11 Minutes: un thriller ad alta tensione

Sono bastati solo due degli “11 minutes” di Jerzy Skolimowsky per farmi capire che non mi sarei annoiata durante la proiezione di questo film. D’altra parte, era stato lo stesso regista ad affermare in conferenza stampa che questo film era la sua personale risposta all’action movie Made in USA.
E il risultato è davvero un film che gli americani possono invidiare.

11 minutes
E’ il tempo la chiave di lettura con cui analizzare l’ultimo capolavoro di Skolimowsky. Un tempo che fa da trait d’union in tutte le storie di questo film che il Maestro polacco fa sbalzare (letteralmente) fuori dallo schermo. Tuttavia Skolimowsky non vi entra in profondità, proprio perché pensa stia allo spettatore la decisione di scavare o meno dentro queste vite.
Difficile dire se chi si impegnerà a mettere insieme i pezzi di questo puzzle intricato, riuscirà mai a finirlo: sono troppi forse i dettagli da analizzare. O forse sono in pochi ad avere la sensibilità del regista.

11 minutes
È sbalorditiva la freschezza con cui il settantenne Skolimowsky dirige un cast – a me sconosciuto – ma davvero talentoso. Già, la freschezza: ciò che è mancato nelle opere dei registi italiani con la metà degli anni di Skolimowsky in concorso a Venezia.

È un vortice quello in cui ci spinge dentro Skolimowski: la sua impeccabile regia analizza il comportamento dell’essere umano nell’attualità del tempo presente. Alle azioni di un marito geloso, di una attrice, di un ladro, di un corriere fanno seguito quelle che possono sembrare delle conseguenze, ma forse è più semplicemente il caso ad accomunarne i destini?
In questo apparentemente disordinato thriller ad alta tensione il pluripremiato regista di Essential Killing e Le départ, continua a regalarci una grande prova di regia, tenendoci sempre col fiato in sospeso.

11 minutes
L’unica cosa che mi ha tormentata per tutto il film era se prestare attenzione al disastro patinato alla “ David La Chapelle” o tifare per uno dei personaggi che si trovano invischiati in un presente che mai diventerà futuro.
D’altra parte, è questo forse quello su cui pone l’attenzione Skolimowsky: noi siamo adesso, il futuro non esiste.

Chiara Orlando

 

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

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