Il Drink & Food di Michele Piagno

Abbattere i limiti e trovare una sintesi magica nel concetto di Drink & Food.
Questo è il credo di Michele Piagno, abile barman di origini friulane, molto conosciuto nel panorama della mixologia molecolare con alle spalle collaborazioni con brand prestigiosi come Perrier-Jouët, Brouwerij Van Steenberg e Sanbitter solo per citarne alcuni.
Michele Piagno è uno che detesta le costrizioni: ha bisogno di spazio e panorami sconfinati in cui testare le sue eccellenti basi di barman e giocare con quella che è da sempre la sua carta vincente: la creatività.

Ed è questo il motivo per cui egli non si accontenta di creare solo dei drink, ma cerca l’interazione con il cibo, concetto in cui dà seguito nel Drink & Food.
Certo, bisogna avere testa e mano per realizzare formule apparentemente azzardate, ma che al contatto con le nostre papille gustative, offrono un piacere così nuovo ed inaspettato. Ed è allora che ci interroghiamo sul perché non avessimo mai fatto una simile esperienza in precedenza.

Michele Piagno è uno che la cultura del buon cibo c’è ha nel DNA: la sua collaborazione con Terry Giacomello – per chi non lo conoscesse è lo Chef del ristorante Inkiostro di Parma – appare quasi come una conseguenza naturale.

Michele Piagno, che di cocktail ne ha serviti parecchi, non ama essere imbrigliato e immobile, neppure se a tentarlo è un cocktail classico molto ben fatto. Egli ha bisogno di novità, di misurarsi con ciò che è difficile e che potrebbe intimidire chiunque.
Egli invece ci prova gusto ad affrontare un terreno minato come quello in questione e in cui, ci tocca dirlo, in molti non hanno avuto fortuna.

È nei confini non definiti che egli si trova più a suo agio perché, come accade per tutti i brillanti, capisce bene che se non rischia e si spinge oltre, è assai difficile che possa realizzare qualcosa di eclatante che metta in luce il suo vero valore.

Chiara Orlando

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