The Island [of imagination] of Dr. Mastrovito

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I L   P R O G E T T O   E’   U N A   S O R T A   D I   C I C L O   D A   R I P E T E R E  A L L’   I N F I N I T O

Andrea Mastrovito è nato a Bergamo, classe 1978.

Ha la faccia di chi invecchierà poco perchè fa ciò che ama fare: l’artista.
Si divide tra Bergamo e New York. Quando in un’intervista rilasciata ad Alberto Mattia Martini gli viene chiesto di parlare della seconda città in cui vive, sorride e dice semplicemente “che fa figo dire di vivere lì”. Questo è un assaggio di Mastrovito: ironico come lo sono le sue opere, anche quando trattano di tematiche complesse.

“Non ci resta che piangere”. Installation view, variable dimensions, paper on ceiling, Museum of Art and Design New York

Le tecniche artistiche da lui sperimentate sono tra le più disparate: i collages, la pittura, l’installazione, i video. Amante dell’incisione e del potente e semplice segno di grafite all’Accademia, arriva per alcuni progetti a liberarsi di tutti i vincoli pittorici utilizzando il solo foglio di carta. La carta nelle sue mani diventa il pezzo di argilla da plasmare di Rodin o il pezzo di marmo da scolpire di Fidia.
E non perche’ le opere di Mastrovito abbiamo una connotazione classica, ma perché sono delicate e allo stesso tempo potenti.

Tutto nelle opere di Mastrovito è contemporaneo: i suoi collages, gli origami e i video parlano dell’oggi anche quando il tema da narrare è di epoca passata.

Il progetto artistico è per Mastrovito una sorta di ciclo da ripetere all’infinito. Esso è frutto di una continua riflessione e di un pensiero organizzato. Nulla è fuori posto, neppure nel caos apparente di “ The Island of Dr. Mastrovito”.

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“The Island of Dr. Mastrovito”. View of the installation (first room) during the group show THE SIXTH BOROUGH, 1.100 handcut books and television set w/dvd video, variable dimensions. Governors Island, New York

I protagonisti delle sue opere – siano essi figure umane o oggetti- nascono, vivono, muoiono e poi rinascono in un saliscendi di colori, rilievi, materia. Seppure la freschezza di una distesa di gigli ritagliati per il progetto “A sud del cielo” facciano pensare all’immediatezza della realizzazione, una tale installazione richiede un lavoro smisurato e meticoloso.

Vi invito a visionare il breve documentario (*1) del progetto realizzato per la Chiesa di San Lupo a Bergamo, per capire meglio come Mastrovito sia riuscito a districarsi tra antichi affreschi, animazioni e collages, in una chiesa che diventa una quinta scenografica di suggestiva bellezza.

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“9000 papillons”. View of the installation – paper butterflies. Dior Royale, Paris

L’immaginazione di Mastrovito non ha limiti: dalla realizzazione delle 9000 farfalle nere per la boutique Dior Royale Paris nel 2008 ai muri scolpiti dell'”Amor sacro e l’amor profano”.

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“L’amore sacro e l’amor profano”. View of the permanent installation at Palazzo della Misericordia, Bergamo, carved walls, carved blackboard, books and 10 minutes audio loop, variable dimensions, 2013

Che trovi l’ispirazione percorrendo una via della Bergamo alta o alla Strand Bookstore di New York (*2), il talentuoso bergamasco ci lascerà ancora a bocca aperta, ne sono certa.

Chiara Orlando

 

Andrea Mastrovito: www.andreamastrovito.com

Note:

(*1) Video in cui Mastrovito racconta della realizzazione per il progetto “A sud del cielo”:  http://www.youtube.com/watch?v=Tkt65G5sKDk

(*2) Mastrovito cita lo Strand Bookstore al minuto 5:37:  http://www.youtube.com/watch?v=IMEv4h-icLk

Fonti:

www.youtube.com

YanziTube

Alberto Mattia Martini (Arte=vita, Martini interview)

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