Il sapore anche amaro dei Guns ‘n’ roses

Ci sono articoli che vorrei aver scritto io e questo è uno di quelli.

L’inconfondibile penna dello Steg Speaker’s corner, scrive dei Guns ‘n’ roses in modo così accurato, da farci pensare che tutto quello che abbiamo letto su di loro in precedenza debba essere messo in discussione. Impresa non facile la sua, visto che come afferma lui: “Quasi è più facile scrivere dei Rolling Stones, almeno all’apparenza.”

Badge ufficiale in metallo del Use Your Illusion Tour europeo. Photo credits Steg Speaker's corner, all rights reserved
Badge ufficiale in metallo del Use Your Illusion Tour europeo. Photo credits Steg Speaker’s corner, all rights reserved

Ed ha ragione. Impossibile dare un’etichetta alla band, tanto meno ai loro pezzi.

Chi mi conosce sa bene che aldilà del mio look posato fatto di abiti fiorati e tacchi altissimi, vi è in me una passione per il rock fuori dal comune. Leggendo questo articolo non ho potuto pensare a quando ascoltavo i Guns ‘n’ roses in corriera, nel tragitto per arrivare a scuola, vestita con un lungo cappotto nero ed un paio di anfibi.

E anche se Steg all’interno del suo articolo cita diversi pezzi dei Guns ‘n’ roses, non posso non pensare a Paradise City. Quello che allora era per me – e sarà sempre- un inno alla libertà ed un apripista da vero GRANDE concerto.

Anch’io, come l’autore dello Steg Speaker’s Corner , dei Guns ‘n’ roses amo “le chitarre dalle corde che non potrebbero suonare più sporche e più acustiche al tempo stesso.”

Buona lettura

Chiara Orlando

 

Dallo Steg Speaker’s corner:

http://steg-speakerscorner.blogspot.it/2011/12/il-sapore-anche-amaro-dei-guns-n-roses.html

 

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