficiale di “The Sisters Brother” con Jake Gyllenhaal e Joaquin Phoenix

Questo è solo un assaggio di ciò che ci sarà a Venezia, ma non mancheranno anche tante altre novità che interesseranno le proiezioni, e poi un’infinità di eventi collaterali, incontri.

Un immagine di First Man di Damien Chazelle, film di apertura a Venezia 75

Il biglietto per vedere in anteprima mondiale First Man me lo sono già assicurato da tempo: se a fine proiezione sarò emozionata come lo ero dopo la proiezione di La La Land nel 2017, sarà un grande festival.
Non perdetevi le prossime news, il mio reportage da Venezia e le recensioni delle pellicole che vedrò per voi.

Buon cinema a tutti! 😉

Chiara Orlando

La La Land: la recensione

La-Biennale-Cinema-Simone-Massi

La La Land si apre all’insegna del più classico dei musical e la cosa mi inquieta, visto che proprio amante dei musical non sono.
Un Ryan Gosling arrabbiato e non ancora entrato nella parte, suona ripetutamente il clacson della sua convertible mentre supera la sua co-star Emma Stone (che invece entra nella parte dal primo istante del film) lungo una trafficata highway di Los Angeles.
Il loro incontro-scontro si trasformerà durante il film in qualcosa di magico, che ci farà pure dimenticare quanto sia cliché.


Perché è il sogno ciò che vivremo grazie a Damien Chazelle, il regista trentenne che si fece conoscere nel 2014 realizzando quel piccolo-grande capolavoro di Whiplash. Messi via gli Oscar di Whiplash – ben tre – si è messo subito al lavoro per questo progetto che aveva in testa da tempo: La La Land. Nel film sono tre attori a giocarsela: Emma Stone (nei panni di Mia), Ryan Gosling (nei panni di Sebastian) e Los Angeles, la città che ha il potere di avverare i sogni, come quello di distruggerli.

la la land
E i sogni quando si realizzano hanno un prezzo che va pagato (e pure piuttosto salato). Chazelle non ci interroga su cosa ne pensiamo di ciò, ma con sequenze dai colori brillanti, un omaggio a Gene Kelly e cieli stellati ci trasporta in un’atmosfera sognante e senza tempo.
La carriera di attrice per Mia e di musicista jazz per Sebastian saranno due rocce a cui aggrapparsi, per non cadere nel precipizio dell’insoddisfazione personale. Due sognatori, due creativi che rifuggono la mediocrità della vita normale, dei lavori comuni e delle persone comuni.


A tessere d’oro la trama del film è la colonna sonora che ho iniziato a canticchiare tra me e me durante la proiezione e che ho fischiettato una volta uscita dalla Sala. O era un sogno?

Chiara Orlando

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

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in alto, illustrazione di Simone Massi per Biennale Cinema 2016