Cosa mi è piaciuto di Pordenone Silent

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Desidero chiudere quella che è stata la prima esperienza a Pordenone Silent raccontando cosa mi è piaciuto di queste Giornate del Cinema Muto.
Chi mi conosce bene sa che adoro andare al cinema: essere in possesso di un accredito che mi garantisse una visione pressoché illimitata del programma è stato motivo di grande gioia.
Devo ammettere che sebbene io abbia l’occhio abituato al genere dal dialogo piuttosto scarno, temevo di appisolarmi durante le proiezioni. L’idea che mi ero fatta del cinema muto è che fosse noioso. Mi sbagliavo: mi preme dire a tutti coloro che pensano che il cinema muto lo sia che non è così, anzi. Se proprio devo dire le cose come stanno – soprattutto per alcuni film – le risate non sono mancate.

Pordenone Silent
Uno scatto del Teatro Comunale Verdi di Pordenone

Un altro punto che vorrei evidenziare è la cura con cui è stato organizzato questo piccolo grande festival: Pordenone Silent è a detta di molti il secondo festival più importante in Italia. A dare prestigio a questa rassegna giunta ormai alla sua 34esima edizione, un pubblico internazionale proveniente da qualsiasi latitudine del globo: inglesi, americani, israeliani, giapponesi. D’altra parte quando il Direttore del Festival David Robinson si è presentato sul palco alla serata di apertura e ha salutato gli ospiti con la frase “Welcome home”, era ben chiaro che la provinciale Pordenone si sarebbe trasformata nei giorni del cinema muto in una cittadina con grandi ambizioni.
Tuttavia non era solo il pubblico internazionale a brillare durante la rassegna, ma anche il parterre di ospiti. Registi, giornalisti ed addetti ai lavori molto noti.

Pordenone Silent
Il Direttore David Robinson con Deborah Nadoolman e John Landis

Basti pensare a John Landis, regista di Animal House e The Blues Brothers ed anche regista di uno dei videoclip più famosi e costosi della storia come Thriller. Il regista americano era accompagnato dalla moglie Deborah Nadoolman, nota costumista. È sua la famosa giacca rossa di Michael Jackson del video Thriller ed è stata anche nominata agli Oscar per i costumi realizzati per Coming to America.

Pordenone Silent
John Landis alla conferenza stampa che si è tenuta all’ Hotel Moderno Palace

Altro nome di grande prestigio a Pordenone Silent è stato quello del canadese Richard Williams, vincitore di due premi Oscar per Who framed Roger Rabbit. Di Williams è stato proprio proiettato Prologue un film-animazione che esula da tutto ciò che è stato visto precedentemente sul genere di animazione.

Pordenone Silent
Questo in poche righe è il succo di ciò che è stato Pordenone Silent, il festival del Cinema Muto che tutto il mondo ci invidia ad un passo da casa. Un evento capace di veicolare ospiti interessati, amanti del gusto, del bello e della cultura: tutte cose che si trovano in abbondanza nella nostra regione.

Chiara Orlando

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

http://fondazionegiovannisantinonlus.com/

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