Viburno o zucchero filato?

viburno

Il viburno è una di quelle piante che fiorisce una volta all’anno, ma quando lo fa non passa di certo inosservata. In giardino prende le sembianze di una nuvola bianca, di quelle che si vedono solo in certe giornate di primavera. Vista la mia grande passione per il cibo, non posso non associarlo allo zucchero filato.

So’ bene che a certi ricorderà piuttosto il gelato… non a me. A me fa pensare subito allo zucchero filato. Ma non intendo lo zucchero filato da sagra che sarebbe pure buono, se non fosse che alla fine c’è quel retrogusto di marmitta che ti fa pentire di averlo preso. Io parlo del tipo che servono in certi ristoranti “supersonici”, dove pensi non sia giusto rinunciare neppure ad una portata, anzi! Non si può dire al cameriere che si è sazi: è un sacrilegio.

Ed è proprio lì, quando pensi di aver mangiato e bevuto oltre ad ogni limite, che all’arrivo del cameriere con questo bastoncino “innocente” di zucchero filato very toxic, dirai a te stessa: ” tanto è viburno, non fa male”.

Oggi non riesco a placare il mio appetito e do’ la colpa al tempo infelice. Per autodifesa ho deciso di incorniciare questa pagina del blog proprio con lui. E’ lì, trionfante in salotto, vicino a Knoll e in ammirazione ad Edra Mazzei e Porro.

Il mio amato viburno. O forse dovrei dire il mio amato zucchero filato?

Chiara Orlando

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